Latina e provincia sotto assedio delle fiamme, perché non si può fare finta di nulla

Disagi, problemi, danni e un fenomeno che sembra peggiorare di estate in estate. Quanto registrato negli ultimi giorni è la punta dell'iceberg

Può una città, o una provincia, essere ostaggio del fuoco? La risposta è ovviamente negativa, anche se la realtà ci dice altro.

Quello che Latina ha vissuto negli ultimi giorni è abbastanza inquietante, da una casa distrutta e due persone che hanno perso anche i loro animali, a un susseguirsi di roghi più o meno importanti che hanno nella migliore delle situazioni condizionato la viabilità e nella peggiore fatto danni.

Basta citare quello nei pressi del parcheggio dell’ICOT l’altro giorno. Secondo alcune fonti, mentre fumo e fiamme si avvicinavano pericolosamente al parcheggio e personale sanitario e parenti dei degenti sono scesi in strada preoccupati, non è stata esclusa l’ipotesi di dover addirittura evacuare la struttura. Poi, fortunamente, la situazione si è evoluta diversamente, ma altre strutture sono state precauzionalmente svuotate.

E, caldo a parte, non si può che puntare il dito contro la mano umana. Anche in questo caso difficile sapere chi c’è dietro ogni rogo che ha messo in ginocchio la città in questi giorni, ma è ovvio che, dove non si tratti dell’azione di piromani, c’è quanto meno quella dell’incuria o della negligenza, non pensando a possibili conseguenze che possono crearsi anche solo lanciando un mozzicone di sigaretta acceso da un’auto in corsa.

Non è vero che poi, tutto torna come prima. Non è così per chi ha perso la casa, ma non lo è neppure in altre zone della provincia che, anche se in questa estate sembrano essere state prese un po’ meno di mira, sono ancora alle prese con ciò che gli incendi hanno provocato le scorse estati.

Un esempio su tutte e la strada che collega Sperlonga ad Itri, il cui tratto panoramico sul versante sperlongano è stato a lungo chiuso al traffico e da mesi, ormai, vive di un senso unico alternato che tra divieti, passaggi ad ore e semafori lunghe decine di minuti crea disagi a cittadini e turisti.

Pertanto, forse, bisognerebbe tutti vivere con un’attenzione migliore ai nostri territori. Denunciando non solo la partenza di un incendio, ma segnalando anche presenze sospette e, soprattutto, evitando ogni comportamento che, apparentemente innocuo, può creare seri problemi di salute pubblica.

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Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

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