Dopo il via libera unanime del Consiglio comunale al Regolamento sul benessere animale e all’istituzione del Garante dei diritti degli animali, si apre ora la fase operativa.
Ma secondo il consigliere comunale Nazzareno Ranaldi (PerLatina2032), il percorso rischia di rallentare a causa di scelte burocratiche non adeguate.
Il no all’interpello interno
Ranaldi esprime preoccupazione per l’ipotesi di un interpello interno per individuare la figura del Garante.
«Sarebbe un errore tecnico e politico grave – afferma – perché il Garante deve essere una figura terza, autonoma e indipendente, non un dipendente comunale».
Il rischio conflitti e ricorsi
Secondo il consigliere, affidare l’incarico a personale interno potrebbe generare un evidente conflitto di interessi, oltre a esporre l’ente a possibili ricorsi.
«Un dipendente non può controllare l’operato dell’amministrazione da cui dipende», sottolinea, richiamando i principi di imparzialità e buon andamento.
Il modello delle altre città
Ranaldi invita a seguire l’esempio delle principali città italiane, dove la nomina del Garante avviene tramite avviso pubblico esterno.
«Da Roma a Milano, passando per Firenze e Palermo, si è scelto di valorizzare profili indipendenti, spesso legati al mondo dell’associazionismo e del volontariato», evidenzia.
“Non vanificare il lavoro fatto”
Il consigliere richiama anche il lavoro svolto in Commissione e il contributo delle associazioni.
Il timore è che una procedura non adeguata possa bloccare l’iter o addirittura portare a impugnazioni davanti al Tar, vanificando mesi di lavoro.
La richiesta all’amministrazione
Ranaldi chiede quindi all’amministrazione comunale di procedere rapidamente con un bando pubblico, garantendo trasparenza e selezione di profili qualificati.
«Non permetteremo che una conquista di civiltà venga svuotata da lungaggini burocratiche», conclude, ribadendo la necessità di tempi certi e scelte chiare.