Gaeta aderisce al progetto “2023, Anno del Turismo di Ritorno”

L’idea è di dare vita a un’“Expo internazionale dell’italianità”, per rilanciare l’immagine e promuovere il nostro Paese

Favorire il turismo di ritorno, alla scoperta delle proprie radici. Con questo intento, il Comune di Gaeta ha aderito al Comitato Promotore Nazionale e Internazionale del Progetto “2023, Anno del Turismo di Ritorno – Alla scoperta delle Origini”, promosso dalla Rete Destinazione Sud, rivolto agli italiani residenti all’estero e agli oltre 70 milioni di connazionali di 2ª, 3ª e 4ª generazione che vivono lontani dall’Italia. L’idea è di dare vita a un’“Expo internazionale dell’italianità”, rilanciare l’immagine e promuovere il nostro Paese, attraendo turismo e investimenti, favorendo l’export, gli incontri commerciali e creando collaborazioni stabili con gli Italiani all’estero. Il Turismo di Ritorno rappresenta una leva che consentirà, attraverso la promozione delle tradizioni regionali, delle eccellenze, dei borghi e dei territori da dove è partita l’emigrazione, di intercettare i nostri concittadini che sono interessati alla ricerca delle proprie origini e a conoscere l’Italia.

Nella giornata di oggi, sabato 21 gennaio, presso la Sala delle Cerimonie del Comune di Priverno, saranno firmati i protocolli di intesa del programma “Ritorno in Italia 2023-2028. Opportunità di Sviluppo per i Borghi e le Aree Interne”, alla presenza dei Sindaci dei comuni aderenti delle Province di Latina e Frosinone. Nell’occasione, verrà avviato un confronto per la programmazione delle iniziative e per la creazione degli hub per l’assistenza dei turisti di ritorno e delle radici, attraverso l’attivazione del coordinamento provinciale Frosinone-Latina.

«Tra le priorità della nostra Amministrazione – ha dichiarato il Sindaco Cristian Leccese – abbiamo ben presente la realizzazione di progetti culturali e turistici finalizzati alla conoscenza, tutela, valorizzazione e promozione del nostro territorio e patrimonio. Da alcuni decenni, si è diffusa nel mondo una nuova forma di turismo, chiamato “turismo delle radici o di ritorno”, spesso considerato come un vero e proprio strumento finalizzato al rilancio di una destinazione turistica. Questa tipologia di turismo, parte integrante del turismo culturale, è anche chiamata turismo genealogico, in quanto si riferisce principalmente ai discendenti di emigrati che, ricostruendo il proprio albero genealogico, tornano a visitare e a vivere i luoghi dei loro antenati, al fine di conoscerne la storia e di scoprire nuove forme di cultura e tradizioni, legate all’artigianato e all’enogastronomia».

Secondo uno studio realizzato dall’ENIT nel 2018, il turismo di ritorno in Italia è in costante crescita: il bacino potenziale teorico, generato dagli italiani residenti all’estero o dai loro discendenti, è pari a circa 80 milioni di persone. Il giro d’affari attualmente relativo a questo segmento turistico dal solo continente americano si aggira intorno ai 650 milioni di euro, per un totale di 670.000 arrivi/anno in Italia. Da studi recenti, i principali mercati di questa tipologia di turismo sono costituiti da Brasile, dove risiedono 25 milioni di persone di origine italiana, Argentina (20 milioni) e Stati Uniti (17 milioni), seguiti da Francia, Svizzera, Germania e Australia. Le enormi potenzialità del turismo delle radici, quindi, possono contribuire alla valorizzazione e allo sviluppo territoriale, considerando che gli itinerari costruiti lungo il percorso delle storie su luoghi e persone coinvolgono anche altri fattori distintivi del posto visitato, quali cultura, enogastronomia, artigianato locale e musica popolare.

«Grazie a questo progetto – aggiunge il Primo Cittadino – saranno organizzati eventi, workshop, confronti e dibattiti dedicati ai nostri tanti concittadini che risiedono all’estero ma mantengono ben saldi i legami con Gaeta, le sue storie, le sue tradizioni e il suo dialetto, memoria e identità che vengono trasmessi di generazione in generazione e rappresentano un patrimonio prezioso. In questo modo, in sinergia con le imprese del territorio, potremo valorizzare e promuovere le nostre eccellenze culturali, produttive, enogastronomiche e turistiche. Inoltre, verrà creata una piattaforma di promozione del sistema Paese collegata a tutti i nostri connazionali nel Mondo che, grazie a una regia nazionale, potrà coordinarne l’immagine definendo la qualità dell’informazione e dei servizi ottenuta grazie all’adozione di un disciplinare condiviso. L’iniziativa “2023, Anno del turismo di ritorno”, infatti, si coniuga con il Progetto PNRR presentato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dal titolo “2024, Anno del Turismo delle Radici”, per riconoscere e promuovere l’elemento identitario del nostro Paese e sostenere attivamente il rilancio post Covid del nostro turismo e della nostra economia».   

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