La trave mafiosa e la pagliuzza onomastica: Aprilia si distrae così

Lo scontro sull’intitolazione della sala maggiore della biblioteca continua. E la città è alle prese con problemi ben più pesanti

Davvero la scena artistico culturale della città di Aprilia è affollata al punto da giustificare una schermaglia senza esclusione di colpi per l’intitolazione di una sala? La battaglia in corso tra i sostenitori dello scultore Giacomo Manzù e i componenti dell’associazione intitolata all’architetto Aleardo Nardinocchi va assumendo i contorni della bega condominiale e promette di annoiare perfino i due defunti artisti finiti loro malgrado al centro della diatriba.

E’ accaduto che oltre un anno fa era stata presentata in Comune un’istanza per l’intitolazione di uno spazio pubblico cittadino, la sala maggiore della biblioteca comunale, alla figura di Aleardo Nardinocchi, docente universitario di architettura e artista poliedrico; l’iter si è concluso di recente con una delibera commissariale che intitola ufficialmente a Nardinocchi la sala maggiore della biblioteca. Apriti cielo! La reazione è stata tale da provocare il rinvio dell’inaugurazione, perché da più parti si è levata una crociata a difesa dello scultore Giacomo Manzu’, indicato come vittima di uno scippo onomastico.

In realtà, stando a quanto precisato dalla Commissione straordinaria che governa la città di Aprilia dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, a Manzu’ è intitolato l’intero edificio che ospita la biblioteca, e non già la sala ora destinata alla memoria di Aleardo Nardinocchi. Sembrerebbe una questione risolta, ma pare non sia così. Tra richieste di accesso agli atti e inviti a rendere pubblici tutti gli atti amministrativi riguardanti la biblioteca comunale, i tifosi di Manzu’ non mollano la presa, e altrettanto stanno facendo i membri dell’associazione Nardinocchi convinti dell’inesistenza di un atto di intitolazione della Sala al famoso scultore che aveva messo su un atelier ad Ardea.

Una questione di principio e di rispetto della verità storica? Forse non esistono questioni importanti e questioni assolutamente futili, ma assistere allo scontro tra intellettuali di una città commissariata per mafia, con un ex sindaco ancora sotto custodia, presidiata da una criminalità indomabile che spara per le strade una sera si e l’altra pure, non è uno spettacolo onorevole. Per rispettare Giacomo Manzu’ e Aleardo Nardinocchi e la loro dedizione all’arte sarebbe più opportuno sgolarsi, preferibilmente facendo squadra, per restituire ad Aprilia la dignità perduta. Una volta riconquistata quella, anche le intitolazioni avrebbero il prestigio che vorrebbero attribuire a questo o quello.

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Alessandro Panigutti
Alessandro Panigutti
Giornalista di lungo corso, è nato a Latina nel 1958. Dopo gli studi classici, si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Sociale, presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. La sua carriera giornalistica inizia nel 1983, con collaborazioni su periodici, radio e televisioni private locali. Due anni più tardi, nel 1985, si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1988 entra a far parte del gruppo che darà vita alla prima redazione del quotidiano Latina Oggi, fondato da Giuseppe Ciarrapico. In quella redazione Panigutti muove i primi passi da cronista, occupandosi di nera, bianca e successivamente di cronaca giudiziaria. Il suo percorso professionale all’interno della testata è scandito da una crescita costante: Capo Servizio nel 2004, Capo Redattore Centrale nel 2005, Vice Direttore nel 2006 e, infine, Direttore Responsabile nel 2007, ruolo che ricoprirà fino al 2023, anno della sua uscita dal gruppo Editoriale Oggi.

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