Aumento di capitale sociale di Acqualatina: Cisterna dice no

Il Consiglio comunale di Cisterna ha dato mandato al Sindaco di votare contro l’aumento di capitale da 30 milioni di euro

Il Consiglio comunale di Cisterna ha detto NO all’aumento di capitale sociale di Acqualatina S.p.A. Nella seduta di ieri mattina, è stata approvata la deliberazione con la quale il Consiglio comunale dà mandato al Sindaco Valentino Mantini di esprimere voto NON favorevole alla proposta del CdA di aumento di capitale sociale da 23.661.533 euro a 53.661.533 euro. Trenta milioni di aumento di capitale sociale, mediante l’emissione di nuove azioni, che saranno oggetto della riunione dell’Assemblea dei soci di Acqualatina S.p.A. Il Comune di Cisterna partecipa alla società Acqualatina S.p.A., società mista pubblico-privata che gestisce il servizio idrico integrato nell’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) n. 4 – Lazio meridionale, con una quota pari al 3,09% del capitale sociale. «La proposta di aumento di capitale sociale da 30 milioni di euro non è correlata ad un Piano industriale di sviluppo e investimento in grado di garantire un miglioramento delle infrastrutture delle condotte idriche – ha detto l’assessora al bilancio e tributi Maria Innamorato –. Non abbiamo mai ricevuto un Piano industriale sugli interventi che la società vuole fare, né tantomeno un Piano di ristrutturazione aziendale, che è previsto nelle situazioni di difficoltà economica come quelle paventate da Acqualatina. Abbiamo invece sotto agli occhi una rete idrica fatta di cospicue perdite d’acqua dalle condotte, una dispersione idrica di circa il 70% che grava sulle bollette dei cittadini. Chiaramente, un eventuale aumento di capitale sarebbe un aggravio di oneri a carico degli utenti. Nell’ipotesi in cui Cisterna avesse aderito all’aumento prospettato, sarebbe stata costretta a sostenere un aumento della propria partecipazione azionaria di 927mila euro».

Nella deliberazione di Consiglio comunale, inoltre, viene citato il contenzioso legale tra il Comune di Cisterna e Acqualatina S.p.A. “volto al recupero dei ratei di ammortamento dei mutui contratti dall’Ente per opere afferenti al Servizio Idrico Integrato”. Il valore complessivo è di quasi 6 milioni di euro che il Comune di Cisterna richiede ad Acqualatina, per le vie legali. “In questo contesto – si legge nella deliberazione approvata dal Consiglio comunale – un’eventuale adesione all’aumento di capitale risulterebbe potenzialmente pregiudizievole per il Comune, in quanto comporterebbe il finanziamento di un soggetto attualmente coinvolto in un rilevante contenzioso giudiziario con l’Ente stesso; tale circostanza, sotto il profilo della prudenza amministrativa, appare incompatibile con l’erogazione di nuove risorse pubbliche a favore della società in questione, esponendo l’Ente al rischio di pregiudizio erariale”. «Il Consiglio comunale di Cisterna ha dato mandato al Sindaco di votare contro l’aumento di capitale da 30 milioni di euro – ha affermato il Sindaco Valentino Mantini – ed è quello che farò nell’Assemblea dei Soci di Acqualatina. Non possiamo sottrarre dalle casse del nostro Comune 927 mila euro, la quota che grava su Cisterna, da bisogni più importanti e impellenti per la nostra comunità come la manutenzione stradale, i servizi sociali, le scuole. La posizione di questa Amministrazione comunale è stata sempre chiara: abbiamo votato contro gli ultimi 4 bilanci di Acqualatina S.p.A., sin dal nostro insediamento».

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