Se il centrodestra festeggia la larga maggioranza conquistata nel nuovo Consiglio provinciale di Latina, il campo progressista rivendica un risultato che considera tutt’altro che scontato. La lista unitaria “Provincia Progressista” mantiene infatti tre seggi nell’assemblea di via Costa, confermando l’elezione di Luca Magliozzi e Barbara Petroni per il Partito Democratico e di Dario Bellini per Latina Bene Comune.
Per il segretario provinciale del Pd, Omar Sarubbo, il dato politico va oltre il semplice risultato numerico. «La riconferma dei tre seggi dimostra la bontà della scelta compiuta. Puntare sull’unità del campo progressista è stato un percorso complesso, ma si è rivelato quello giusto», sottolinea, ringraziando candidati, amministratori e forze civiche che hanno contribuito alla costruzione della lista.
Nell’analisi del voto, Sarubbo legge l’esito delle provinciali come un punto di partenza più che di arrivo. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’esperienza unitaria in un progetto politico più ampio, capace di guardare alle future sfide amministrative, regionali e nazionali. «Ci attende ancora molto lavoro sul territorio», evidenzia il segretario dem, indicando nella coesione del centrosinistra una condizione indispensabile per costruire un’alternativa credibile.
Sul piano amministrativo, il gruppo progressista annuncia un’opposizione attenta e propositiva sui principali dossier di competenza provinciale: dalla gestione del servizio idrico alla chiusura del ciclo dei rifiuti, passando per ambiente, viabilità ed edilizia scolastica. «La nostra presenza in Consiglio sarà orientata alla tutela dell’interesse pubblico, dei cittadini e del tessuto produttivo del territorio», assicura Sarubbo.
Non manca infine una riflessione istituzionale. Il segretario provinciale del Pd torna a chiedere il superamento dell’attuale sistema introdotto dalla riforma Delrio, che ha trasformato le Province in enti di secondo livello. «Con l’illusione di ridurre i costi si è finito per ridurre la democrazia. È arrivato il momento di restituire ai cittadini il diritto di scegliere direttamente i propri rappresentanti provinciali», afferma. Un tema, questo, destinato a restare al centro del dibattito politico anche oltre il risultato delle urne.