Consorzio di Bonifica, l’associazione Caponnetto chiede verifiche sugli incarichi

Il sollecito a ANAC, Regione, MASAF, Camera di Commercio ed EPPO ad accertare eventuali incompatibilità nella governance dell’ente

Una richiesta di chiarezza sulla governance del neonato Consorzio di Bonifica Lazio Sud Est arriva dall’Associazione contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto”, che accende i riflettori sulla posizione del commissario straordinario del Consorzio Lazio Sud Est Daniele Pili, nominato con decreto del presidente della Regione Lazio del 5 giugno 2026.

Al centro dell’intervento dell’associazione ci sono le numerose cariche che, secondo quanto riportato nella nota, farebbero capo allo stesso Pili. L’organizzazione chiede in particolare che venga verificata la compatibilità tra i diversi ruoli e che sia chiarita l’eventuale sovrapposizione tra incarichi di rappresentanza del mondo agricolo e funzioni di vertice all’interno di un ente pubblico economico.

La richiesta è stata indirizzata alle autorità competenti, tra cui ANAC, Regione Lazio, Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Camera di Commercio ed EPPO, affinché procedano agli accertamenti ritenuti necessari.

«Se rispondesse a verità che si concentrano in un unico soggetto così tante e così rilevanti cariche – sostiene l’associazione – ci troveremmo di fronte a una situazione di inaccettabile sovrapposizione». L’obiettivo, precisa la Caponnetto, è dunque quello di verificare documentalmente l’effettiva sussistenza di eventuali incompatibilità, senza dare per acquisita la loro esistenza.

Nel dettaglio, l’associazione richiama i ruoli indicati nella propria nota, dalla vicepresidenza regionale e presidenza provinciale di Coldiretti alla presenza negli organismi camerali, fino all’incarico commissariale alla guida del Consorzio.

La questione, secondo l’organizzazione, assume particolare rilievo anche per le funzioni svolte dall’ente e per gli interessi coinvolti, compresi quelli dei contribuenti consortili e delle organizzazioni agricole.

«Laddove le verifiche dovessero confermare la concomitanza di questi ruoli di rappresentanza sindacale e di gestione pubblicistica e impositiva – conclude l’associazione – chiediamo che vengano adottati tutti i provvedimenti necessari a tutela della par condicio tra le organizzazioni agricole, dei contribuenti consortili e della corretta gestione dei fondi comunitari e nazionali».

Per la Caponnetto, quindi, la richiesta di accertamenti nasce dalla necessità di garantire trasparenza, legalità e piena fiducia nelle istituzioni, lasciando agli organismi competenti il compito di stabilire se le cariche indicate siano effettivamente compatibili con l’incarico commissariale.

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