Chiarato (FdI) sul Carnevale: “Cultura popolare da rilanciare”

L’ex consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Andrea Chiarato sul Carnevale pontino: “È triste, dobbiamo rilanciare la cultura popolare”

“Siamo nei giorni di Carnevale, nelle cittadine e paesi limitrofi a Latina, si percepisce un’aria di festa spensierata sottolineata dalla contentezza dei più piccoli; stessa “normale” condizione nelle passate feste natalizie, con luci e gente che si prodiga per poter vivere al meglio tali ricorrenze.

Lo scrive, in una nota, l’ex consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Andrea Chiarato, che prosegue:

Latina, contrariamente, ha passato le feste natalizie con una tristezza greve che si respirava in ogni suo angolo, forse perché gli addobbi di Natale erano pressoché inesistenti, forse perché l’albero di Natale posizionato in Piazza del Popolo, oltre a non dimostrare una forma estetica smagliante (spesso il pomeriggio era con le luci spente) o forse per colpa di una cappa maligna che sovrasta la Città.

Oggi nei giorni di carnevale si respira la stessa aria di tristezza, mancanza di manifestazioni, mancanza di bambini in maschera (salvo rare eccezioni), mancanza di grida di gioia e impagabili sorrisi degli stessi bambini.

Tutti ricordiamo che fino a non molto tempo fa, il clima sociale di questa città non era così, si respirava aria diffusa di ottimismo, voglia di fare e intraprendere nuove iniziative in ogni campo: dal lavoro, al sociale, al divertimento, allo svago e alla cultura.

Quindi non si tratta di giudicare Latina esteticamente, bella o brutta, ma di prendere atto e visione, che la nostra città è preda della più grave patologia che può colpire una società, la tristezza e il pessimismo.

Non diamo colpa a generiche crisi, sempre presenti, basta vedere altre città e cittadine a noi vicine. La verità che la nostra città è stata bombardata, come Kiev, per fortuna non con ordigni bellici, ma da ordigni altrettanto avversi: inefficienza amministrativa e politica che ha distrutto il tessuto sociale, già molto delicato di Latina. Vediamo lo sport abbandonato a se stesso, nessuna apertura ai giovani e sportivi della città; la biblioteca, luogo di aggregazione e di incontro per giovani e meno giovani, chiusa in maniera indeterminata; manifestazioni che si ripetevano con successo da decenni, come la sfilata dei carri del Carnevale, completamente cancellata dopo trentanove anni di successo; il teatro è rimasto chiuso per anni in maniera vergognosa .

L’Amministrazione Coletta ha fallito perché non è stata in grado di dare fiducia alle persone, ai cittadini di Latina , agli imprenditori e a tutto il tessuto sociale e umano della nostra città. 

Latina versa in una strana situazione, ovvero invece di un traino lavorativo come pensiero immediato, valido per qualsiasi città (sicuramente indispensabile), ha necessità di una iniezione di fiducia in se stessa, di ottimismo, di aggregazione e di un “credo comune”. Una cultura condivisa, non di tipo istituzionale o di èlite, ma manifestazioni cittadine con il solo fine di condividere valori e tradizioni a noi vicini.

Bisogna  rilanciare una “cultura popolare” abbandonata e la prossima amministrazione dovrà farsi carico di questa esigenza”.

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