Laboratorio analisi Formia, il Pd replica: “Tiero ignora la realtà”

"Situazione del Dono Svizzero critica da tempo. La sanità non si difende con le parole, si difende investendo"

«Il consigliere regionale Enrico Tiero ha bollato come “fake news” le notizie sui disservizi per le prestazioni del laboratorio analisi di Formia. Ma forse avrebbe fatto meglio a informarsi prima di parlare. Oggi, all’Ospedale Dono Svizzero di Formia, è andata in scena una piccola rivoluzione al contrario. Fino a ieri, i pazienti oncologici, le donne con gravidanza a rischio, i trapiantati – insomma, le persone più fragili – accedevano direttamente al punto prelievi. In questi anni, le prenotazioni erano state eliminate proprio per semplificare l’accesso e tutelare le categorie più vulnerabili

Da oggi non è più così: anche loro devono passare dal CUP, farsi registrare, fare la fila – seppur con una corsia preferenziale – e solo dopo recarsi al laboratorio. Un passaggio in più, un disagio in più, per chi avrebbe bisogno di percorsi più rapidi, non più complicati. Non sono fake news, le nuove istruzioni sono affisse nero su bianco all’interno della struttura. Basta entrare e leggere. E non finisce qui. I prelievi per i pazienti “ordinari” sono stati limitati a 100 al giorno. Questo significa che chi arriva dopo rischia di non poter accedere, soprattutto nelle giornate di maggiore affluenza. Una sorta di lotteria sanitaria, dove ormai sembra complicato anche fare un semplice esame del sangue.

Invitiamo il consigliere Tiero a farsi un giro nei corridoi dell’Ospedale. Osservare le code, parlare con i pazienti, ascoltare il personale. D’altronde, che la situazione non gli fosse del tutto chiara era evidente: nel suo comunicato viene citato perfino un codice di esenzione che non esiste.

Ma il problema non si ferma al laboratorio analisi. La situazione del Dono Svizzero è critica da tempo: il personale è ridotto al minimo, i reparti sono sotto pressione, le liste d’attesa sono interminabili. Chi ha bisogno di una visita specialistica è ormai costretto a rivolgersi al privato. Sempre che possa permetterselo. Intanto, nessuna risposta è ancora arrivata sulle criticità del reparto di ginecologia: i lavori sono fermi e l’appello degli operatori è stato ignorato anche dalla Regione.

Non bastano più i comunicati stampa. Chi governa la Regione cominci davvero a occuparsi della sanità pubblica: perché la sanità non si difende con le parole, si difende investendo». Lo afferma in una nota il Partito Democratico di Formia.

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