Latina, biometano a Borgo Carso: Ciolfi attacca il Comune sulla strategia dei ricorsi

Il M5S ricostruisce la vicenda amministrativa e giudiziaria dell’impianto. Ciolfi chiede al Comune di spiegare scelte, rinunce e costi sostenut

Dagli annullamenti in autotutela ai ricorsi davanti al Consiglio di Stato, passando per una precedente rinuncia all’appello. Il Movimento 5 Stelle torna sulla vicenda dell’impianto di biometano previsto a Borgo Carso e chiede all’amministrazione Celentano di chiarire quale strategia abbia realmente seguito per tentare di fermarne la realizzazione.

A intervenire è la capogruppo Maria Grazia Ciolfi, che mette in fila gli atti della vicenda e contesta soprattutto la distanza tra le rassicurazioni politiche rivolte ai residenti e i risultati finora ottenuti sul piano amministrativo e giudiziario.

Secondo la ricostruzione proposta dal M5S, la prima istanza presentata da Neoagroenergie non avrebbe incontrato contestazioni del Comune entro i termini previsti, determinando la formazione del titolo favorevole all’intervento.

Annullamenti e ricorsi al centro delle critiche

Successivamente, anche dopo le proteste dei residenti di strada Casal delle Palme, il Comune aveva disposto un annullamento in autotutela. Il provvedimento era stato impugnato davanti al Tar, che aveva accolto il ricorso della società.

L’amministrazione aveva quindi presentato appello al Consiglio di Stato, chiedendo inizialmente anche la sospensione della decisione. Secondo quanto ricostruisce il Movimento 5 Stelle, il Comune avrebbe poi rinunciato prima alla richiesta cautelare e successivamente allo stesso appello.

«Una scelta legittima, certamente, ma che merita di essere spiegata ai cittadini: quale strategia processuale aveva adottato il Comune e cosa ha determinato il successivo cambio di rotta?», domanda il gruppo pentastellato.

La vicenda è poi ripartita con un nuovo annullamento in autotutela, a sua volta contestato davanti al Tar dalla società subentrata, Retina OP.11 Srl. Anche questa volta, riferisce il M5S, il giudice amministrativo ha accolto il ricorso e il Comune ha nuovamente portato la questione davanti al Consiglio di Stato.

Ciolfi: «Non bastano gli annunci»

Per Ciolfi il nodo è soprattutto politico.

«Quello che contestiamo – dichiara Maria Grazia Ciolfi, capogruppo del Movimento 5 Stelle e consigliera comunale di Latina – è proprio questo: non basta dire ai cittadini ‘avete ragione’. Bisogna dimostrarlo nelle sedi amministrative e giudiziarie, con atti tempestivi, motivazioni solide e una strategia coerente. Abbiamo sempre ascoltato e sostenuto le preoccupazioni dei cittadini di Borgo Carso e comprendiamo le ragioni della loro opposizione all’impianto. Ma proprio per questo non servivano annunci: serviva un’Amministrazione capace di intervenire nel momento giusto e con gli strumenti giusti.»

«E invece – prosegue Ciolfi – ci troviamo davanti a una sequenza di scelte che l’Amministrazione ha il dovere di spiegare ai cittadini, così come deve spiegare i costi sostenuti dall’Ente per questa complessa vicenda amministrativa e giudiziaria.»

Il tema degli impianti nella provincia

Il Movimento 5 Stelle precisa di non essere contrario in generale al biogas e al biometano, tecnologie alle quali riconosce un ruolo nella transizione energetica.

La questione posta dal gruppo riguarda piuttosto il numero degli impianti e la loro distribuzione sul territorio pontino.

Nella nota viene richiamato il nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti 2026-2031, rispetto al quale il M5S sostiene la necessità di valutare con attenzione il rapporto tra capacità di trattamento e fabbisogno effettivo.

Per Ciolfi va inoltre considerato il principio di prossimità: un aumento della capacità impiantistica superiore alle necessità locali, sostiene il Movimento, potrebbe comportare l’arrivo sul territorio di biomasse e altre matrici provenienti da zone più lontane, con conseguenze anche sul traffico pesante.

La nota richiama inoltre altri impianti in corso di realizzazione o autorizzazione nella provincia, citando anche Pontinia e Terracina.

Ora si attende il Consiglio di Stato

L’attenzione torna però soprattutto sull’impianto di Borgo Carso e sulla prossima decisione cautelare del Consiglio di Stato.

«Adesso attendiamo la decisione del Consiglio di Stato – conclude Ciolfi –ma una cosa è certa: la politica degli annunci non può sostituire la buona amministrazione. E a Borgo Carso, finora, il divario tra le due è diventato davvero troppo grande.»

Il M5S chiede quindi all’amministrazione di riferire pubblicamente sulla strategia amministrativa e giudiziaria adottata, sui costi sostenuti dal Comune, sulle precedenti rinunce e sugli strumenti che restano oggi a disposizione dell’ente nella controversia sull’impianto.

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