Nessuna intenzione di interferire con il lavoro della magistratura, piuttosto l’invito a valutare l’impatto che determinate scelte possono avere sulla credibilità delle istituzioni e sulla percezione di imparzialità dell’azione amministrativa.
È questo, in sostanza, il contenuto di una nota che l’associazione Libera ha inviato sull’intenzione di mantenere l’incarico al tecnico coinvolto nell’inchiesta sulla turbativa d’asta per l’aggiudicazione della gara d’appalto sui trasporti, procedimento nel quale sono coinvolti l’ex sindaco Terra e l’allora assessore ai Lavori Pubblici Caporaso.
La nota, firmata da Gianpiero Cioffredi, coreferente regionale di Libera e Mario Balzano, referente Presidio “Francesco Borrelli” Aprilia, affronta un tema spinoso, mai finora toccato da nessuno e che riguarda, di riflesso, anche il pronunciamento sull’incandidabilità dei politici coinvolti nell’inchiesta.
“La fiducia nelle istituzioni si fonda non soltanto sul rispetto formale delle norme, ma anche sulla capacità di adottare scelte che alimentino nei cittadini il bisogno di cambiamento e rigenerazione profonda in una comunità che ha pagato un prezzo elevato alle infiltrazioni criminali e alle distorsioni della vita pubblica – è scritto nel comunicato stampa dell’associazione – Libera continuerà a svolgere il proprio ruolo di presidio civico per la promozione della legalità democratica, della trasparenza amministrativa e della partecipazione dei cittadini, nella convinzione che la fiducia nelle istituzioni, lievito potente della democrazia, si costruisca attraverso comportamenti chiari, coerenti e pienamente comprensibili alla collettività. La vicenda ripropone inoltre una questione che merita una riflessione a livello nazionale”.
“Se lo scioglimento di un Comune per infiltrazioni mafiose rappresenta uno degli strumenti più incisivi di tutela delle istituzioni democratiche, appare necessario interrogarsi sull’adeguatezza delle norme che disciplinano la gestione degli enti durante il periodo commissariale – concludono da Libera – Esperienze come quella di Aprilia evidenziano l’opportunità di valutare modifiche legislative che garantiscano criteri più stringenti e trasparenti nella conferma o nell’avvicendamento dei dirigenti e dei funzionari coinvolti, a qualsiasi titolo, in vicende che possano incidere sulla credibilità dell’amministrazione”.
La replica della commissione non si è fatta attendere, l’ente ha immediatamente difeso la scelta di mantenere nello stesso incarico il dirigente coinvolto nella inchiesta: “La proroga si è resa necessaria per garantire il completamento di importanti progetti strategici
già avviati e finanziati con risorse del PNRR, oggi nella fase conclusiva di realizzazione e rendicontazione – dicono le commissarie – l’obiettivo è assicurare continuità amministrativa e portare a termine interventi fondamentali per il futuro della città, evitando ritardi che potrebbero compromettere l’utilizzo dei finanziamenti ottenuti. Tra le opere interessate figurano interventi di rigenerazione urbana destinati a restituire spazi verdi, aree attrezzate e luoghi di aggregazione nelle zone periferiche, contribuendo a migliorare la qualità della vita dei cittadini e a valorizzare quartieri che per anni hanno atteso investimenti significativi”.
Una decisione, quella difesa e sostenuta dall’ente di Piazza Roma, destinata ad accendere ulteriori discussioni.