Azienda Speciale Terracina nel caos, la FP CGIL prepara lo stato di agitazione

Sindacato durissimo dopo le dimissioni del vice direttore: “A rischio stipendi, contributi e continuità dei servizi sociali”

Clima sempre più teso all’interno dell’Azienda Speciale Terracina, dove la FP CGIL Frosinone-Latina annuncia la convocazione di un’assemblea generale del personale finalizzata alla proclamazione dello stato di agitazione.

Alla base della protesta ci sarebbero il prolungato stallo amministrativo dell’Ente, il concorso per il direttore generale ancora fermo e le recenti dimissioni del vice direttore pro-tempore Vittorio Rossetti.

Assemblea convocata il 26 maggio

Il sindacato ha convocato lavoratrici e lavoratori dell’Azienda Speciale per il prossimo 26 maggio, dalle 10 alle 12, presso il Comune di Terracina.

Tra i punti all’ordine del giorno figurano l’analisi della situazione gestionale dell’Ente, la valutazione dei rischi amministrativi e la possibile proclamazione ufficiale dello stato di agitazione.

“Manca una direzione stabile”

Nel comunicato diffuso oggi, la FP CGIL parla apertamente di “vuoto decisionale” e di assenza di una figura con poteri di firma ordinaria e straordinaria.

Secondo il sindacato, questa situazione starebbe mettendo a rischio la regolarità degli atti amministrativi e contabili, con possibili ripercussioni anche sul pagamento degli stipendi e dei contributi previdenziali dei dipendenti.

Servizi sociali sotto pressione

L’Azienda Speciale Terracina gestisce servizi considerati centrali per il welfare cittadino: assistenza domiciliare, supporto alle persone fragili, servizi per la disabilità, asili nido e interventi sociali sul territorio.

Per la FP CGIL, il rischio concreto è che la paralisi amministrativa possa avere conseguenze dirette sulla continuità dei servizi destinati alle famiglie e alle fasce più vulnerabili della popolazione.

Sindacato contro la politica locale

Molto duro anche il passaggio dedicato al quadro politico cittadino. Nel comunicato il sindacato accusa istituzioni e forze politiche locali di essere “distanti anni luce dai problemi reali” e di restare bloccate in “beghe interne” mentre l’Azienda rischierebbe il collasso gestionale.

“Lo stato di agitazione è solo il primo passo”

La FP CGIL lancia infine un appello alla partecipazione del personale e chiede risposte immediate sulla governance dell’Ente.

In assenza di soluzioni rapide, avverte il sindacato, la proclamazione dello stato di agitazione potrebbe rappresentare soltanto l’inizio di una mobilitazione più ampia.

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