Aumento di capitale di Acqualatina, la richiesta delle opposizioni: “Subito un consiglio comunale”

"È il momento che i sindaci trovino compattezza e dicano un chiaro no a questa richiesta di aumento di capitale"

I gruppi consiliari di opposizione in Consiglio comunale a Latina hanno formalmente richiesto alla sindaca Matilde Celentano e al presidente del Consiglio Raimondo Tiero la convocazione urgente di una seduta monotematica dedicata alla proposta del CdA di Acqualatina di modificare lo statuto e aumentare il capitale sociale per 30 milioni di euro. «La richiesta del CdA – spiegano i consiglieri di Lbc, Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Per Latina 2032 – è ingiustificata e inaccettabile. Nonostante i bilanci in utile, Acqualatina chiede ai Comuni risorse aggiuntive per coprire crediti non riscossi e debiti verso fornitori. Questo significa scaricare sui cittadini e sulle amministrazioni locali le inefficienze di gestione della società. La parte di Latina per la ricapitalizzazione supererebbe i 3 milioni di euro, in un momento in cui le risorse sono già insufficienti per garantire servizi essenziali come welfare e assistenza». Per le opposizioni si tratta di un passaggio decisivo che deve essere affrontato in maniera trasparente nelle sedi istituzionali: «Non è accettabile che si prenda una decisione di questa portata senza un confronto pubblico. Per questo abbiamo chiesto un consiglio comunale monotematico, aperto e partecipato, in cui discutere le scelte da intraprendere e valutare atti di indirizzo chiari da sottoporre all’assemblea dei sindaci dell’Ato 4».

«Il passaggio in Consiglio comunale – continuano – è obbligatorio per autorizzare un aumento di capitale. Il 17 settembre, data in cui si dovrebbe tenere l’Assemblea straordinaria dei soci chiamata a esprimersi su questa operazione, è ormai alle porte. Quando questa maggioranza pensava di affrontare un tema così rilevante? I tempi sono stretti, considerando anche i 5 giorni necessari per convocare un consiglio. È assurdo che, nonostante l’urgenza e la rilevanza della questione, siano ancora le opposizioni a dover sollecitare una seduta ad hoc». Le forze di minoranza rilanciano inoltre l’alternativa alla ricapitalizzazione: la ripubblicizzazione del servizio idrico. «Quei 30 milioni – sottolineano i consiglieri – dovrebbero essere investiti non per coprire le mancanze di un gestore privato, ma per rilevare le quote del socio privato e restituire ai cittadini un servizio pienamente pubblico, nel rispetto del referendum del 2011. Con una cifra persino inferiore, stimata in circa 11 milioni di euro, sarebbe possibile acquisire il 49% della società oggi in mano ai privati e riportare l’acqua sotto controllo pubblico. Diversamente, si finirebbe per socializzare le perdite e privatizzare i profitti, a danno dei cittadini e dei Comuni». «È il momento che i sindaci trovino compattezza e dicano un chiaro no a questa richiesta di aumento di capitale. Latina – concludono – deve farsi portavoce di una battaglia a difesa dell’acqua come bene comune, riportando al centro le scelte compiute dai cittadini e dalle istituzioni locali negli anni scorsi. L’unica via credibile per garantire un futuro al servizio idrico è la ripubblicizzazione».

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