Caso Marcheselli e consulenze gratuite, la risposta dell’assessore Nasti alle interrogazioni

"La permanenza dei consulenti in Comune non può ritenersi illegittima basandosi la stessa su precipui atti amministrativi efficaci"

L’assessore al Bilancio e Patrimonio Ada Nasti, nel corso della seduta odierna del question time presieduta da Raimondo Tiero, ha dato risposta a due interrogazioni presentate dalla minoranza.

Nel primo caso, l’assessore Nasti ha replicato alla richiesta di chiarimenti in merito all’utilizzo degli uffici del Comune da parte dell’ingegnere Agostino Marcheselli; interrogazione presentata dai consiglieri Dario Bellini, Damiano e Floriana Coletta, Loretta Isotton, Valeria Campagna, Daniela Fiore, Leonardo Majocchi e Nazzareno Ranaldi.

“L’ingegnere Marcheselli – ha affermato Nasti – è stato già capo di gabinetto del Comune di Latina e, in quanto tale, ha maturato conoscenza di alcune questioni complesse che hanno avuto origine nelle precedenti consiliature ma che rivestono ancora oggi carattere di attualità. La presenza dell’ingegnere Marcheselli in Comune, limitata al periodo immediatamente successivo all’insediamento del sindaco, allora privo di staff, è stata motivata dall’opportunità ravvisata dal sindaco di potersi avvalere della sua competenza su alcuni temi di attualità politico-amministrativa. Marcheselli, quindi, ha prestato attività meramente collaborativa di confronto su temi e proposte. Non ha avuto una disponibilità esclusiva di locali, ma solo la possibilità di stazionare per brevi momenti in una stanza, ancora non assegnata ad alcuno, diventata la stanza di tutti, per colloquiare con alcuni amministratori in merito alle questioni complesse di vicende amministrative ancora di attualità. Marcheselli non ha svolto alcuna attività di lavoro autonomo o di lavoro dipendente presso l’ente; non è stato sottoscritto alcun contratto di locazione o comodato tra il Comune e il professionista per lo svolgimento di attività di lavoro autonomo di natura privata e, conseguentemente, non è stato versato alcun canone di locazione”.  

La seconda interrogazione, a cui l’assessore Nasti ha dato risposta, ha riguardato gli incarichi di consulenza a titolo gratuito, oggetto delle delibere di giunta 11 e 20 del 2023, conferiti agli avvocati Giacomo Mignano e Alessandro Marfisi e alla professoressa Nicoletta Zuliani. Secondo i consiglieri interroganti, Dario Bellini, Damiano e Floriana Coletta e Loretta Isotton, il conferimento di incarichi a titolo gratuito avrebbe violato il nuovo Codice degli appalti, entrato in vigore il primo luglio scorso. L’assessore Nasti, in replica, ha evidenziato “l’errata rappresentazione del contesto giuridico di riferimento, non rientrando il caso nella disciplina del Codice degli appalti, bensì nella disciplina del decreto legislativo 165 del 2001, che all’articolo 7 prevede la possibilità per le amministrazioni pubbliche di conferire incarichi individuali ad esperti di particolare e comprovata specializzazione”.

“Il carattere eventuale ed occasionale degli incarichi di consulenza oggetto di deliberazione, l’assenza di una previsione del numero ben definito, la mancata individuazione puntuale dell’oggetto e della consistenza di ciascun incarico, non li rende infatti assoggettabili al Codice degli appalti per la conseguente assenza del presupposto oggettivo da porre eventualmente in sede comparativa”.

L’assessore Nasti ha concluso il suo intervento citando il parere richiesto al segretario generale dell’ente municipale, in base al quale  gli incarichi, oggetto di interrogazione non soggiacciono alla disciplina del Codice degli appalti.

“Alla luce di quanto premesso – ha concluso Nasti – la permanenza dei consulenti in Comune non può ritenersi illegittima basandosi la stessa su precipui atti amministrativi efficaci ed altrettanto legittime devono ritenersi le consulenze dagli stessi prestate”. 

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