Capitale in aumento di 30 milioni per Acqualatina, Lbc chiede trasparenza e accesso agli atti

Per il movimento non si può sottovalutare una decisione di così grande portata, passata appunto quasi in sordina in piena estate

Per la società Acqualatina si prepara un aumento di capitale di ben 30 milioni di euro, da 23.661533 euro a 53.6611.533. La proposta sarà discussa in un’assemblea straordinaria dei soci già convocata il prossimo 17 settembre. Una notizia che è passata quasi sotto silenzio e per la quale Lbc ha inoltrato una richiesta urgente di accesso agli atti al Comune di Latina.

“Ancora una volta, con l’amministrazione Celentano, il Consiglio comunale di Latina rischia di non essere messo nelle condizioni di affrontare con la necessaria consapevolezza e profondità di analisi una decisione che avrà ripercussioni economiche dirette sul bilancio comunale e sui cittadini – spiegano i consiglieri comunali di Lbc, Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton – È una dinamica che purtroppo si ripete: progetti strategici e di grande impatto, come quello del più grande impianto di accumulo di energia in Europa previsto a Borgo Sabotino, non sono mai passati né in Commissione né in Consiglio comunale. Il caso di Acqualatina è solo l’ennesimo esempio di una gestione che tende a comprimere i tempi e a sottrarre la discussione politica ai luoghi deputati dalla democrazia locale: commissioni e Consiglio comunale”.

“Ora si chiede di finanziare con centinaia di migliaia di euro di fondi comunali una società che distribuisce ogni anno milioni di euro di dividendi ai propri azionisti; ha già beneficiato di ingenti risorse del Pnrr; applica una tariffa già alta pur continuando a offrire un servizio inefficiente, con una dispersione idrica superiore al 70%, tra le peggiori in Italia – aggiunge il gruppo di Latina Bene Comune – Per queste ragioni riteniamo che una discussione trasparente e partecipata sia doverosa, soprattutto alla luce del fatto che Latina è il principale azionista pubblico di Acqualatina con il 10% delle quote: un eventuale aumento di capitale si tradurrebbe in centinaia di migliaia di euro sottratti ad altri servizi essenziali per la comunità”.

Per il movimento non si può sottovalutare una decisione di così grande portata, passata appunto quasi in sordina in piena estate. È necessario invece approfondire subito il caso anche perché l’assemblea dei soci è imminente – aggiunge la segretaria di Lbc, Elettra Ortu La Barbera – Ricordiamo inoltre che 26 milioni di italiani, con il referendum del 2011, hanno espresso chiaramente la volontà di una gestione pubblica dell’acqua, così come a Latina siamo riusciti a rendere pubblica la raccolta dei rifiuti. La destra continua invece a spingere verso modelli privatistici. E questa proposta di aumento di capitale di Acqualatina è l’ennesima dimostrazione delle pulsioni che certo mondo politico ha verso le richieste del privato a scapito del pubblico. A questo punto la domanda è inevitabile: la maggioranza Celentano, o parte di essa, cosa intende fare? La città ha il diritto di saperlo e il Consiglio comunale deve essere messo nelle condizioni di decidere alla luce del sole”.

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