Elezioni a Fondi, domenica e lunedì al voto. Tutti contro tutti e l’incognita ballottaggio

Il favorito è l'attuale vicesindaco Vincenzo Carnevale. I quattro sfidanti Ciccone, De Parolis, Del Sole e Venditti puntano al secondo turno

A Fondi, unico centro della provincia di Latina dove si vota per il rinnovo del consiglio comunale e l’elezione del sindaco, tutti guardano con curiosità alla sfida elettorale, anche dai centri limitrofi e dal capoluogo pontino.

Fondi, dopotutto, non è un comune come un altro. Una città di poco meno di 40 mila abitanti che, da decenni, è al centro dello scacchiere politico provinciale e persino regionale. La città, infatti, esprime il senatore di lungo corso Claudio Fazzone e anche l’europarlamentare Salvatore De Meo. Di fatto, in un’epoca in cui Forza Italia fatica anche nelle proprie roccaforti storiche, il territorio del sud pontino, con Fondi al centro, rimane l’area dove gli azzurri gestiscono meticolosamente il proprio potere.

Il sindaco uscente — ovviamente espressione di Forza Italia — Beniamino Maschietto ha fatto un passo indietro e i dirigenti locali hanno deciso di passare il testimone all’attuale vicesindaco Vincenzo Carnevale, che si presenta con una coalizione composta da Forza Italia e quattro liste civiche, considerate un’estensione dello stesso partito berlusconiano. Contro di lui si candidano due esponenti della destra: Annarita Del Sole, espressione di Fratelli d’Italia sostenuta anche da una civica, e Tonino De Parolis, appoggiato dalla Lega e da una lista civica di sua creazione.

Fuori dall’emisfero del centrodestra ci sono invece il civico Francesco Ciccone, anch’egli sostenuto da due liste, e il candidato del centrosinistra Salvatore Venditti, che ha riunito le varie compagini in una coalizione con una lista espressione di Pd, Avs e l’altra del Movimento 5 Stelle.

A prima vista, osservatori esterni al territorio potrebbero pensare che il ballottaggio sia scontato: la coalizione “maggioritaria”, infatti, può contare su cinque liste a sostegno, mentre tutte le altre coalizioni insieme ne schierano otto. Ma non a Fondi. Non in una città dove anche l’ultima volta che si è andati al ballottaggio — l’unica dagli inizi degli anni ’90 — le liste della coalizione vincente ottennero oltre il 60% delle preferenze e Maschietto, poi eletto al secondo turno, sfiorò già il 50% al primo.

Anche molti media locali e provinciali hanno affrontato il tema delle elezioni fondane come una partita già archiviata prima ancora di essere giocata. In città, invece, rispetto al passato si respira un clima insolitamente pacato — anche merito dei candidati alla fascia tricolore — che nella stragrande maggioranza dei casi hanno preferito concentrarsi sui temi piuttosto che sullo scontro diretto.

Adesso, però, tutti si chiedono cosa uscirà dalle urne. Dalle parole dei candidati è difficile percepire il reale andamento elettorale. Tutti, nei comizi e negli incontri pubblici, parlano di un futuro in cui sarà la propria coalizione ad amministrare la città. La realtà, però, è che si stanno giocando partite dentro altre partite. Da una parte la coalizione di Carnevale punta a superare il 50%. Dall’altra, gli sfidanti — che continuano a credere nella possibilità del ballottaggio — corrono l’uno contro l’altro per conquistare il secondo posto e, in caso di secondo turno, cercare di riunire attorno a sé tutti gli altri.

Ma se per molti è difficile persino stilare un ordine di gradimento — e quindi di peso elettorale — tra Ciccone, De Parolis, Del Sole e Venditti, è altrettanto vero che c’è un altro elemento a cui tutti guardano: l’affluenza. Le ultime tornate elettorali, infatti, hanno registrato un progressivo calo della partecipazione al voto. Un dato che, se confermato anche questa volta, potrebbe far saltare qualsiasi previsione. Nel 2020, al primo turno, l’affluenza fu alta, pari al 72% degli aventi diritto. Ma quella campagna elettorale, pur essendo più incentrata sugli attacchi che sui contenuti, fu molto più accesa rispetto a quella di quest’anno.

Ormai, però, manca poco. Domani si chiuderà ufficialmente la campagna elettorale. Sabato sarà il giorno del silenzio elettorale e dell’insediamento dei seggi. Poi si voterà domenica, dalle 7 alle 23, e lunedì, dalle 7 alle 15. Al termine delle operazioni di voto inizierà lo spoglio delle schede.

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Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

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