«Fondi non è infinita. E nemmeno il suo territorio». Parte da questa considerazione la riflessione del segretario del Partito Democratico di Fondi, Lorenzo Cervi, che riporta al centro del dibattito politico il tema del consumo di suolo e delle prospettive urbanistiche della città.
Secondo i dati ISPRA relativi al 2024, nel territorio comunale risultano consumati 1.513 ettari, pari al 10,49% della superficie complessiva. Un dato che, osserva Cervi, continua a crescere: nell’ultimo anno monitorato sono stati trasformati altri 3,81 ettari, a fronte di quasi un ettaro contestualmente recuperato.
Per il dirigente dem, però, la questione non riguarda soltanto la tutela ambientale, ma il modello di sviluppo che Fondi intende perseguire. «Per troppo tempo abbiamo associato la crescita al semplice aumento delle costruzioni – sostiene Cervi – ma una città non diventa necessariamente più forte quando occupa nuovo territorio. Può esserlo anche attraverso il recupero, la riqualificazione e la rigenerazione di ciò che già esiste».
Da qui la proposta di elaborare un Piano comunale per il consumo di suolo e la rigenerazione urbana, accompagnato da una revisione della pianificazione urbanistica. Tra le priorità indicate dal Pd c’è il censimento degli edifici inutilizzati, delle aree dismesse e degli spazi già urbanizzati che potrebbero essere recuperati, privilegiandoli rispetto a nuove trasformazioni del territorio agricolo o naturale.
L’obiettivo politico indicato è quello del saldo zero: ogni eventuale nuovo consumo dovrebbe essere compensato dal recupero di una superficie almeno equivalente. Cervi propone inoltre di destinare parte degli oneri di urbanizzazione a un Fondo comunale per la rigenerazione, da utilizzare per recuperare aree degradate, incrementare il verde e migliorare gli spazi pubblici.
Una strategia che dovrebbe essere accompagnata anche da un monitoraggio annuale, attraverso un vero e proprio «bilancio del suolo» capace di rendere trasparenti consumi e recuperi.
«Fondi ha bisogno di sviluppo, ma sviluppo non significa consumo infinito di territorio», conclude Cervi, indicando la direzione auspicata: «Meno espansione, più rigenerazione; meno cemento, più servizi. Fondi non deve necessariamente diventare più grande. Deve diventare migliore».