Fegato grasso, Bergamo primo Comune al mondo a firmare la dichiarazione per porre fine alla minaccia della malattia

Firmata la dichiarazione per porre fine alla minaccia di salute pubblica rappresentata da MASLD/MASH: cosa significa

Il 13 febbraio, su iniziativa promossa dal Centro Nazionale per la Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità, il Comune di Bergamo, guidato dalla Sindaca Elena Carnevali, è diventato il primo municipio al mondo a firmare la Dichiarazione per porre fine alla minaccia di salute pubblica rappresentata da MASLD/MASH nelle città, segnando un passo di grande rilievo per l’Italia nella crescente agenda globale di sanità pubblica. L’iniziativa si inserisce in un’alleanza istituzionale che coinvolge anche ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, rafforzando l’integrazione tra dimensione clinica, prevenzione territoriale e governance urbana.

La MASLD (malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica), comunemente nota come “fegato grasso”, e la sua forma più avanzata, la MASH (steatoepatite associata a disfunzione metabolica), sono patologie epatiche in costante aumento, strettamente associate all’obesità, al diabete e alla sindrome metabolica. Il loro impatto è fortemente influenzato dai determinanti sociali e ambientali della salute, quali condizioni socioeconomiche, ambiente urbano, accesso a cibo sano, opportunità di attività fisica e accesso ai servizi sanitari, con importanti implicazioni in termini di disuguaglianze.

La Dichiarazione rappresenta lo strumento politico centrale dell’iniziativa @MASH Cities, parte del @Global Think-Tank on Steatotic Liver Disease, e invita le amministrazioni locali a riconoscere formalmente MASLD/MASH come priorità di salute pubblica, promuovendo azioni coordinate in materia di prevenzione primaria, promozione di sani stili di vita, diagnosi precoce e percorsi assistenziali dedicati, garantendo equità di accesso e particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili.

L’adesione del Comune di Bergamo costituisce un esempio concreto di approccio “Health in All Policies” (Salute in tutte le politiche), in cui le politiche urbane diventano leve strategiche per la prevenzione delle malattie croniche e la riduzione delle disuguaglianze di salute. Per l’Istituto Superiore di Sanità, questo traguardo conferma il valore del contributo scientifico nel supportare politiche basate sull’evidenza a livello locale. In questo percorso, Loreta Kondili, ricercatrice  ISS, coordina il primo impegno europeo e globale nell’ambito del framework MASH Cities, coordinato a livello internazionale da Jeffrey Lazarus e Trenton White del Public Health Liver Group. Questo importante risultato rafforza il ruolo dell’Italia nella definizione di una risposta strutturata e innovativa, a livello cittadino, alle crescenti sfide di salute metabolica, fondata su prevenzione, integrazione dei servizi e riduzione delle disuguaglianze.

Attraverso la costruzione di alleanze tra Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, EU Health and Food Safety, European Public Health Association, World Health Organization, il Public Health Liver Group, le società scientifiche AISF, SIO, SID e il network ITA-MASLD, insieme alle associazioni di pazienti come EpaC – Associazione Pazienti con Epatite e Malattie del Fegato, Associazione Italiana Diabetici e AMICI Obesi onlus, si potrà promuovere prevenzione, integrazione dei servizi e riduzione delle disuguaglianze di salute nella crescente sfida di salute metabolica

Cosa fa l’Iss

Il Centro Nazionale per la Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), forte della sua consolidata esperienza nella sorveglianza delle malattie epatiche croniche e del successo della piattaforma italiana per lo studio delle terapie dell’epatite virale (PITER, Piattaforma Italiana per lo studio della Terapia delle Epatiti viRali), ha promosso e coordinato la progettazione dello studio osservazionale ITA-MASLD, il primo studio osservazionale prospettico multicentrico nazionale sulla Malattia Epatica Steatosica Associata a Disfunzione Metabolica (MASLD) in Italia, condotto in collaborazione con il Dipartimento di Malattie Cardiovascolari, Endocrino-Metaboliche e dell’Invecchiamento, che contribuisce con la propria competenza nei disturbi metabolici, nel rischio cardiovascolare e nelle comorbidità legate all’età, al fine di garantire una caratterizzazione completa dei pazienti con MASLD.

La MASLD rappresenta una minaccia per la salute pubblica, in rapida crescita e in larga parte silente. Fortemente associata al diabete mellito di tipo 2, all’obesità e alla sindrome metabolica, la MASLD può evolvere in cirrosi e in epatocarcinoma (HCC) se non diagnosticata precocemente o se gestita in modo inadeguato.

Questa iniziativa nazionale mira a generare evidenze di realtà sul burden clinico, epidemiologico ed economico della MASLD in Italia. Lo studio si basa sul modello operativo di PITER e beneficia della sua ampia rete di centri clinici distribuiti su tutto il territorio nazionale. Nell’ambito del progetto ITA-MASLD, la rete PITER è stata ampliata includendo ulteriori centri clinici specialistici, costituendo così una piattaforma nazionale dedicata alla MASLD. Riconoscendo la MASLD come una condizione sistemica che va oltre l’ambito strettamente epatologico, il progetto si fonda su un’alleanza nazionale unica di società scientifiche che comprende epatologia, diabetologia, medicina interna, gastroenterologia e obesità. Questo modello collaborativo garantisce che la diversità clinica sia adeguatamente rappresentata nella progettazione dello studio, nel reclutamento dei pazienti e nei futuri percorsi di implementazione.

L’iniziativa è condotta sotto la supervisione scientifica dell’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF, Associazione Italiana Studio del Fegato) e beneficia della collaborazione strategica di un’ampia alleanza multidisciplinare che comprende le principali società scientifiche coinvolte nella gestione della MASLD: la Società Italiana di Diabetologia (SID, Società Italiana di Diabetologia), la Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE, Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva), la Società Italiana di Medicina Interna (SIMI, Società Italiana di Medicina Interna), la Società Italiana dell’Obesità (SIO, Società Italiana dell’Obesità), il Club degli Epatologi Ospedalieri (CLEO, Club Epatologi Ospedalieri) e l’Associazione Italiana Gastroenterologi Ospedalieri (AIGO, Associazione Italiana Gastroenterologi Ospedalieri). ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, rafforzando l’integrazione tra dimensione clinica, prevenzione territoriale e governance urbana. – Fonte ISS.

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