Ex Garage Ruspi alla Sapienza: il caso in commissione trasparenza

"È l’intera città ad avere bisogno di spazi, non solo gli studenti universitari", dichiara la presidente Coletta

Un primo passaggio in commissione Trasparenza per discutere il futuro dell’ex garage Ruspi e approfondire i passaggi legati alla gestione affidata, con una delibera di Giunta, all’università Sapienza. A seguire, i componenti della commissione hanno effettuato un sopralluogo all’interno dello storico edificio cittadino ristrutturato.

“Ringrazio intanto per il sopralluogo tutti gli uffici Lavori pubblici e Patrimonio, il professor Cupelloni e il dottor Pierantonio Palluzzi della ditta incaricata dei lavori. Quello in commissione era un doveroso passaggio – spiega la presidente Floriana Coletta – dopo le reazioni suscitate dalla decisione dell’amministrazione di concedere per 30 anni l’immobile all’università senza un preliminare passaggio nella commissione Patrimonio, come alcuni consiglieri di opposizione avevano espressamente chiesto, né in Consiglio comunale. Ci aspettavamo che questa decisione fosse presa in modo partecipativo, come del resto indicato dal Dup 2024-2026 approvato dalla stessa maggioranza, proprio perché una gestione trentennale ha un impatto enorme per la città. Così non è stato. E dal 25 gennaio, giorno in cui una relazione firmata dall’architetto Luciano Cupelloni dichiarava la conclusione dei lavori di restauro, siamo arrivati, quattro mesi dopo, ad apprendere dai giornali l’intenzione dell’amministrazione di affidare in gestione l’edificio alla Sapienza, contrariamente agli indirizzi che erano stati dati”.

Nel corso della seduta della commissione Trasparenza il capogruppo di Lbc Dario Bellini ha ripercorso infatti la storia dell’ex garage Ruspi, precisando che, dopo la prima delibera di acquisizione che risale al 2006 e all’amministrazione Zaccheo, altre delibere successive dell’amministrazione Coletta, nel 2016 e poi nel 2017, avevano affidato una precisa funzione al Ruspi: quella di spazio espositivo per l’arte e l’architettura e sala multimediale aperta alla città. Un progetto che aveva consentito di ottenere un finanziamento per il restauro proprio in considerazione della valenza storica della struttura. Come emerso inoltre, la delibera di Giunta che dispone l’affidamento andrà corretta inserendo l’articolo 17 del regolamento (e non il 19) che disciplina l’uso e la gestione di beni sottoposti a vincolo della Soprintendenza. La convenzione andrà arricchita di ulteriori passaggi e clausole che possano regolare le modalità di utilizzo di questi spazi da parte dell’amministrazione comunale, secondo l’indirizzo e la funzione che era stata data all’immobile nel progetto di ristrutturazione.

“È l’intera città ad avere bisogno di spazi, non solo gli studenti universitari – conclude la presidente Coletta – e questa struttura avrebbe potuto essere a disposizione di tutti. Proprio per questa ragione si è stabilito oggi di approfondire nelle opportune sedi delle commissioni alcuni particolari criticità sollevate: il parere della Soprintendenza rispetto al vincolo di un edificio storico come questo, l’operatività dell’immobile per la partenza dei prossimi corsi universitari a settembre, la correzione e l’arricchimento della delibera per poter lasciare al Comune la possibilità di fruire dell’immobile”.

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