Campagna, Fiore, Majocchi su Acqualatina: “Celentano tutela interessi di partito a discapito dei cittadini”

I consiglieri dem: "Da tre anni la sindaca Celentano prova, senza riuscirvi, a recitare il ruolo di guida del capoluogo"

“Da tre anni la sindaca Celentano prova, senza riuscirvi, a recitare il ruolo di guida del capoluogo”. A dichiararlo i consiglieri comunali del Partito Democratico Valeria Campagna, Daniela Fiore e Leonardo Majocchi. “Ricordiamo bene i dirigenti del centrodestra, sicuri di sé in campagna elettorale, annunciare che con loro Latina sarebbe tornata grande, capace di dettare l’indirizzo all’intera provincia. Una sorta di “make Latina great again”, che abbiamo sempre trovato triste e persino grottesco, soprattutto sulle labbra di chi non si accorge della miseria del potere che in realtà esercita. In questi anni l’ostentazione della c.d. “filiera di governo” ha prodotto in primis una subalternità di Latina alle logiche di partito romane, ma anche degrado e numerose scelte che hanno penalizzato il nostro territorio (vedi le questioni su Rio Martino, il dimensionamento scolastico e, da ultimo, la questione ZES, con Latina clamorosamente esclusa)”. “Il caso Acqualatina, con le parole della Celentano apparse stamane sulla stampa, è l’ennesima prova dell’irrilevanza politica e dell’incapacità della Sindaca Celentano: si limita a fare da megafono di altri, senza incidere, senza guidare, senza aprire un confronto reale” affermano i consiglieri.

Sulla vicenda Acqualatina al momento si valuta un aumento di capitale che costerebbe ai comuni decine di milioni di euro, senza avere però progettualità, dati chiari, un piano trasparente di investimenti e senza un reale coinvolgimento dei Comuni stessi. “Ancora una volta si convoca un’assemblea straordinaria a giochi fatti, scaricando sui cittadini e sui bilanci comunali il peso di scelte oscure e prese altrove”. “Gli appelli lanciati dalla sindaca non producono indirizzo politico, non aprono discussioni, non incidono in maniera concreta. Non sono le parole di chi guida un capoluogo, ma di chi fa gli interessi di una parte. E non certo dei cittadini, come purtroppo era facile prevedere. Non a caso, la Sindaca Celentano aveva già dichiarato qualche settimana fa che per lei “l’obiettivo primario è la salvaguardia di Acqualatina e la sopravvivenza stessa di una realtà fondamentale per il territorio”. Noi la pensiamo diversamente: va salvaguardato il servizio pubblico e la tutela della cittadinanza, non certo la mera sopravvivenza di un assetto societario infruttuoso”.

“Il PD e i nostri sindaci si sono sempre comportati responsabilmente agendo nell’interesse dei cittadini/utenti. Non servono appelli moralistici al confronto privi di proposta politica ed operativa che è totalmente assente nella missiva della Sindaca di Latina. L’attuale stallo deriva dal chiaro tentativo del centrodestra di monopolizzare la governance di Acqualatina ignorando il dissenso di tanti enti locali e, di conseguenza, la volontà della cittadinanza. La nostra condotta responsabile non è in discussione e siamo sempre disponibili a ragionare nel merito delle questioni; sarebbe invece auspicabile che la Sindaca e la destra riconoscessero le proprie responsabilità e ricominciassero da un onesto mea culpa. Ad oggi la città di Latina è rappresentata da una maggioranza silenziosa e subordinata. Più che scrivere lettere ai sindaci, la Sindaca inizi ad anteporre la difesa dei cittadini alla tutela delle logiche di partito e chieda trasparenza e responsabilità su un bene comune come l’acqua” concludono i consiglieri Campagna, Fiore e Majocchi.

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