Home Blog Pagina 180

Latina e Terracina, blitz dei Nas: sequestri e oltre una tonnellata di cibo fuori norma

Operazione dei Nas di Latina tra il capoluogo e il sud pontino: nel mirino esercizi commerciali e filiere alimentari per verificare il rispetto delle norme igienico-sanitarie.

Il bilancio è pesante: oltre una tonnellata di alimenti irregolari sottratti al consumo e sanzioni per circa 4.500 euro.

Uova senza tracciabilità

A Latina, in un’attività di ortofrutta, i militari hanno sequestrato circa 350 uova prive di qualsiasi documentazione.

Un’irregolarità grave, perché impedisce di risalire all’origine del prodotto e aumenta i rischi sanitari, soprattutto per possibili contaminazioni batteriche.

Latticini trasportati senza frigorifero

Sempre nel capoluogo, i controlli hanno riguardato anche un furgone utilizzato per la vendita ambulante di prodotti caseari.

A bordo, mozzarelle e ricotte senza sistemi di refrigerazione, con la catena del freddo completamente assente.

Sequestrati 45 chili di merce e multa da 2mila euro per il titolare.

Cella frigo in condizioni critiche

Situazione ancora più allarmante lungo il litorale sud pontino, dove in un supermercato sono stati trovati circa 1.000 chili di alimenti conservati in una cella frigorifera degradata.

Tra i prodotti, gelati, pesce e preparati gastronomici con evidenti segni di cattiva conservazione. Tutta la merce è stata smaltita.

Controlli che continueranno

L’operazione conferma l’attenzione dell’Arma sulla sicurezza alimentare, con verifiche destinate a proseguire su tutto il territorio.

L’obiettivo resta uno: tutelare i consumatori e prevenire rischi per la salute pubblica.

Gabon, cacciatore milionario muore calpestato da 5 elefanti poco prima di sparare a delle antilopi

Doveva essere una battuta di caccia nella foresta equatoriale, ma a perdere la vita è stato un uomo di 75 anni. L’incidente fatale è avvenuto nel cuore del Parco nazionale di Lopé-Okanda, durante un’escursione finalizzata alla caccia del cefalofo dal dorso giallo, una piccola antilope tipica delle foreste pluviali africane.

L’uomo, un cacciatore milionario, accompagnato da una guida professionista, stava perlustrando il fitto sottobosco del Gabon centrale. Durante l’escursione, i due si sono improvvisamente trovati di fronte a un gruppo di cinque femmine di elefante africano della foresta accompagnate da un cucciolo.

In un ambiente dove la visibilità è ridotta a pochi metri, la reazione degli animali è stata immediata e violenta. La guida ha tentato di difendersi impugnando un fucile ad alto potenziale, ma la forza della carica lo ha sbalzato a terra, facendogli perdere l’arma tra la vegetazione.

Rimasto solo, il cacciatore ha cercato di fronteggiare il branco con un fucile a canna liscia, ma non ha avuto scampo contro la furia degli animali, capaci di raggiungere velocità elevate nonostante la loro imponente stazza. Travolto durante la carica, è morto sul colpo.

Si.Camera: Giovanni Acampora confermato presidente, resta alla guida dell’agenzia delle camere di commercio

Si è svolta questa mattina l’assemblea dei soci di Si.Camera – Agenzia delle Camere di Commercio d’Italia – chiamata a rinnovare l’organo amministrativo e a fare il punto sui risultati economici dell’ultimo esercizio.

L’assemblea ha proceduto alla nomina del nuovo Consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2028, confermando Giovanni Acampora (presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina) alla guida della società. Confermato anche Massimo Guasconi (presidente della CCIAA Arezzo-Siena) nel ruolo di consigliere. Entra nel Cda come consigliera Lucia Di Bisceglie (presidente CCIAA Bari), che subentra a Giada Grandi (segretario generale CCIAA Bologna).

Sul fronte economico, il bilancio 2025 si chiude con un risultato positivo, in linea con le previsioni di forecast presentate a fine anno, a conferma della solidità del modello gestionale adottato.

«Il nostro successo si fonda su pilastri solidi – ha dichiarato Acampora –. In primo luogo, la solidità patrimoniale e finanziaria, che rappresenta la base di ogni nostra iniziativa. Ma questa forza è resa possibile anche dal clima di fiducia che i soci continuano a dimostrarci, apprezzando non solo i risultati raggiunti ma anche il metodo con cui operiamo».

Il presidente ha poi evidenziato come la forza operativa della società risieda nella capacità di lavorare in team e nell’integrazione delle tre principali aree di competenza: comunicazione, formazione e assistenza tecnica. Un approccio che consente di offrire soluzioni complete, mantenendo elevati standard qualitativi e una costante attenzione alla razionalizzazione dei costi.

«I risultati di bilancio – ha sottolineato Acampora – confermano una gestione attenta e rigorosa, con una struttura patrimoniale e finanziaria solida. Negli ultimi anni, Si.Camera ha intrapreso un percorso di crescita fondato su obiettivi strategici chiari, rafforzando il proprio ruolo di supporto alle Camere di Commercio e contribuendo all’attuazione delle politiche governative, comprese quelle legate al PNRR».

Nel ringraziare per l’impegno costante la direttrice generale, Tiziana Pompei, il direttore operativo, Francesco Antonelli, Giada Grandi e tutto lo staff di Si.Camera, per il presidente Acampora lo sguardo resta ora rivolto al futuro, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente le attività sviluppate nell’ultimo triennio e ampliare le prospettive di crescita.

Aprilia, sulla Gramsci tutte le ragioni dei Cinque Stelle

Qualche giorno fa il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha annullato gli atti per la costruzione della nuova scuola Gramsci in via Tiberio ad Aprilia. Una sentenza che confermerebbe quanto il Movimento 5 Stelle locale denuncia da anni. Che la scuola serva, è indubbio, ma il percorso amministrativo scelto a suo tempo dal Comune, secondo Ragusa, è stato sbagliato e approssimativo, a partire da un’espropriazione condotta in violazione dei diritti dei proprietari.

“I giudici hanno bloccato infatti la procedura di esproprio dell’area ex Canebi perché i proprietari non sono stati informati correttamente e l’area non era mai stata realmente acquisita al patrimonio comunale- è il commento di Ragusa che, sulla vicenda, ha prodotto tante interrogazioni e comunicati stampa, nell’arco di questi otto anni – tanto che vi era già stata una sentenza di usucapione a favore dei privati. Avevamo denunciato da tempo questa anomalia: un terreno mai acquisito definitivamente dal Comune, ma trattato come se fosse comunale, valutato circa 100.000 euro e tuttavia inserito in un quadro economico che prevedeva 263.000 euro per l’acquisizione e gli imprevisti”.

Il lotto sul quale il Comune di Aprilia voleva realizzare il plesso era originariamente destinato a verde pubblico e, con una modifica urbanistica del 2017, è stato trasformato in area per scuole, sacrificando un ettaro e mezzo di verde in un quartiere già densamente popolato e vicino agli appartamenti dell’ex Canebi.

“È importante chiarire che, dal punto di vista strettamente tecnico, un progetto preliminare esisteva e dimostrava la fattibilità edilizia dell’intervento su via Tiberio, tanto che lo studio incaricato aveva attestato la possibilità di collocare lì un nuovo plesso scolastico – prosegue Ragusa – e anche la viabilità, con adeguati parcheggi e la riconnessione della strada cieca del Pronto Soccorso, avrebbe potuto essere migliorata rispetto alla situazione attuale, prevedendo in sede definitiva sistemi di smaltimento del traffico più ordinati. Per questo noi non abbiamo mai impostato la battaglia dicendo che via Tiberio fosse “materialmente impossibile”, ma denunciando la cattiva gestione amministrativa, la violazione delle procedure e l’assenza di una visione complessiva che guardasse alle vere alternative disponibili”.

Le osservazioni, però, come spesso accade quando è l’opposizione ad intervenire, sono rimaste inascoltate: per anni il Comune ha sostenuto che non esistessero alternative, ma già nel 2020 una relazione comunale aveva riconosciuto quanto il M5S proponeva da tempo, ovvero l’esistenza di un’area alternativa tra via Pergolesi e via Monteverdi, composta in larga parte da terreni comunali e in parte da terreni della Regione Lazio, disponibile a cederli al Comune. Il Movimento 5 Stelle aveva proposto di accorpare il lotto di via Pergolesi con l’area del pallone tensostatico, chiudendo il tratto di strada tra i due terreni e trasformandolo in spazio scolastico, e di realizzare finalmente via Giovanni Paisiello (che oggi esiste solo sulle mappe) per collegare Pergolesi con Monteverdi.

“Allo stesso tempo – continua l’ex candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle – avevamo suggerito di spostare il pallone tensostatico su via Tiberio, riportando il lotto ex Canebi alla sua funzione originaria di verde pubblico e servizi, e liberando l’area Pergolesi-Monteverdi per la nuova Gramsci. Sull’area Pergolesi era stato sollevato il problema di possibili rifiuti interrati, ma per noi questa criticità rappresentava un’opportunità: la bonifica è obbligatoria per legge e avrebbe permesso di risanare un sito degradato, garantendo una scuola su un terreno sicuro e riqualificato”.

Adesso a fronte dell’annullamento da parte del Tribunale amministrativo, non resta altro che fare i conti delle spese sostenute, inutilmente, per realizzare un progetto complicato fin dal nascere. I 250.000 euro previsti per comprare il terreno di via Tiberio, secondo i Cinque Stelle, si sarebbero potuti utilizzare per finanziare la bonifica dell’area Pergolesi, in cambio di una cessione agevolata dei terreni regionali e della costruzione di un’infrastruttura scolastica di qualità. Scelte politiche che si sono rivelate errate.

“La sentenza del TAR, quindi, non smentisce la fattibilità tecnica di una scuola su via Tiberio, ma certifica il fallimento di una certa politica amministrativa: tempi lunghissimi, procedure sbagliate, scarsa conoscenza del patrimonio comunale e incapacità di concludere un esproprio nel rispetto della legge. Per anni – è l’affondo di Ragusa – non si è voluto definire in modo celere un progetto esecutivo, con il risultato di perdere tempo e risorse, continuando a pagare affitti per una sede inadeguata anziché investire stabilmente in un nuovo edificio pubblico. È grave che la superficialità degli uffici comunali nell’eseguire correttamente la procedura di esproprio e nella gestione dei beni abbiano addirittura consentito l’usucapione da parte di un privato, con un danno evidente per la collettività. Ora ci auguriamo che si abbandoni definitivamente il progetto su via Tiberio per la nuova scuola, si ripristini lì la destinazione a verde pubblico e servizi (compresa la possibilità di ospitare una terza ala dell’ASL o nuove strutture sportive), e si valuti la realizzazione della continuazione di via Ottaviano fino a via Tiberio, come già previsto nel vecchio Piano di lottizzazione”.


“Allo stesso tempo – continua Ragusa – ci auspichiamo che si riapra seriamente l’ipotesi Pergolesi-Monteverdi, con le modifiche già suggerite: accorpamento dei lotti, apertura di via Paisiello, eventuale spostamento del pallone tensostatico e ridisegno della viabilità e dei parcheggi a servizio della futura scuola. Sarebbe auspicabile, inoltre, istituire un tavolo con scuola, famiglie e comitati per individuare insieme il nuovo sito, valutando i progetti non solo sulla carta, ma sulla base di simulazioni concrete degli spazi, dei flussi di traffico e dei servizi necessari. La nuova scuola Gramsci va realizzata nel luogo più idoneo e nel rispetto della legge, della sicurezza, del buon senso urbanistico e dei fondi già stanziati, adattando il progetto preliminare esistente, costato ai cittadini migliaia di euro, invece di ripartire ogni volta da zero”.

“La decisione del TAR certifica la sconfitta di una politica locale priva di una visione costruttiva e realistica, che dopo anni di discussioni inconcludenti e sprechi continua a costringere molti ragazzi a studiare in un edificio inadatto, privo di palestra, e i cittadini a pagare un affitto annuale da centinaia di migliaia di euro da più di quarant’anni – conclude Ragusa – e pensare che l’ex sindaco Terra dichiarava, nel 2014, che entro un anno sarebbero partiti i lavori per la nuova scuola Gramsci: oggi, nel 2026, quella promessa mancata pesa ancora sulle spalle degli studenti e delle loro famiglie”.

Latina, Question Time infuocato: rifiuti, Palaboxe, Ponchielli e studentato accendono lo scontro

Question time acceso, quello di oggi, in Comune a Latina. Ad aprire il confronto è stato il tema ambientale, sollevato dalla consigliera Maria Grazia Ciolfi.

Gli assessori Michele Nasso e Antonina Rodà hanno chiarito che il Comune di Latina non ha partecipato al bando regionale per l’ammodernamento degli impianti perché privo dei requisiti necessari.

“Non siamo titolari di impianti di trattamento rifiuti attivi – ha spiegato Nasso – e quello presente presso Abc è fermo dal 2008”.

Rodà ha poi precisato che il bando era destinato esclusivamente a impianti già operativi, rendendo quindi impossibile la candidatura dell’ente, a prescindere dalla proprietà delle strutture.

Teatro Ponchielli, tra criticità e rilancio

Altro capitolo delicato riguarda il Teatro Ponchielli, attualmente limitato nell’utilizzo per problemi legati alle normative antincendio.

Il vicesindaco Massimiliano Carnevale ha annunciato che il 7 maggio il Consiglio comunale discuterà il regolamento per l’uso extrascolastico della struttura, considerata “un asset strategico”.

Sul fronte degli interventi, l’amministrazione ha già partecipato a bandi ministeriali: il progetto è stato giudicato idoneo ma non finanziato nella prima fase. Ora si punta su nuove risorse e bandi regionali, con progettazione esecutiva già avviata.

Palaboxe, gara regolare ma resta il caso morosità

Il confronto più acceso si è registrato sul Palaboxe di via Aspromonte.

L’assessore allo Sport Andrea Chiarato ha ricostruito l’iter della gara, sottolineando la piena regolarità della procedura e la partecipazione di due operatori economici. L’aggiudicazione ha portato a un rialzo del 68% sul canone base, con entrate stimate in quasi 300mila euro in 15 anni.

Ma il nodo resta la posizione del gestore uscente, destinatario di un accertamento di morosità per oltre 121mila euro.

Su questo punto è intervenuto l’assessore Antonio Cosentino: “L’esclusione è possibile solo in presenza di debiti certi, scaduti ed esigibili di natura tributaria. In questo caso si tratta di canoni e non rientrano tra le cause automatiche previste”.

Una spiegazione che non convince l’opposizione. La capogruppo PD Valeria Campagna ha parlato di “posizioni contraddittorie” e ha chiesto chiarezza su crediti e debiti, oltre alla trasmissione degli atti letti in aula.

Studentato al Gionchetto, scontro sull’interesse pubblico

Sempre Cosentino ha risposto anche sull’interrogazione relativa allo studentato al Gionchetto, progetto che prevede residenze universitarie e attività commerciali.

L’assessore ha ribadito la piena conformità urbanistica dell’intervento, spiegando che le norme vigenti mantengono valide le destinazioni d’uso anche oltre i termini dei piani attuativi.

Inoltre, ha evidenziato come la normativa recente riconosca a questi interventi un carattere di interesse pubblico, facilitandone la realizzazione.

Respinte anche le accuse di conflitto di interessi: “Il progettista è un libero professionista senza incompatibilità con l’Ente”.

Netta la posizione sulla richiesta di sospensione: “Bloccare l’iter metterebbe a rischio fondi del PNRR e opportunità per gli studenti”.

Un Consiglio diviso su gestione e priorità

Dalla seduta emerge un quadro articolato, con temi che toccano ambiente, cultura, sport e sviluppo urbano.

Da un lato la giunta che difende la legittimità delle procedure e rivendica i risultati; dall’altro le opposizioni che chiedono maggiore trasparenza, tempistiche certe e una gestione più efficace dei servizi pubblici.

Un confronto che fotografa una fase politica intensa, dove ogni scelta amministrativa diventa terreno di scontro sul futuro della città.

Serie C – Latina, chiusura col botto: 5-2 a Crotone e salvezza celebrata con una rimonta da applausi

Serie C – Il Latina archivia il campionato con una prestazione brillante, imponendosi per 5-2 sul campo del Crotone e congedandosi dalla Serie C 2025-2026 nel segno della determinazione e del gioco. Con la permanenza già in tasca alla vigilia, la squadra nerazzurra non si limita a gestire, ma sceglie di chiudere con autorità, costruendo una rimonta significativa contro una delle formazioni più competitive del girone.

Un successo ampio e meritato, che conferma il buon stato di forma del gruppo e lascia spazio anche a qualche riflessione su ciò che poteva essere nel corso della stagione. Resta però il dato fondamentale: l’obiettivo salvezza è stato centrato e l’ultima uscita ha mostrato un Latina vivo e convincente.

L’avvio di gara, tuttavia, non era stato semplice. Pur mostrando intraprendenza, i nerazzurri avevano pagato alcune disattenzioni difensive, consentendo al Crotone di portarsi sul doppio vantaggio. Una situazione che sembrava poter indirizzare la sfida, ma il Latina ha avuto il merito di non disunirsi, trovando prima dell’intervallo il gol che ha riaperto tutto grazie a Gabriele Di Giovannantonio, giovane classe 2007 alla sua seconda rete stagionale.

Quella marcatura ha cambiato completamente il volto della partita. Nella ripresa il Latina rientra con un atteggiamento diverso, alza i ritmi e prende progressivamente il controllo, fino a dominare e ribaltare il risultato con altre quattro reti.

Sugli scudi Giacomo Parigi, decisivo con una doppietta dal dischetto che conferma la sua importanza nell’economia della squadra. A completare il tabellino ci pensano Bernardo Calabrese, a segno all’indomani del suo compleanno, e Fasan.

Il Crotone si dissolve col passare dei minuti, mentre il Latina cresce e chiude con autorità una gara che, nella seconda frazione, ha visto una sola squadra protagonista. Una vittoria che assume valore soprattutto per come è maturata: in rimonta, con carattere e senza cali di concentrazione nonostante la salvezza fosse già acquisita.

Così il Latina saluta la stagione: con la permanenza in categoria, una prestazione convincente e un successo che restituisce slancio e fiducia in vista del futuro.

Al via i lavori per il marciapiede crollato, chiuso per tre mesi un tratto di via Filzi

Sono iniziati stamattina i lavori di ripristino del marciapiede di via Fabio Filzi crollato nel gennaio dello scorso anno. L’impresa incaricata dal Comune, ha avviato l’installazione del cantiere che occupa una corsia di marcia nel tratto di strada antistante al palazzo ex Inail, compreso tra gli incroci con via Gioberti e via Tito Speri.

All’esito di una perizia tecnica l’ente municipale ha deciso di procedere col riempimento dell’intercapedine sottostante con materiale inerte drenante e con la chiusura superiore attraverso la realizzazione di una soletta in cemento armato a sostegno della nuova pavimentazione.

Per questo lavoro è prevista una spesa che si aggira attorno ai 100.000 e in fase di progettazione è stato previsto un periodo di quasi tre mesi per completare l’opera.

Stando all’ordinanza con la quale il Comune ha disposto la chiusura del tratto di strada interessato, la riapertura della corsia è prevista il 10 luglio prossimo, senza escludere la possibilità comunque che i lavori possano durare anche un tempo maggiore.

Quindi fino alla riapertura, chi percorre via Fabio Filzi dall’incrocio con viale dello Statuto verso il centro sarà obbligato a girare su via Gioberti una volta arrivato all’altezza del cantiere, mentre per chi procede in senso contrario, da viale Mazzini verso la circonvallazione, sarà impossibile girare su via Gioberti.

Precipita in un dirupo mentre raccoglie gli asparagi: 52enne muore sotto gli occhi dell’amico

Un’escursione tra i monti si è trasformata in tragedia nel Salernitano, dove un uomo di 52 anni ha perso la vita dopo essere precipitato in un dirupo al confine tra i comuni di Sassano e Teggiano, nel cuore del Vallo di Diano.

Secondo una prima ricostruzione, la vittima si trovava in montagna insieme a un amico per raccogliere asparagi selvatici quando sarebbe stata colta da un malore improvviso. Un cedimento che gli avrebbe fatto perdere l’equilibrio, facendolo precipitare nel vuoto lungo un tratto particolarmente impervio.

L’allarme è stato lanciato immediatamente dal compagno di escursione. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, con il supporto di ambulanza ed eliambulanza, insieme ai vigili del fuoco e ai carabinieri della compagnia di Sala Consilina. Le operazioni di soccorso si sono rivelate complesse proprio a causa della conformazione del terreno.

Nonostante i tentativi disperati di rianimazione, per l’uomo non c’è stato nulla da fare: il decesso è stato constatato direttamente sul luogo dell’incidente.

L’ipotesi più accreditata resta quella di un malore improvviso. La vittima, esperta conoscitrice della zona, stava trascorrendo alcune ore all’aria aperta quando si sarebbe verificato l’episodio fatale. L’intervento tempestivo dei soccorsi, pur rapido e coordinato, non è bastato a salvargli la vita.

Fondi, i candidati sindaco a confronto: arriva “Responsabilità in… Comune”

Un confronto vero, diretto, ma senza toni accesi. A Fondi la campagna elettorale entra nel vivo con un appuntamento pensato per mettere al centro idee e contenuti: si chiama “Responsabilità in… Comune, tra dialogo e impegno” ed è il tavolo di confronto promosso dall’Azione Cattolica delle parrocchie di Fondi, insieme all’associazione culturale diocesana “Vittorio Bachelet”.

L’obiettivo è chiaro: offrire ai cittadini un’occasione concreta per ascoltare i candidati alla carica di sindaco e orientarsi tra programmi e visioni, lontano dalle polemiche e dalle contrapposizioni tipiche della campagna elettorale.

L’incontro si terrà sabato 9 maggio, alle ore 19, presso il Centro Multimediale “Dan Danino di Sarra”, in piazza Domenico Purificato. A moderare il dibattito sarà l’avvocato Francesco Carroccia, chiamato a garantire equilibrio e tempi certi.

Si preannuncia la partecipazione dei cinque pretendenti, già invitati. Il che lascia presagire che al tavolo di confronto ci saranno Vincenzo Carnevale, Annarita Del Sole, Salvatore Venditti, Francesco Ciccone e Tonino De Parolis.

La formula scelta dagli organizzatori punta tutto sulla chiarezza: niente attacchi tra avversari, niente domande anticipate, ma solo l’annuncio dei macro temi he verranno affrontati. I candidati potranno presentare esclusivamente le proprie proposte, rispondendo a quesiti sui temi principali della città, con tempi uguali per tutti.

Non è una novità per l’Azione Cattolica locale, che negli anni ha già promosso momenti simili, puntando più sul dialogo che sullo scontro. Un’impostazione che, anche questa volta, mira a creare uno spazio di confronto utile e comprensibile per i cittadini.

Sermoneta Cambia: anagrafe in tilt e rifiuti nel caos, cittadini esasperati

A Sermoneta cresce il malcontento per i disservizi negli uffici comunali, in particolare all’Anagrafe, dove – secondo il gruppo consiliare Sermoneta Cambia – la carenza di personale sta causando ritardi e lunghe attese.

“Un dipendente costretto a fare il lavoro di tre”, denunciano i consiglieri Antonio Di Lenola, Pasquale Campagna e Federica Bonaldo, sottolineando il rischio di una vera paralisi con la scadenza delle carte d’identità cartacee.

Differenziata nel caos

Non va meglio sul fronte dei rifiuti.

Molti cittadini segnalano difficoltà nel conferimento, con sacchi non ritirati e contrassegnati come “materiale non conforme”. Una situazione che genera confusione e il timore di sanzioni.

Regole poco chiare

Secondo l’opposizione, il problema principale è la mancanza di indicazioni precise.

“Le regole cambiano o vengono interpretate – spiegano – serve un vademecum ufficiale chiaro, distribuito direttamente alle famiglie dal Comune e dalla ditta incaricata”.

Le richieste

Il gruppo chiede interventi immediati su due fronti:

  • rafforzare l’organico degli uffici, anche temporaneamente
  • chiarire le modalità di conferimento dei rifiuti

L’attacco politico

Non manca la critica all’amministrazione: “Troppa attenzione alla comunicazione e agli annunci – accusano – mentre sui servizi essenziali emergono gravi carenze”.

Cittadini in attesa

Intanto, tra file agli sportelli e dubbi sulla raccolta differenziata, cresce l’esasperazione dei residenti.

E la richiesta è una sola: risposte concrete, subito