Concessioni balneari a Terracina, Legambiente e Mare Libero segnalano il bando all’Antitrust

Le due associazioni contestano la gara per 86 concessioni balneari e chiedono l’intervento dell’Autorità garante

Legambiente Terracina e Mare Libero bocciano senza appello il bando predisposto dal Comune di Terracina per l’assegnazione di 86 concessioni balneari e annunciano di aver presentato una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm).

Secondo le due associazioni, la procedura sarebbe stata avviata senza che il nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili (Pua) sia stato ancora approvato in via definitiva. Una situazione che, a loro avviso, genera incertezza per gli operatori e rischia di compromettere la pianificazione del litorale.

“Gare poco trasparenti e favorevoli agli uscenti”

Nel comunicato congiunto, Legambiente e Mare Libero sostengono che i bandi non garantiscano una reale apertura del mercato e che alcuni criteri finiscano per favorire chi già gestisce le concessioni.

Tra le contestazioni principali c’è il peso attribuito all’esperienza pregressa. Le associazioni evidenziano che fino a 16 punti dell’offerta tecnica vengono assegnati a chi ha avuto nella concessione l’unica fonte di reddito negli ultimi cinque anni, mentre altri 8 punti premiano chi l’ha avuta come fonte prevalente. Un meccanismo che, secondo i firmatari della segnalazione, rischierebbe di penalizzare i nuovi concorrenti.

Critiche anche sul fronte ambientale

Le associazioni contestano inoltre il limitato peso attribuito ai criteri di sostenibilità ambientale all’interno della gara.

Secondo Legambiente e Mare Libero, gli aspetti legati alla tutela ecologica e alla riduzione dell’impatto visivo avrebbero un’incidenza marginale rispetto agli altri elementi di valutazione, nonostante le concessioni abbiano una durata fino a dieci anni.

Nel documento viene inoltre evidenziato come il nuovo Pua sia ancora in fase di revisione nonostante le prescrizioni trasmesse dalla Regione Lazio nell’aprile del 2025.

Il nodo degli indennizzi ai concessionari uscenti

Un’altra criticità riguarda il sistema degli indennizzi previsti per i concessionari uscenti.

Secondo quanto riportato dalle associazioni, il bando prevede una procedura basata su perizie asseverate e un tetto provvisorio di 100mila euro per ciascuna concessione, mentre i criteri nazionali definitivi non sarebbero ancora stati stabiliti.

Legambiente e Mare Libero ritengono che questa impostazione possa creare incertezza per i nuovi partecipanti, chiamati a sostenere costi non ancora determinabili con precisione al momento della gara.

La segnalazione all’Autorità garante della concorrenza

Alla luce delle contestazioni avanzate, Mare Libero, d’intesa con Legambiente, ha formalmente trasmesso una segnalazione all’Antitrust chiedendo l’avvio di un’istruttoria per verificare eventuali violazioni delle norme a tutela della concorrenza.

L’obiettivo dichiarato è ottenere una modifica o una revoca in autotutela del bando qualora venissero riscontrati profili discriminatori o lesivi dell’interesse pubblico.

Le richieste sul futuro del litorale

Nel documento le due associazioni richiamano infine l’attenzione anche su altri temi legati alla gestione del demanio marittimo, tra cui l’accessibilità delle spiagge pubbliche, i servizi di salvamento sugli arenili liberi e la necessità di un percorso partecipativo nella definizione del nuovo Piano Arenili.

“Non è questa la gara pubblica che il litorale di Terracina merita”, affermano Legambiente e Mare Libero, che chiedono maggiore trasparenza, pari accesso alle concessioni e una gestione del mare orientata alla tutela ambientale e alla fruizione pubblica.

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