Una rivoluzione sociale e politica: ecco cosa propone per Aprilia Matteo Ferrara, professore, impegnato nella sua città anche socialmente e candidato alle ultime elezioni, iscritto del Partito Democratico. Irrompe sulla scena con un messaggio, in un momento di stagnazione del dibattito, il suo monito ha sicuramente l’obiettivo di stanare gli schieramenti che si stanno formando e, provocatoriamente, di mettere nuovamente al centro la politica e il futuro della città.
Affida ad una nota stampa il suo pensiero, sicuramente una uscita che farà molto discutere.
“Aprilia non può più sopravvivere nel pantano sibaritico del degrado morale – esordisce così nel comunicato stampa – degrado che è anche politico e sociale in cui è stata trascinata negli ultimi anni. Commissariamenti. Caos amministrativo. Infiltrazioni mafiose. Sparatorie. Paura. Immobilismo. Sempre gli stessi nomi. Sempre gli stessi teatrini. Sempre gli stessi professionisti della politica che parlano, promettono, galleggiano… mentre la città affonda”.
Secondo Ferrara servirebbe ad Aprilia una figura che sparigli e che osi andare oltre la solita e vecchia politica. Sicuramente nei metodi.
E lancia un suo programma elettorale, mettendo al centro la cultura: aria fresca, innovazione, gioventù e sapienza, moralità e amore per il bello.
“Serve qualcuno libero, libero dai partiti tossici, dai poteri forti, dagli interessi personali, dai compromessi e dalle clientele e, soprattutto al fianco dei deboli”, puntualizza.
Chi è Matteo Ferrera? Ha 35 anni e non ho mai fatto politica perché, dice, “non mi è mai stata data una possibilità. Ed è proprio questo il punto”. “Perché chi ha fatto politica fino ad oggi ha consegnato Aprilia a un declino morale senza precedenti. Basta coi dinosauri della politica locale. Basta coi volti logori che hanno trasformato il Comune in una tragicommedia permanente. Nel 2027-2028 sono pronto a scendere in campo come candidato a sindaco per una rivoluzione morale. O con un mio soggetto politico oppure mi metto a disposizione per una forza politica che, però, presenti un progetto concreto, onesto e trasparente”.
“Una rivoluzione fatta di giovani competenti, indipendenti, onesti, freschi. Persone che lavorano, studiano, vivono la città reale e non i salotti sibaritici del potere autoreferenziale. La politica deve tornare ad essere servizio, non privilegio. Deve tornare ad essere coraggio, non convenienza. Deve tornare ad essere pulizia, non sopravvivenza”.
La domanda che adesso tutti si staranno facendo è la seguente: con chi Matteo Ferrera si candiderà? Quali forze arriveranno a sostenerlo? la sua è una provocazione oppure conta realmente sull’aiuto di forze politiche e civiche? Si attendono riscontri.