E’ stata fissata per la data del 23 giugno prossimo l’udienza del Tribunale del Riesame nel corso della quale dovrà essere nuovamente affrontata, dopo l’annullamento della precedente decisione del Tribunale del Riesame di Latina, la vicenda del centro commerciale realizzato all’angolo tra via del Lido e la statale Pontina, nel quartiere Q3 a Latina.
Una data che tradisce una certa volontà dilatoria da parte dei giudici, che si prendono un tempo lunghissimo per prepararsi ad affrontare un caso che per ben due volte la Corte di Cassazione ha concordemente definito in ogni suo aspetto, arrivando a concludere che ci si trovi di fronte ad un caso di lottizzazione abusiva.
Un caso che nell’ultimo decreto di sequestro, quello firmato dal Gip Mara Mattioli il 31 marzo 2025, viene riassunto dal giudice come “un volgare tentativo di aggirare la norma rilasciando quattro titoli autorizzativi all’interno di un’unica struttura commerciale”. Come dire che un centro commerciale è stato contrabbandato per tre medie strutture di vendita, per superare ostacoli amministrativi che non avrebbero altrimenti consentito la realizzazione di quella struttura.
Sarà la quarta volta che un collegio di giudici pontini si troverà a dover decidere su un provvedimento di sequestro della struttura commerciale più contestata nella storia del capoluogo pontino, e per ben due volte quella che viene definita la Suprema Corte ha definito prive di fondamento le ragioni che hanno indotto il Tribunale
del Riesame di Latina ad annullare il sequestro dell’insediamento commerciale in un’area destinata ad ospitare attività alberghiere. Incominciata nel 2019 con una discutibile delibera della Giunta Municipale, la saga continua, riproponendo una scenario già visto in città, che è quello di lasciare che i misfatti, o presunti tali, si compiano, invece di cercare di verificarne sul nascere la fattibilità, e nel caso ne sussistano le ragioni, impedire che si realizzino strutture poi destinate al sequestro e alla confisca.
Ma è una lezione che pare non riesca a farsi strada nella testa di alcuni magistrati pontini.
Quello che sta accadendo, anche stavolta da qualche anno, nella zona industriale di Latina Scalo, con quello che resta della ex Frigomarket Pacifico, è un altro esempio di come si possa perdere un’occasione per verificare preventivamente se un’intrapresa imprenditoriale possa a avere luogo o meno, anziché aspettare che tutto si compia e poi procedere con un sequestro a cose fatte. Con danni e spese su ogni fronte.
Sulla questione della ex Frigomarket la Procura di Latina è già intervenuta mesi fa con il sequestro di un’area sulla quale l’attuale titolare dell’ex sito industriale andava sotterrando i rifiuti prodotti con i lavori di ristrutturazione di un enorme capannone.
E mentre una ditta scavava per recuperare trecento tonnellate di materiali illegalmente nascosti sotto terra, gli investigatori avevano avuto il tempo di acquisire l’intera documentazione che ha consentito di ricostruire una vicenda tanto solare quando curiosa: nel 2021 il Consorzio Industriale Roma-Latina espropria l’intero sito industriale dismesso alla curatela fallimentare che sta cercando di venderlo all’asta per 4,5 milioni di euro; lo cede gratuitamente con trattativa diretta a un imprenditore di Sermoneta che deve sostenere soltanto le spese previste dalla legge per quel tipo di procedura (costo del terreno e oneri consortili); il nuovo proprietario cede in locazione una parte del compendio industriale ad un altro imprenditore che chiede e ottiene da Comune di Latina l’autorizzazione per l’esercizio di un’attività commerciale, un’altra media struttura di vendita di prodotti alimentari e non.
Un supermercato in zona industriale, contro ogni previsione del Piano regolatore del Consorzio industriale. Sarà tutto corretto? Non lo sarà? Le basi per effettuare una verifica ci sono tutte, le carte anche, ma nulla si muove.
Chi sta invece correndo è l’azienda che ha già ricevuto il via libera per aprire il supermercato: nell’area di via Carrara, a Tor Tre Ponti, è tutto un cantiere. Una corsa verso l’apertura dei battenti