Europarlamento, il voto sulle donne trans fa sbottare Vannacci che chiama in causa il pontino De Meo

Il leader del neo partito di Futuro Nazionale se la prende con gli esponenti di Forza Italia che hanno votato a favore della risoluzione

L’ex generale Roberto Vannacci è sicuramente l’uomo politico del momento dopo aver lasciato la Lega per fondare il suo nuovo partito di Futuro Nazionale e per aver cambiato gruppo in seno al Parlamento Europeo. Ed è proprio in seno all’europarlamento che Vannacci creato una delle sue ultime polemiche chiamando in causa anche il collega di aerea, il pontino Salvatore De Meo di Forza Italia.

Il bandolo della matassa è stato tutto inerente ad un’importante risoluzione in merito alla commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile in programma per il prossimo mese. A far discutere i partiti di maggioranza italiani – che non hanno votato in modo uniforme – il pieno riconoscimento delle donne trans come donne.

La vicenda non è andata giù a Vannacci che, tra accuse ai colleghi di Forza Italia e esternazione sul “batacchio” ne ha dette di tutti i colori chiamando in causa oltre a Salvatore De Meo anche Falcone, Princi e Tosi.

“Follia tra i banchi di Forza Italia” ha tuonato Vannacci citando gli europarlamentari forzisti accusati del fatto che per loro “i trans sono donne e gli uomini possono rimanere incinti”.

Per non rischiare di essere frainteso nella sua teoria, il leader di destra ha spiegato come a loro discrezione “un trans, ovvero un uomo con tanto di batacchio che si percepisce una donna, deve essere una donna a tutti gli effetti e, magari, partecipare alle gare olimpiche femminili, avere una carta di identità con un nome femminile, essere ricoverata in un reparto femminile in ospedale e accedere alle quote rosa se fa politica in Italia. Con lo stesso concetto – ha accusato pesantemente – un uomo, per questi benpensanti, può essere incinto”.

Da qui l’accusa verso loro di una “destra slavata che assomiglia sempre di più ad una sinistra non alla moda”.
“Futuro Nazionale – ha poi concluso Vannacci – non cede di un millimetro e mantiene salda la barra a dritta”.

Ma evidentemente, poco è importato all’europarlamentare pontino delle dichiarazioni dell’ex leghista, tant’è che non lo ha minimamente citato nei suoi post sui social. Ma dopotutto, se è vero che De Meo e compagni hanno votato a favore di questa risoluzione, è altrettanto vero che il resto della destra italiana non l’ha votato, ma la maggior parte degli azzurri che fanno parte della maggioranza del Partito Popolare Europeo sì.

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Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

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