Il diario di Stella Carfagna all’Auditorium Santa Chiara di Priverno, la presentazione

La storia di una famiglia privernese tra XIX e XX secolo, dai Lepini all’Agro pontino. Domani l'evento con la curatrice Daniela Carfagna

La storia di una famiglia privernese a cavallo tra XIX e XX secolo narrata dall’interno, da una sua esponente, un diario raro rimasto chiuso in un cassetto per oltre 40 anni e che oggi è diventato un libro, questa la peculiarità e il fascino del volume curato da Daniela Carfagna, nipote della protagonista, intitolato  “Quel ballo con il duce. Diario di Stella Carfagna”, edito da Atlantide. Il testo sarà presentato, con il patrocinio del Comune, proprio a Priverno, dove si svolgono la gran parte degli eventi narrati, sabato 29 marzo all’Auditorium Santa Chiara alle ore 17:30.

Insieme alla curatrice del volume Daniela Carfagna e all’editore Dario Petti che modererà l’incontro, interverranno il sindaco Anna Maria Bilancia e l’assessore alla cultura Sonia Quattrociocche, mentre alcune letture saranno affidate a Nietta Corradi. Il libro rappresenta un originale viaggio nella Priverno dei primi del ‘900 fino al 1945, e nelle città nuove dell’Agro pontino degli anni Trenta. L’autrice del diario è Stella Carfagna, classe 1901, scomparsa nel 1997, figlia di Ludovico Carfagna, per anni direttore didattico nelle scuole privernesi tra ‘800 e primi del ‘900. Una donna dinamica per l’epoca, tra le prime patentate nella provincia pontina, amante del teatro, dei viaggi, dotata di una scrittura ironica e attenta ai dettagli con cui accompagna il lettore tra le stanze della grande casa di via Consolare, nella stessa strada dove la famiglia era proprietaria di un negozio in cui si “vendeva di tutto, dai tabacchi ai liquori”. Si tratta anche di uno degli scritti autobiografici femminili “più antichi” della provincia di Latina, in cui l’autrice racconta le vicende della sua famiglia tra inizi del XX secolo, grande guerra, “spagnola”, biennio rosso, fascismo, seconda guerra mondiale, epurazione.

Gli usi e i costumi di una famiglia della borghesia commerciale che si legherà al fascismo come tante in quel tempo. I suoi componenti impegnati in ambito sociale, culturale e politico permettono un’interessante immersione nella vita quotidiana di un microcosmo lepino come quello privernese in un periodo storico denso di avvenimenti importanti. Come scrive nella prefazione la giornalista e conduttrice Rai Barbara Carfagna, il libro di Stella “è un concentrato di ironia, dettagli, emozione, gioia di vivere anche i momenti peggiori, un racconto in assenza di carico ideologico che nella società polarizzata di oggi è introvabile. Con la leggerezza di chi scrive per gli intimi la sua penna (perché di penna si tratta) ripercorre la ‘storia’ minuscola di una famiglia e la ‘Storia’, quella grande. Quella familiare, contadina, scolastica, con le sue illusioni (il fascino del fascismo, oggi un tabù, tutto descritto attraverso il dettaglio del tocco emozionato nientemeno che sulla spalla del Duce) e le delusioni, ben sintetizzate dallo sguardo della bisnonna che, vedendo quell’uomo inopportunamente abbigliato in canotta, se ne torna a casa. La banalità del male e l’allegria necessaria, quella del film “La vita è bella”, che colora la vita al buio dei fratelli nascosti, affamati, impauriti ma presi dalla ‘ridarola’. L’acquerello senza giudizio della natura umana”.

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