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Castelforte inaugura la nuova Casa dell’Acqua: “Meno plastica e più risparmio per i cittadini”

È stata inaugurata ieri mattina, in Via Pozzillo a Castelforte, la nuova Casa dell’Acqua, un servizio innovativo pensato per promuovere il consumo consapevole, il risparmio economico e la tutela ambientale.

Alla cerimonia del taglio del nastro hanno preso parte il Sindaco di Castelforte Angelo Felice Pompeo, il Presidente del Consiglio Alessio Fusco, Luigi Tucciarone che ha seguito l’iter dell’iniziativa, l’architetto Margherita Pernarella e l’ingegnere Alessandro Maffei, che si è occupato del progetto di costruzione, oltre a una rappresentanza delle scuole del territorio, a testimonianza dell’importanza educativa e sociale dell’iniziativa.

Il nuovo distributore consente ai cittadini di approvvigionarsi di acqua naturale, refrigerata e gassata a costi contenuti, riducendo al contempo l’utilizzo della plastica e contribuendo alla diminuzione delle emissioni di CO2.

L’erogazione avviene in modo semplice e accessibile: è possibile acquistare l’acqua tramite pagamento in contanti, al costo di 6 centesimi al litro per quella naturale e 8 centesimi per quella frizzante.

In alternativa, sarà disponibile una tessera ricaricabile acquistabile presso le attività commerciali del territorio che verranno comunicate nei prossimi giorni. La tessera potrà essere ricaricata e utilizzata per l’erogazione dell’acqua, offrendo una modalità pratica e continuativa di utilizzo.

L’erogazione minima prevista è di un litro. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Pompeo e dagli altri rappresentanti istituzionali presenti, che hanno sottolineato come l’iniziativa si inserisca in un percorso più ampio di politiche ambientali e di attenzione al benessere dei cittadini.

Scozia, bimba di 8 anni cade dalla sedia a rotelle a scuola: dimessa dall’ospedale muore poche ore dopo

Una giornata di festa e giochi sportivi si è trasformata in tragedia in Scozia, dove una bambina di appena 8 anni è morta dopo essere caduta dalla sedia a rotelle durante alcune attività organizzate dalla scuola.

Il drammatico episodio si è verificato alla Greenburn School di East Kilbride, nel South Lanarkshire, nel corso della giornata dedicata allo sport. La piccola aveva appena preso parte a una gara quando, per cause ancora in fase di accertamento, è caduta violentemente dalla carrozzina.

In un primo momento l’incidente non era apparso particolarmente grave. La bambina era stata comunque accompagnata in ospedale per accertamenti, dove i medici, dopo le visite e i controlli del caso, non avevano riscontrato lesioni preoccupanti decidendo quindi di dimetterla e consentirle di tornare a casa.

La situazione, però, è precipitata poche ore dopo. Nella mattinata successiva, mentre si trovava nella propria abitazione, la piccola avrebbe accusato un improvviso malore. I familiari hanno immediatamente allertato i soccorsi e la bambina è stata trasportata nuovamente in ospedale, dove i sanitari hanno tentato disperatamente di salvarle la vita.

Nonostante le manovre di rianimazione, purtroppo per lei non c’è stato nulla da fare. La polizia scozzese ha avviato tutti gli accertamenti del caso.

Maggio Sermonetano, terzo weekend tra yoga, concerti e arte nel centro storico

Entra nel vivo il Maggio Sermonetano, che nel fine settimana propone il terzo appuntamento della XXXI edizione con un calendario ricco di iniziative dedicate a benessere, cultura, musica e valorizzazione del territorio.

La manifestazione, promossa dall’associazione Maggio Sermonetano con la direzione artistica di Massimo Gentile, è organizzata con il patrocinio e il contributo del Comune di Sermoneta.

Sabato tra yoga e meditazione

La giornata di sabato 23 maggio sarà interamente dedicata al benessere psicofisico.

Nella Chiesa di San Michele Arcangelo andrà in scena “Respiro – il soffio dell’Universo”, appuntamento curato da Yoga Insieme Latina che unirà teoria e pratica yoga in due sessioni previste tra mattina e pomeriggio.

In serata, alle 19, il suggestivo Giardino degli Aranci ospiterà invece una sessione di yoga e meditazione al tramonto.

Domenica tra mostre, laboratori e spettacoli

Il programma di domenica 24 maggio si aprirà ancora all’insegna dello yoga, con un nuovo incontro dedicato a Yoga e Mantra nella Chiesa di San Michele Arcangelo.

Dalle 10.30 saranno inoltre aperti gli spazi espositivi allestiti nella Chiesa di San Giuseppe; nella Loggia dei Mercanti; nella Pinacoteca dell’Università Agraria; nella stessa Chiesa di San Michele.

Laboratori e tradizioni locali

Nel primo pomeriggio spazio alle attività legate alle tradizioni del territorio.

L’azienda agricola La Furchia ospiterà un laboratorio dedicato alla lavorazione del formaggio di capra, accompagnato da degustazioni e momenti conviviali con il coinvolgimento dei giovani dell’associazione Kamaleonte nell’ambito di un progetto Erasmus.

Alle 15.30, nella Loggia dei Mercanti, si terrà invece il laboratorio creativo “Creare, incidere e decorare con l’argilla”, aperto sia ai bambini che agli adulti.

Musica itinerante nel centro storico

Dal tardo pomeriggio il centro storico di Sermoneta sarà animato dagli spettacoli itineranti di “Bande di suoni” con la partecipazione della Banda Cecafumo di Roma.

Nel cortile del Palazzo Comunale spazio anche ai giovani musicisti della scuola ADAM di Latina, con esibizioni dedicate a grandi autori come Vivaldi; Beethoven; Chopin; Satie; Davis; Mancini.

In contemporanea, la Chiesa di San Michele Arcangelo ospiterà l’esibizione del Liceo Musicale A. Manzoni.

Concerto finale al Belvedere

La serata si concluderà alle 20.30 al Belvedere di Sermoneta con il concerto del Barbara Eramo Trio.

Sul palco Barbara Eramo alla voce e ukulele; Gabriele Coen ai fiati; Alessandro Gwis al pianoforte ed elettronica.

Lunedì appuntamento nelle scuole

Il programma del weekend si chiuderà lunedì 25 maggio con un incontro divulgativo alla scuola media musicale Donna Lelia Caetani di Doganella dedicato alla musica popolare e alle tradizioni del basso Lazio.

L’iniziativa anticipa gli appuntamenti previsti il 30 e 31 maggio.

Cisterna, auto distrutta dalle fiamme nella notte: accertamenti dei Carabinieri sulle cause del rogo

Un incendio ha interessato nella tarda serata di ieri un’autovettura parcheggiata lungo una strada di Cisterna di Latina. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Cori e i Vigili del Fuoco, impegnati nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area.

Le fiamme hanno provocato danni al mezzo, mentre restano ancora da chiarire le cause che hanno originato il rogo.

L’intervento nella notte

L’allarme è scattato nella tarda serata, quando è stata segnalata la presenza dell’auto in fiamme.

Secondo quanto riferito nel comunicato diffuso dall’Arma, i Vigili del Fuoco sono riusciti a domare rapidamente l’incendio evitando conseguenze ulteriori.

Danni alla vettura parcheggiata

L’incendio ha interessato una vettura lasciata in sosta sulla pubblica via.

Il rogo avrebbe causato danni parziali all’automobile coinvolta.

Sopralluogo dei militari

Dopo le operazioni di spegnimento, i Carabinieri hanno effettuato un sopralluogo nell’area per raccogliere elementi utili alla ricostruzione dell’episodio.

Al momento non vengono escluse ipotesi sulla natura dell’incendio.

Indagini in corso

Gli accertamenti proseguono per chiarire l’origine del rogo e definire con precisione la dinamica dell’accaduto.

Controlli antidroga a Cisterna, Polizia e unità cinofile in azione tra stazione e centro città

Nuovo servizio straordinario di controllo del territorio a Cisterna di Latina, dove la Polizia di Stato ha intensificato le attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti con il supporto delle unità cinofile antidroga della Polizia di Stato di Nettuno.

L’operazione rientra nel più ampio piano disposto dalla Questura di Latina per rafforzare sicurezza e controlli nelle aree considerate più sensibili del territorio provinciale.

Controlli nelle aree più frequentate

L’attività ha coinvolto personale della Sezione Anticrimine e del Reparto Volanti del Commissariato di Cisterna.

I controlli si sono concentrati soprattutto: nell’area della stazione ferroviaria; nella zona mercatale; a Piazza Amedeo di Savoia; nelle aree frequentate da giovani e soggetti ritenuti legati al consumo o allo spaccio di droga.

Nel corso del servizio sono stati effettuati posti di controllo, identificazioni e perquisizioni anche con l’ausilio dei cani antidroga.

Un denunciato per spaccio

Durante le verifiche gli agenti hanno denunciato in stato di libertà un uomo ritenuto gravemente indiziato di attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

Secondo quanto riferito dalla Polizia, il soggetto sarebbe stato trovato in possesso di: denaro contante; materiale ritenuto utile al confezionamento della droga; un articolato sistema di videosorveglianza utilizzato, secondo gli investigatori, per monitorare l’arrivo delle pattuglie durante i controlli. Tutto il materiale rinvenuto è stato sequestrato.

Un altro giovane segnalato come assuntore

Nel corso delle attività effettuate nel centro cittadino, un altro soggetto è stato invece segnalato amministrativamente alla Prefettura per detenzione di sostanza stupefacente destinata a uso personale.

Il bilancio dei controlli

Complessivamente il servizio ha portato a: 74 persone controllate; 11 soggetti risultati positivi in banca dati SDI; 4 perquisizioni eseguite; 2 violazioni al Codice della Strada contestate.

Controlli rafforzati anche nelle prossime settimane

L’operazione rientra nelle attività predisposte dalla Questura di Latina per contrastare criminalità diffusa e traffico di droga nei contesti urbani più delicati, con particolare attenzione alle aree frequentate dai giovani.

I controlli straordinari proseguiranno anche nelle prossime settimane.

Gatti prelevati dalla strada e portati in rifugi: indagato il responsabile di un’associazione a Priverno

È partita dalla scomparsa di una gatta domestica l’indagine che ha portato i Carabinieri Forestali di Priverno a denunciare il presidente di Non un semplice controllo sugli animali d’affezione, ma un’indagine vera e propria nata dopo la denuncia di un residente che non riusciva più a ritrovare la propria gatta. È da qui che i Carabinieri Forestali di Priverno hanno avviato gli accertamenti che hanno portato alla denuncia del presidente di un’associazione animalista del territorio.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’associazione avrebbe raccolto e trasferito diversi gatti che vivevano abitualmente in libertà nelle aree urbane e rurali del comune.

La gatta non torna più a casa

Il caso sarebbe emerso dopo la segnalazione di un cittadino che si era rivolto ai militari forestali spiegando che il proprio animale domestico, abituato a muoversi liberamente durante il giorno, non aveva più fatto ritorno presso l’abitazione.

Le verifiche successive avrebbero permesso di individuare il gatto all’interno di ambienti utilizzati dall’associazione.

Le verifiche con la Asl veterinaria

Nel corso dell’attività investigativa, svolta insieme al servizio veterinario della Asl di Latina, sarebbe inoltre emerso che le strutture nelle quali venivano custoditi gli animali non risultavano autorizzate come rifugi secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

Il richiamo alle norme regionali

Gli investigatori hanno richiamato anche la normativa che tutela i gatti liberi presenti sul territorio.

La legge nazionale 281 del 1991 e la legge regionale del Lazio vietano infatti lo spostamento degli animali dal loro habitat senza autorizzazioni specifiche e senza comunicazioni agli enti competenti.

Contestato anche il furto aggravato

Al termine degli accertamenti, il presidente dell’associazione è stato denunciato a piede libero con l’accusa di furto di animale di proprietà privata e furto aggravato relativo ai gatti appartenenti al patrimonio comunale di Priverno.

Come previsto dalla legge, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato resta valido il principio di non colpevolezza fino a eventuale decisione definitiva dell’autorità giudiziaria.

Punto da un insetto in giardino, un amico lo trova disteso a terra: 52enne muore poco dopo

Un improvviso malore mentre si trovava in giardino, poi la corsa disperata in ospedale e il tragico epilogo. Un uomo di 52 anni è morto nelle scorse ore al Policlinico Sant’Orsola di Bologna dopo essere stato colpito da un grave shock anafilattico causato, con ogni probabilità, dalla puntura di un insetto.

La tragedia si è consumata a Selva Malvezzi, frazione di Molinella, nel Bolognese. Il 52enne stava eseguendo alcuni lavori di potatura nel cortile dell’abitazione di un amico quando avrebbe avvertito il dolore provocato dalla puntura di un imenottero, forse una vespa o un calabrone.

Pochi minuti dopo le sue condizioni sarebbero peggiorate rapidamente. L’uomo si è accasciato a terra perdendo conoscenza. A trovarlo esanime sarebbe stato l’amico che si trovava con lui e che ha immediatamente allertato i soccorsi.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Molinella che, in attesa dell’arrivo del personale sanitario del 118 e dell’elisoccorso, hanno iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare.

Il 52enne è stato poi trasferito d’urgenza in ospedale, dove è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva in condizioni gravissime. Nonostante i tentativi dei medici di salvargli la vita, l’uomo è deceduto nelle ore successive.

Residente nel Bolognese ma originario del Veneto, era conosciuto per la sua passione per la natura, la vita all’aria aperta e per i suoi cani, ai quali era molto legato.

Il clan di Aprilia pianificava una sparatoria eclatante: «Ora è guerra»

Un anno fa erano pronti a scatenare una guerra con un gruppo criminale concorrente, reo di avere sconfinato nelle piazze di spaccio controllate dai loro uomini. Ora invece pianificavano la fuga all’esterno, consapevoli di essere finiti sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti. Dietro ai fermi di Marco Formica, 35enne che vive tra Ardea e la Spagna, Giuseppe e Luca Consales, apriliani di 37 e 34 anni, Abdelhaq Abbadi, marocchino di 36 anni, c’è una complessa indagine della Direzione Investigativa Antimafia di Roma ha documentato e sventato il piano ideato dall’ala militare del clan Forniti per ribadire la propria supremazia nella città di Aprilia.

I fermi disposti dai pubblici ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma si inquadrano nell’indagine che la Dia, attraverso gli investigatori interforze del Centro Operativo della capitale, ha condotto negli ultimi anni per disarticolare l’organizzazione di stampo mafioso autoctona del territorio apriliano. Un primo filone che ha dato vita all’inchiesta Assedio, nel frattempo approdata in Tribunale per il processo, aveva individuato il vertice del clan, e ha ricostruito le sue infiltrazioni nel tessuto economico come nella politica locale. Un altro capitolo ha monitorato l’ala militare del clan, gestito da personaggi fidati di Patrizio Forniti, il capo indiscusso della mafia autoctona, che continuava a impartire gli ordini anche durante la latitanza in Marocco, dov’è stato catturato nel novembre dello scorso anno con la moglie dopo una latitanza durata quasi un anno.

Gli investigatori della Dia erano stati costretti a intervenire, con un blitz dei carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia, il 16 maggio dello scorso anno perché attraverso intercettazioni ambientali e telematiche avevano documentato che i quattro uomini fermati ieri stavano preparando un’azione eclatante con mitra e fucili di precisione per colpire il gruppo criminale emergente, che in quel periodo cercava di espandersi proprio ai danni del clan di Forniti, rompendo quello che gli inquirenti definiscono un patto di non belligeranza. A capo del gruppo contrapposto vengono individuati l’albanese di 27 anni Osvaldo Cuni e Giorgio Olzai di 31 anni, entrambi attualmente liberi, e Niko Fugante di 33 anni, arrestato nell’aprile dello scorso anno dopo essere sparito per oltre un mese violando la sorveglianza speciale, scovato dai Carabinieri a Zagarolo dove si era nascosto con pistole e armi da guerra.

Proprio in quel periodo si era sfiorata una guerra tra gruppi rivali, con la mafia apriliana pronta a compiere un agguato sensazionale. Ma gli uomini di Forniti non sapevano di essere intercettati dagli investigatori della Dia, che segnalarono ai Carabinieri di Aprilia l’arsenale nascosto nel piano interrato di una villetta nella zona di Campo di Carne, nella periferia della città. Poche ore prima che si consumasse quella che, nelle intenzioni degli indagati, doveva essere la prima di una serie di sparatorie, i militari dell’Arma fecero irruzione nella casa trovando una mitragliatrice da guerra “M.G.”, un fucile mitragliatore “Kalashnikov”, cinque fucili mitragliatori, una pistola mitragliatrice, sei carabine, due fucili “Fal”, un fucile a pompa, un fucile di precisione, 22 tra pistole e revolver, tre bombe a mano, otto silenziatori e sette dispositivi tra mirini laser e ottiche di precisione, circa 2.800 munizioni di vario calibro, tre giubbotti antiproiettile, uniformi contraffatte complete di fondine con scritte “Polizia” e “Carabinieri”, banconote false e droga.

Quel giorno venne arrestato solo il custode dell’arsenale, uno spagnolo di 46 anni trovato all’interno dell’abitazione, ma le intercettazioni sono eloquenti. Una prima conversazione che aveva destato l’attenzione degli inquirenti risale a una settimana prima, il 7 maggio dello scorso anno, quando era uno dei collaboratori di Patrizio Forniti a confidare alla moglie della necessità di una guerra imminente. «Hanno sparato alla piazza nostra, ora è guerra.. Niko ha detto che mi deve sparare, Giorgio e Niko che hanno detto Eddy è il prossimo che gambizziamo… hanno detto che sono un codardo perché sono scappato… io torno». A parlare è Eduard Di Salvo, indagato in un procedimento separato con Forniti, che in quel periodo si trovava in Spagna, dove sono radicati i traffici illeciti del clan, specie quelli con gli stupefacenti, e da dove arrivano le armi secondo gli inquirenti.

Il giorno prima del sequestro dell’arsenale gli investigatori della Dia intercettano i quattro fermati ieri, che insieme allo spagnolo trovato nel covo di Campo di Carne, pianificano la sparatoria imminente. Marco Formica parla al telefono proprio con Forniti e annuncia: «Stasera ti faccio vedere Zì… Comunque stavo pensando quello che mi avevi detto to… ci mettiamo tutti e due con quei due cosi là. Quello tuo e quello che ho comprato ti abbiamo fatto prendere a te, che dici? Si, anche quello ha il cannocchiale, quell’altro, glie l’ho montato eh… Adesso ti faccio vedere stasera. Stasare ti faccio vedere. Siamo tutti belli pronti a candela, tutti carico a molla…».

L’idea degli uomini di Forniti è di compiere un’azione eclatante: «Da palazzina a palazzina è magistrale compà. Lo sai come arrivano quei bulloni tutti… Quelli li dobbiamo castigare… In tre quattro giorni dobbiamo operare “buy, buy, buy” rapido proprio» aggiungeva Formica. Mentre Luca Consales commentava: «..se acchiappi a qualcuno…esce proprio d’appertutto, Sky Tg24, proprio edizione straordinaria… attentato estremista islamico (ride, ndr). Fratè urla Allah Akbar capito? Urla fortissimo Allah Akbar… la gente… michia fratello stanno a fa l’attentato». Frasi eloquenti quelle intercettate, che avevano spinto gli investigatori a intervenire per scongiurare un evento dalle conseguenze tragiche.

I fermi di ieri sono scattati perché gli investigatori avevano contezza che proprio Formica fosse pronto a scappare. Nelle ultime settimane si trovava in Spagna, ma stava tornando in Italia per ottenere il passaporto con l’intenzione di allontanarsi definitivamente al di fuori dell’Europa, ipotizzando mete come l’Argentina, la Thailandia e gli Emirati Arabi. I fratelli Consales a loro volta, nel corso delle indagini, hanno dimostrato una frequente mobilità con stati esteri come Spagna, Regno Unito e Olanda, infine Abbadi, essendo di origine marocchina, aveva la possibilità di trasferirsi facilmente.

Spiagge libere di Minturno, il TAR sospende le esclusioni dal bando: tre operatori riammessi

Dopo le pronunce sulle spiagge della Sezione Staccata di Latina del TAR Lazio, ora a finire nel mirino dei giudici amministrativi è finito il caso di Minturno. Il bando per la stagione balneare 2026, pubblicato dal Comune minturnese nelle scorse settimane per l’affidamento dei servizi connessi alla balneazione sulle spiagge libere del litorale, aveva preliminarmente escluso tre operatori del settore, tutti già gestori di lotti nelle stagioni precedenti, ritenendoli incompatibili con la procedura di selezione in ragione di norme però riservate alle sole concessioni e non alle convenzioni.

I tre operatori si sono rivolti all’avv. Raffaele Sparagna, che ha immediatamente depositato ricorso al TAR Lazio – Sezione Staccata di Latina. La risposta del Tribunale è giunta in tempi rapidissimi: con decreto presidenziale del 21 maggio scorso, la Presidente ha sospeso in via cautelare il provvedimento di esclusione adottato dall’Amministrazione comunale, riammettendo i tre operatori alla procedura di gara. La normativa regionale del Lazio, nella disciplina degli arenili turistico-ricreativi, prevede gli stabilimenti balneari in concessione pluriennale (cabine, lettini, ombrelloni, bar a bordo spiaggia, ecc.) e le convenzioni stagionali per i servizi minimi sulle spiagge libere (salvataggio, pulizia, accessibilità).

Due rapporti giuridicamente distinti, regolati da articoli diversi della stessa norma, e — soprattutto — assoggettati a regimi di responsabilità completamente differenti. In sostanza per il legale l’esclusione dei tre operatori deriva da una errata interpretazione ed applicazione del quadro normativo regionale e dello stesso bando di gara. In pratica l’ente municipale ha applicato sanzioni e provvedimenti che la normativa regionale prevede espressamente solo per gli stabilimenti balneari e per le concessioni demaniali. Ora si attende il giudizio sul merito, che sarà trattato nella seconda settimana di giugno.

Controlli straordinari della Polizia a Latina: verifiche nei quartieri sensibili e nelle zone della movida

Proseguono a Latina i servizi straordinari di controllo del territorio predisposti dalla Questura nell’ambito delle attività ad “Alto Impatto” finalizzate al contrasto della criminalità diffusa, dello spaccio di droga e delle situazioni di degrado urbano.

L’operazione si è svolta nella giornata di venerdì con un dispositivo coordinato dalla Polizia di Stato che ha coinvolto anche il Reparto Prevenzione Crimine Lazio, la Guardia di Finanza, la Polizia Locale e la Polizia Provinciale.

Controlli nei quartieri Nicolosi e Trieste

L’attenzione degli agenti si è concentrata in particolare nei quartieri Nicolosi e Trieste, considerati aree sensibili sotto il profilo della sicurezza urbana.

Durante le attività sono stati predisposti numerosi posti di controllo con verifiche su persone e veicoli in transito.

Accertamenti in via XXIV Maggio

Nel corso di un controllo effettuato in via XXIV Maggio, gli agenti hanno identificato due persone.

Uno dei due soggetti, un cittadino extracomunitario con precedenti di polizia, è risultato destinatario di rintracci richiesti dall’autorità giudiziaria per notifiche pendenti.

L’uomo è stato quindi accompagnato negli uffici della Questura per ulteriori accertamenti relativi anche alla sua posizione sul territorio nazionale, essendo già destinatario di un precedente provvedimento di espulsione.

Controlli anche nella movida

In serata i servizi si sono spostati nelle aree della cosiddetta movida cittadina, dove la Questura sta intensificando i controlli in vista dell’avvicinarsi della stagione estiva.

L’obiettivo dichiarato è quello di contrastare fenomeni legati alla “malamovida”, con particolare attenzione alle zone maggiormente frequentate dai giovani.

Servizi rafforzati anche nelle prossime settimane

Secondo quanto riferito dalla Questura, la presenza rafforzata delle pattuglie sul territorio punta sia ad aumentare la prevenzione sia a migliorare la percezione di sicurezza tra i cittadini.

Le attività di controllo straordinario proseguiranno anche nelle prossime settimane in diverse aree della provincia di Latina.