“Navigando verso l’Europa”, Acampora e Testa a San Marino: obiettivo cooperazione nell’economia del mare

Ieri presso il Centro Congressi Kursaal il primo incontro bilaterale tra la Repubblica di San Marino e l’Italia

“Navigando verso l’Europa”, questo il claim del primo incontro bilaterale tra la Repubblica di San Marino e l’Italia per la cooperazione nell’economia del mare. Nella giornata di ieri, giovedì 9 maggio, presso il Centro Congressi Kursaal di San Marino, si è tenuto il Workshop “La cooperazione nell’economia del mare alla luce dell’Accordo di associazione della Repubblica di San Marino all’Unione europea”. Hanno presenziato all’importante incontro, il Presidente di Assonautica Italiana, SiCamera e Camera di Commercio Frosinone Latina, Giovanni Acampora e il Consigliere Delegato all’Economia del Mare dell’Azienda Speciale Informare e Coordinatore di OsserMare, Antonello Testa.

Al dibattito – preceduto dai saluti di Loris Francini, Presidente dell’Autorità dell’Aviazione Civile, della Navigazione Marittima e delle Omologazioni e dal Workshop “Il registro marittimo della Repubblica di San Marino: regime fiscale e linee guida di sviluppo del settore” – hanno preso parte anche: Luca Beccari, Segretario di Stato per gli Affari Esteri della Repubblica di San Marino; Nicola Carlone, Comandante Generale Capitaneria di Porto Guardia Costiera Roma; Luciano Serra, Presidente ASSONAT; Roberto Baratta, Professore Ordinario Diritto Internazionale Roma; Marco Machetta, Studio Legale Machetta; Pietro Angelini, Direttore Generale NAVIGO. Presente anche Simona Petrucci, VIII Commissione Senato e Presidente della Commissione Donne presso l’Assemblea Parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo.

“Il coordinamento delle strategie di sviluppo del sistema mare, con una visione unitaria e fortemente orientata alle sinergie dei territori, è al centro delle attività di Assonautica, l’Associazione nazionale per lo sviluppo dell’Economia del Mare di Unioncamere, che è la realtà di riferimento del sistema camerale deputata a svolgere il ruolo di facilitatoreper tutte le Associazioni di Categoria e gli operatori del perimetro della blue economy. E questo lo facciamocon una costante presenza nelle sedi istituzionali, sempre in stretto raccordo con il mondo produttivo e le Associazioni. – Ha commentato il Presidente Acampora – Oggi abbiamo un panorama istituzionale favorevole grazie al Ministero per le politiche del mare, che ci consente di avere l’interlocutore con il quale abbiamo messo in campo il Primo Piano Triennale del Mare, che rappresenta un risultato straordinario e alla cui scrittura ho avuto l’onore di partecipare, in qualità di esperto. Abbiamo finalmente definito una programmazione e una strategia unitaria per il sistema mare che il nostro Paese merita. L’Italia è una “Nazione di Mare” e bastano pochi numeri per dare la dimensione: siamo secondi solo alla Grecia per km di costa; il 34% della popolazione, pari circa20 milioni di abitanti, vive nelle zone costiere; il Mediterraneo rappresenta l’1% della superficie marina del mondo e vi transita il 20% del traffico marittimo mondiale. Abbiamo scelto la strada della concretezza, nella quale le sinergie pubblico-privato si devono realizzare su progettualità che nascono partendo dalle reali esigenze delle imprese. La stessa esperienza del Blue Forum Italia Network – che ha un’impronta tutta europea perché nasce dalla comunicazione 240 final della Commissione UE – testimonia la capacità del sistema camerale di aggregazione di tutti gli utenti del mare. Il nostro metodo è quello del dialogo e del confronto e stiamo ottenendo una grande capacità di ascolto delle nostre proposte a tutti i livelli istituzionali; la stessa Unione Europea guarda con attenzione a quello che stiamo facendo. Per questo l’incontro di oggi rappresenta per noi una grande opportunità per andare oltre la vicinanza geografica, che già facilità le possibili relazioni, visto che l’Italia rappresenta lo sbocco naturale al mare per la Repubblica di San Marino. L’accordo di associazione che state portando avanti con l’UE è in piena sintonia con la nostra azione che si basa su un filo diretto con le Istituzioni europee instaurato attraverso un dialogo costante, che intendiamo consolidare. Lavoreremo insieme, attraverso il reciproco ascolto e il confronto, per esplorare le possibili modalità di cooperazione nell’economia del mare tra l’Italia e San Marino”. – Ha concluso Acampora.

La centralità dei dati

“Come OsserMare – il nostro Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare, con il Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne e come sistema camerale, siamo partiti circa 14 anni fa investendo sull’analisi dei dati di questa economia, convinti che lo studio del valore dell’economia del mare italiana sia sempre di più un elemento indispensabile per sostenere le politiche strategiche ed economiche della nostra nazione. – Ha commentato Antonello Testa – Quando parliamo di economia del mare, parliamo dello studio della ricchezza prodotta dalle 7 filiere che analizziamo: filiera ittica, filiera nautica, trasporti, alloggio e ristorazione, attività sportive e ricreative, ricerca regolamentazione e tutela ambientale ed infine le estrazioni marine. Giunti alla XII edizione del “Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare”, che presenteremo nella sua versione integrale fra fine giugno ed inizio luglio, abbiamo a disposizione abbastanza dati che potranno esser utili in questa sede per guardare all’economia del mare anche come un asset strategico per la Repubblica di San Marino. Ad esempio, il territorio di San Marino rientrerebbe a pieno titolo nel perimetro di studio. Tanto è vero che nel nostro Rapporto prendiamo a riferimento le aree costiere e non solo i comuni litoranei, cioè consideriamo, in linea con quanto ci detta l’Europa, tutte quelle entità territoriali la cui gran parte del territorio dista meno di 10 km dal mare, quindi il vostro territorio rappresenta per i nostri parametri e per quelli della Commissione Europea un’area che vive anche di economia del mare. Dai primi dati del nostro nuovo Rapporto emerge un asset strategico fatto di circa 228.000 imprese, nello specifico 227.975, che sono in linea con il numero d’imprese che avevamo registrato nel 2022. Quindi, considerato quello che sta succedendo nel panorama geopolitico, si tratta di un’economia resiliente. Un’economia che occupa quasi 914.000 persone. Inoltre parliamo di un’economia che produce un valore aggiunto – pari a 161 miliardi di euro, che vale il 9,1% di tutta la ricchezza nazionale – fatto dalla somma del valore aggiunto diretto pari a 59 miliardi e quello indiretto pari a 102 miliardi. Cresciuto enormemente rispetto ai circa 143 miliardi del 2021.

L’economia del mare ha una bilancia commerciale con l’estero sempre positiva, trainata soprattutto dall’export d’imbarcazioni, con oltre 10mld di export contro gli oltre 8mld di import addebitali quasi esclusivamente alla filiera ittica, unica filiera del mare dove abbiamo costantemente un saldo negativo. Possiamo dunque affermare che si tratta di un’economia in forte espansione che – rispettando la sostenibilità, così come ci detta il Green Deal europeo – può dare tantissime opportunità d’investimento”. – Ha concluso Testa.

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