Calvani (Agricoltori Traditi): “Sanremo non serve più, gli italiani hanno capito la nostra battaglia”

Il leader degli Agricoltori Traditi aggiunge poi: "Lollobrigida? Chiediamo le dimissioni per manifesta incapacità"

“È ovvio che la nostra protesta non è basata su Sanremo. Certo, Sanremo poteva essere una vetrina importante all’inizio perché dovevamo parlare agli italiani, che però ormai ci ascoltano, ci seguono, qualcuno ci critica anche, e ci sta: l’importante è che siano a conoscenza di questa nostra battaglia. Quindi Sanremo non ci serve più, anche perché non si capisce bene come funziona la”, a dichiararlo ai microfoni di Radio Cusano nel corso della trasmissione ‘L’Italia s’è desta’, condotta dal Direttore Gianluca Fabi e da Roberta Feliziani, è Danilo Calvani, leader Agricoltori Traditi.

“Prima ci hanno chiamato per andare lì tant’è che Amadeus, durante la consueta conferenza stampa, aveva comunicato che ci avrebbe appunto ricevuti. Poi però è successo qualcosa e la sera stessa la Rai ha stoppato tutto dicendo che non c’era alcun accordo a riguardo”. E circa il comunicato che verrà letto a Sanremo afferma “noi abbiamo il nostro, ma verrà letto quello degli altri (‘Riscatto Agricolo’ ndr). Non vogliono che parliamo noi. Ciò non vuol dire che siamo divisi; semplicemente noi, a differenza degli altri, non vogliamo avere nulla a che fare con la politica”. E prosegue “quello che noi abbiamo detto, programmato e ideato sta andando come vogliamo, anzi anche di più perché non credevamo in questo seguito”. Riguardo invece a una ipotizzata candidatura di Calvani nella Lega “smentisco clamorosamente! Ho fatto giuramento davanti a tutti e l’ho preteso anche da coloro che hanno un ruolo attivo dentro questa lotta. Io non sono e non sono mai stato candidato con la Lega, e non ho nulla a che fare con gli altri partiti”. E su Lollobrigida “chiediamo le dimissioni del Ministro per il comportamento disonesto e per manifesta incapacità. È incapace perché chi parla a noi della Coldiretti non parla a nome degli italiani. Inoltre, dire tre o quattro cose diverse nel giro di una settimana è palese dimostrazione di inadeguatezza”.

Rispetto ha un eventuale compromesso con l’Europa, Danilo Calvani ha spiegato “Questa domanda bisognerebbe farla agli agricoltori di tutti i paesi europei che si stanno ribellando, tutti nessuno escluso. L’Europa ha imposto dei vincoli, forse anche giusti, che io non contesto; viceversa contestiamo il fatto che, se l’Europa impone a noi dei vincoli, perché fa entrare merce dall’estero senza che quei vincoli vengano necessariamente rispettati? Questa non è solo concorrenza sleale -chiosa- è un cappio al collo. Oggi non è più accettabile quello che sta succedendo, stiamo morendo; ricordo che il 40% delle aziende in meno di 10 anni ha chiuso”.

C’è anche il tema della tassazione per gli agricoltori che, secondo Calvani, “è una goccia che fa traboccare il vaso”, e spiega “se noi rimaniamo autonomi, lavoriamo di più e paghiamo anche il doppio delle tasse, non è questo il problema. Quegli pseudo finanziamenti che danno agli agricoltori -poi sempre agli stessi, che sono una piccola minoranza- noi non li vogliamo proprio. Quindi, ci facessero lavorare, creiamo benessere e quei soldi, piuttosto, potrebbero essere investiti in sanità o per la povera gente. Noi chiediamo solo una concorrenza leale. Siamo in grado di creare lavoro, indotto e benessere, come è sempre stata la nostra storia. Se la tassazione è il triplo perché serve al paese e noi creiamo reddito, noi la paghiamo, come è giusto che sia. Ma in questo momento non siamo in condizioni di pagarla, è un disastro”.  Infine, circa l’eventuale manifestazione con trattori sul Raccordo “Ma non ci va nessuno, non credete a queste cose, come la marcia su Roma lunedì, voi ne avete visto uno? Non possiamo farlo, la questura non lo permette”.

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