Femminicidio Cisterna, per Renèe anche il colpo di grazia: la confessione shock

Secondo le indiscrezioni, la madre era già morta, mentre la 19enne era ancora viva quando è stata colpita ancora una volta

Dal lungo interrogatorio svoltosi nella notte tra martedì e mercoledì in Procura, sono emersi ulteriori dettagli sulla vicenda del duplice femminicidio di Cisterna di Latina, nel quartiere San Valentino. Il P.M. Valerio De Luca e gli investigatori della Squadra Mobile hanno ascoltato per diverso tempo il 27enne finanziere Christian Sodano, che nel corso dell’interrogatorio ha ricostruito tutta la sequenza del dramma.

Oltre ad aver confessato il delitto, l’uomo ha anche riferito ulteriori informazioni sulla vicenda. In un primo momento il 27enne avrebbe minacciato di togliersi la vita e che non voleva uccidere Desyree. La situazione poi è precipitata con l’intervento di Nicoletta e Renèe, madre e sorella della ragazza, con i conseguenti colpi di pistola partiti dall’arma. Secondo le indiscrezioni, dalla confessione emergerebbe anche un altro dettaglio inquietante: mentre la madre giaceva morta al suolo, la 19enne Renèe era ancora in vita e Sodano le avrebbe sparato ancora una volta perché “non voleva vederla soffrire”.

Nel frattempo, Desyree si era prima chiusa in bagno, per poi riuscire a fuggire via dalla casa e mettersi in salvo, chiedendo aiuto per quanto stava avvenendo. La giovane è scappata tra i campi, raggiungendo una stazione di servizio in stato di shock.

Ora, superata questa fase del procedimento, si attende il confronto tra il 27enne finanziere e il giudice per le indagini preliminari. Si parte dall’accusa di duplice omicidio volontario.

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