Aprilia – Fuori gli incandidabili, la politica locale pensa a nuovi scenari 

Terra e Principi perdono il diritto al voto passivo, Caporaso invece resiste. Nulla è deciso, manca ancora la posizione del Ministero dell’Interno

Gli ex sindaci di Aprilia, Antonio Terra e Lanfranco Principi, non potranno ricandidarsi alle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Aprilia: la decisione è stata presa dal Ministero dell’Interno dopo che, nell’aprile del 2025, il consiglio comunale di Aprilia è stato sciolto per infiltrazioni. La decisione non ha, invece, coinvolto Luana Caporaso, che nel 2023 rappresentò lo schieramento civico alle elezioni del 2023 in veste di candidata sindaca. 

Tutti e tre gli ex amministratori hanno governato fianco a fianco da 2018 al 2023, e tutti, Luana Caporaso compresa, sono stati coinvolti nelle intercettazioni e nelle indagini della magistratura, che con l’operazione Assedio ha cancellato il consiglio comunale di Aprilia e affidato le sorti della città ad una commissione straordinaria. Diversamente da Terra e Principi, quest’ultimo alle prese con un lungo processo che lo vede accusato di vari reati, Caporaso non ha perso il diritto di elettorato passivo, secondo la commissione elettorale presso il Tribunale di Latina; ma sulla decisione che rende l’ex delfina di Terra candidabile, potrebbe appellarsi il Ministero dell’Interno. 

Naturalmente, malgrado la sua esperienza trentennale in consiglio comunale, l’ex sindaco Terra non ci sta a fermare la sua carriera politica, o magari ascesa visto che non sono mai mancate velleità di ricoprire scranni più importanti, come quello di consigliere regionale o, perché no, di parlamentare. Lo stop di due anni, anche se il timer non sappiamo ancora quanto partirà, essendo non chiara la data della prossima tornata elettorale, se per Lanfranco Principi il capitolo candidature si chiude qui, le sorti di Terra e Caporaso non sono solo legate ai loro percorsi personali, ma anche a quelli dello schieramento di cui sono parte integrante.  

L’aspetto politico di questa vicenda è che il coinvolgimento in una inchiesta molto pesante, con anche l’esclusione dalle prossime elezioni – almeno per Terra – potrebbero rappresentare una pietra tombale sullo schieramento civico che, sotto la guida di Domenico D’Alessio nel 2009 riuscì a strappare a destra e a sinistra la guida della città, puntando sul risanamento delle casse comunali e, soprattutto, sulla moralità in politica. Questo vuol dire che, volendo prefigurare futuri scenari, il fuori gioco dei due big – uno del centrodestra e l’altro dei civici – fa sì che si rimescolino le carte. Il centrodestra alle prese con l’incomunicabilità tra i suoi referenti maggiori, ma capace al momento opportuno di serrrare le fila, potrebbe puntare sull’ex presidente del consiglio Salvatore Lax, oppure alla figura – sempre ricorrente in ogni competizione – dell’imprenditore prestato alla politica, una figura di berlusconiana memoria; mentre il centrosinistra potrebbe ritrovarsi intorno alla figura di Davide Zingaretti, giovane, ma la cui ascesa inarrestabile sembra precludere qualsiasi altra alternativa, preferendogli addirittura una donna, che per i progressisti, si sa, non può rappresentare l’emblema del cambiamento. 

A questo punto il terzo polo, o ciò che resta dello schieramento civico, dopo il fuggi fuggi provocato dall’inchiesta Assedio, che si ritrova polarizzato su Davide Tiligna, potrebbe giocare una posizione interessante. Senza vincoli tra destra e sinistra e senza una figura ingombrante, politicamente parlando, come quella di Terra, i civici potrebbero raccogliere gli scontenti di ogni dove e formare uno schieramento competitivo. Un polo moderato, lontano dagli estremismi e dai condizionamenti della politica nazionale, vezzo che spesso ha creato divisioni nella politica locale. E nella prospettiva, di eleggere davvero un apriliano alla Regione. Saranno capaci i cittadini, almeno in questa circostanza, a dimostrare cura per la loro città? Malgrado tutte le vicissitudini, alcune poco felici sotto l’aspetto personale per alcuni dei protagonisti di questa vicenda, che tutti vorremmo si risolvessero presto, le prossime elezioni comunali si annunciano avvincenti. 

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Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

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