Elezioni Aprilia, l’intervento di CambiAprilia sull’acqua pubblica

La candidata sindaco Carmen Porcelli: "Finalmente anche il Comitato Acqua Pubblica interviene sul voltafaccia della coalizione civica"

“Finalmente anche il Comitato Acqua Pubblica interviene sul voltafaccia della coalizione civica sul tema dell’acqua. Da almeno un anno abbiamo portato a conoscenza dei cittadini l’assurda transazione che il Comune di Aprilia ha siglato con la società che gestisce il sistema idrico integrato dell’Ato4. Dopo anni di impegno per aiutare i cittadini ad avere la restituzione delle somme versate a titolo di consumo dell’acqua sul conto corrente postale del Comune di Aprilia, ci siamo fatti promotori di un ordine del giorno sul DDL concorrenza che, pensavamo, l’amministrazione comunale di Aprilia non avrebbe avuto alcun problema ad approvare. Ci eravamo sbagliati” lo afferma in una nota Carmen Porcelli, candidato sindaco alle prossime elezioni con la lista CambiAprilia.

“Dal consiglio comunale di Aprilia – continua Porcelli – doveva arrivare una decisa opposizione al tentativo del Governo di porre limiti al potere dei Comuni italiani per la gestione pubblica dei servizi pubblici locali. Per questa ragione avevamo inviato a tutti i consiglieri comunali una proposta di ordine del giorno con oggetto: modifica del DDL concorrenza – per la tutela dell’autonomia del comune in relazione alla gestione dei servizi pubblici. Inoltre non hanno mai ricevuto risposta i nostri solleciti sulla determinazione del dirigente del settore dopo quasi due decenni di contenziosi, il Comune di Aprilia ha deciso di deporre l’ascia di guerra con il gestore del Servizio Idrico Integrato e lo ha fatto impegnando fino al bilancio di previsione 2025/2027, la somma di € 2.418.898,45 necessaria al pagamento della transazione con Acqualatina. Nel corso degli anni il Comune di Aprilia è diventato creditore nei confronti della società delle somme a titolo di rimborso dei mutui nonché degli oneri del canone di concessione riferibili agli anni 2003-2011, ma ha accumulato anche debiti per gli importi fatturati per il consumo idrico e servizi connessi relativi a tutte le utenze del Comune e mai corrisposti, in parte ridimensionati, poiché sono state riscontrate importanti perdite per alcuni contatori”.

“La prima osservazione in merito è che – continua Carmen Porcelli – mentre conosciamo per certo l’ammontare del debito maturato dal Comune di Aprilia nei confronti di Acqualatina (ovvero i € 3.225.517,00), la determina non rende noto l’ammontare del credito vantato da Aprilia nei confronti del gestore del Servizio Idrico Integrato e ciò mette in discussione il fine della transazione (che, secondo il dirigente, «inciderà positivamente su tutta la collettività»). Mentre ancora nessuna notizia sul contenuto della conferenza dei sindaci dell’8 febbraio 2022, presente il sindaco Terra, astenutosi sul punto all’odg. Acqualatina vorrebbe ridurre l’impatto dei costi di smaltimento dei fanghi sulle tariffe e lo fa proponendo la realizzazione di due impianti di trattamento dei fanghi di depurazione (serre di essiccamento a raggi solari). In quella sede la proposta progettuale è stata già realizzata ed elaborata. Il Ministero della Transizione Ecologica ha stanziato a favore degli Enti di Governo degli Ato investimenti per la realizzazione di nuovi impianti di gestione rifiuti, prevedendo anche l’ammodernamento di quelli esistenti, l’ammontare del finanziamento è di 450 milioni di euro per proposte di importo massimo di 10milioni di euro (Linea C) e la proposta delle serre di essicazione rientra in questa fattispecie (secondo il quadro economico la spesa per entrambi gli impianti ammonterebbe a 9,45 milioni di euro). Quale sarebbe il risparmio derivante da questa operazione? Secondo il quadro economico presentato, per entrambe le serre il risparmio in termini di costi operativi sarebbe di circa 1 milione l’anno con un aumento a 1,3 milioni in caso di riutilizzo degli scarti (ad esempio nei cementifici). L’intervento del sindaco Terra è stato molto debole: ha detto che avrebbe preso tempo per valutare anche se non ha i documenti chiede perché gli impianti non sono baricentrici (visto che tratteranno i rifiuti di tutta la provincia) e nota come mai non si chiede tutto l’importo al PNRR lasciando che una parte ricada sugli utenti Terra ha parlato in generale di impatti e ristori e messo le mani avanti sul fatto che il terreno individuato ove realizzare l’impianto non è di proprietà comunale. È chiaro che lì non è che siamo al centro della città, abbiamo qualche abitante lì, abbiamo anche un nucleo abitato non molto distante da quel sito, tutto qui. Perché la città è stata tenuta all’oscuro di tutto ciò?”

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