Decay, il videogioco post-apocalittico nato ad Aprilia: l’Italia diventa una mappa di sopravvivenza

Il progetto del 19enne Christian Vedovi usa la geolocalizzazione per trasformare città e territori reali in uno scenario hardcore survival

Uno scenario post-apocalittico, un’Italia devastata da una guerra nucleare e la sfida di sopravvivere in un mondo in cui ogni scelta può fare la differenza. È questa la premessa di DECAY., il nuovo progetto, attualmente in fase di sviluppo, nato ad Aprilia dalla creatività del giovane sviluppatore Christian Vedovi, conosciuto nel mondo del gaming con lo pseudonimo Xoushal.

A soli 19 anni, Vedovi sta sviluppando quello che definisce «il primo videogioco GPS Hardcore Survival ambientato interamente in Italia». L’ambientazione è quella di un ipotetico 2026 in cui un conflitto nucleare tra superpotenze ha ridotto il Paese in macerie, lasciando i sopravvissuti a fare i conti con fame, contaminazione e gruppi ostili in lotta per le poche risorse rimaste.

Un’idea che, alla luce delle tensioni internazionali e dei conflitti che segnano l’attualità, appare meno lontana dalla realtà di quanto si possa immaginare. È proprio questo il messaggio che gli sviluppatori intendono trasmettere: la fantasia prende spunto dalla realtà per invitare il giocatore a riflettere sulle conseguenze di uno scenario estremo. DECAY., infatti, non vuole essere soltanto un’esperienza di intrattenimento, ma un’occasione per confrontarsi con decisioni difficili, risorse limitate e con la fragilità della civiltà di fronte a eventi catastrofici.

La caratteristica più originale del progetto è l’utilizzo della geolocalizzazione. Attraverso Google Maps, Aprilia, le città italiane e il territorio reale vengono trasformati nella mappa di gioco. I giocatori dovranno muoversi fisicamente per esplorare nuove aree, recuperare risorse, conquistare territori e costruire una base sicura.

Tra le funzionalità allo studio c’è anche una modalità multiplayer cooperativa, che consentirebbe ai giocatori di collaborare per affrontare le difficoltà del mondo post-atomico, esplorare insieme e costruire una nuova speranza tra le rovine.

«Ringrazio i ragazzi della mia associazione UPLOOP STUDIO che mi stanno supportando passo dopo passo nello sviluppo del gioco», afferma Christian Vedovi. «Credo sia importante affrontare attraverso un videogioco temi come questi, per sensibilizzare su ciò che, purtroppo, potrebbe rappresentare una minaccia concreta per il nostro futuro».

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Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

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