Il Parco e la Commedia: tutto esaurito per la XII edizione della rassegna

Le prime serate della rassegna promossa dalla Pro Loco Sabaudia hanno visto una presenza di pubblico straordinaria

«Il regalo più grande è ritrovarci perché il pubblico, per questo progetto condiviso che si tramanda rinnovandosi da dodici anni, è l’essenza. Abbassare le luci nella cavea per dare voce al teatro e ritrovarsi abbracciati da 600, 700 persone è una sorpresa sempre immensa che ripaga delle ansie proprie di ogni nuovo inizio. Perché portare avanti, senza alcuna interruzione, 16 serate per 17 spettacoli non è certo cosa ordinaria, ma l’esperienza del Parco e la Commedia è per noi tutti sempre più straordinaria». Le prime parole a commento della serata di apertura della XII edizione della rassegna promossa dalla Pro Loco Sabaudia, in collaborazione con la Città di Sabaudia e il Parco nazionale del Circeo, con i patrocini di Regione Lazio, Consorzio Pro Loco Circe, Latium Experience e UILT – Unione italiana libero teatro, parlano di una soddisfazione che supera qualsiasi computo da tutto esaurito, raccontando un’esperienza in cui pubblico, scene, attori e ambiente circostante si fondono e corrispondono innestando un dialogo che non ha nulla di paragonabile. 

Il teatro a cielo nel Centro visitatori del Parco nazionale del Circeo, in queste prime serate che si protrarranno fino al 6 agosto, continua a mostrare uno dei suoi volti più belli tornando a essere punto di riferimento delle notti estive di centinaia e centinaia di persone: la lunga fila di persone che si incammina verso il Parco prima dell’inizio degli spettacoli, l’attesa paziente per assicurarsi un posto a sedere, o ancora coloro che la seduta la portano direttamente da casa e si sistemano oltre gli spalti o sul prato circostante. E tra ritorni e qualche novità il racconto si arricchisce di nuove storie. 

Il quarto appuntamento in programma, martedì 25 luglio alle 21, vede protagonista la compagnia Tacchi su misura che presenta il personalissimo “Femminile Singolare. Quello che le donne e… gli uomini, dicono!”. Nel romanzo “Piccole Donne”, verso la fine della storia, il professor Bhaer da’ a Jo March un consiglio che potremmo definire emblematico: «Scrivi le semplici, bellissime cose che conosci e capisci». Ora, non è che le donne siano l’argomento più semplice del mondo, su di loro è stato detto e scritto di tutto, e il fatto è che, quasi sempre, nemmeno loro si capiscono granché. E se in ogni donna ce ne sono tante diverse, di quante donne si può arrivare a parlare? Ironiche, nevrotiche, sofisticate, distratte, materne, perfezioniste, disordinate, frivole, sensuali. Timide e sbadate. Pragmatiche e disinibite perennemente impegnate in una lotta di genere verso una società ancora molto maschilista. Donne che cercano il loro posto in un mondo di uomini e donne che hanno deciso di cavarsela senza di loro. Donne che cadono e donne che si rimettono in piedi, donne che ridono e fanno ridere, donne che sbagliano e che ci riprovano, che si guardano dentro e si perdonano. Ma poi gli uomini cosa dicono? Le storie raccontate dai monologhi originali di Barbara Abbondanza, Lucia Ciardo, Francesca Targa e Marco Giannini danno vita a uno spettacolo divertente ma anche introspettivo e profondamente sincero, un omaggio  a tutti coloro che hanno il coraggio e l’onestà di mettersi in gioco e dirla tutta. 

Cambio di scena e mercoledì 26 torna la compagnia Santa Maria Goretti con la commedia brillante in due atti “Le tre sorelle”, tratta da “Le sorelle Alzheimer” di Camillo Vittici. Tutto accade fra le quattro mura della modesta casa di tre sorelle che, complice l’età parecchio avanzata, ben evidenziano lo status di iniziale demenza senile. Teresa, Antonia e Carola nei loro sprazzi di lucidità rivivono i ricordi dei bei tempi passati condivisi anche con l’amico Serafino, da sempre, nonostante la memoria che poco l’assiste, perdutamente innamorato di Antonia. Tre donne, un amico e un’età che poco parla di indipendenza, tanto che i servizi sociali irrompono per proporre le più disparate sistemazioni, ma fortunatamente arriverà per loro un improbabile badante.  

Giovedì 27 si esce dagli schemi per accogliere i colori e le musiche della magia in una fiaba senza tempo che, come indicato dalla produzione, non ha limite di età. Matutateatro e Opera Prima Teatro presentano “Cenerentola. Una scarpetta per tre”, progetto che vede protagoniste Julia Borretti, Agnese Chiara D’Apuzzo e Zahira Silvestri con la regia di Titta Ceccano. Ispirato alla fiaba di Cenerentola, lo spettacolo è un gioco comico a tre. Una fiaba in forma di farsa che non perde i diversi livelli del noto racconto, ma che prende strade originali senza rinunciare alla morale classica.  Un’occasione per le tre attrici di misurarsi con una storia universalmente nota che diviene materiale d’improvvisazione e canovaccio, impegnate tutte in un doppio ruolo tessono una drammaturgia d’attore che svela in filigrana il suo debito con la Commedia dell’Arte. Una pochade che sa di mediterraneo, dal perlage fine e resistente, un trascorrere del tempo morbido, incorniciato da una struttura complessa, in una contaminazione di costumi al gusto marshmallow. Il tocco surreale e pop delle attrici srotola il lato oscuro dell’ironia tra verità e finzione: la realtà non è data una volta per tutte, tutto può cambiare, tutto può accadere, basta lasciarsi contaminare dall’incanto. 

L’evento, come è stato fin dalla prima edizione, manterrà la gratuità d’ingresso, grazie all’imprescindibile sostegno economico di attività produttive che rinnovano sempre in modo crescente il loro contributo e consentono di portare in scena sedici serate di teatro, dialogo e collaborazione. 

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