Conti e Commissione Straordinaria, il PD di Aprilia attacca

Dura nota del PD: "Il sistema di cumulo delle tariffe ostacola la regolarizzazione e incrina il rapporto tra cittadino e amministrazione"

Nuova bufera sui conti del Comune di Aprilia. Al centro delle polemiche c’è la Delibera Commissariale n. 54, che introduce un pesante aggiornamento dei diritti di istruttoria per il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) e il settore Ambiente.
Un provvedimento che ha immediatamente sollevato il malcontento di residenti e operatori economici, e su cui interviene con durezza il Partito Democratico locale.
“Non è un adeguamento tecnico, ma una scelta politica”. Secondo il partito del centrosinistra, i rincari non possono essere liquidati come semplici correzioni contabili di routine. L’impatto sul tessuto economico cittadino rischia infatti di essere pesante.

“Quando aumentano i costi per presentare una pratica, ottenere un’autorizzazione o regolarizzare una posizione, si compie una scelta che ha effetti concreti su cittadini e attività economiche”, attacca Federico Ogbonna del PD di Aprilia. “Tutto questo avviene in una fase in cui sarebbe invece necessario favorire investimenti, iniziative e regolarizzazioni, non renderli più onerosi”.

Per comprendere la portata del provvedimento, il Partito Democratico ha analizzato direttamente le cifre contenute nel nuovo tariffario, mettendole a confronto con il recente passato: per quanto riguarda le istruttorie ordinarie mentre nel 2021 un procedimento standard SUAP per autorizzazioni o concessioni richiedeva 75 euro, oggi, per molte categorie, la stessa voce balza a 250 euro. Le attività economiche colpite sono diverse, i rincari da 250 euro colpiranno direttamente le medie strutture di vendita, i nidi d’infanzia, le strutture socio-assistenziali e le farmacie che intendono avviare nuove aperture o ampliamenti.

Le nuove disposizioni rischiano di penalizzare anche il settore degli eventi locali e dell’associazionismo e quindi la libertà di espressione. Chiunque voglia organizzare una manifestazione pubblica dovrà fare i conti con spese di gestione amministrativa decisamente più elevate come il suolo pubblico: per ottenere l’occupazione delle aree comunali la tariffa fissa sale a 100 euro mentre per i locali di pubblico spettacolo, l’intervento ispettivo e autorizzativo della Commissione Comunale di Vigilanza può arrivare a costare fino a 500 euro.

“Non si tratta di ritocchi marginali”, conclude Ogbonna. “Sono aumenti che incidono direttamente sulle tasche di chi vuole aprire un’attività o organizzare un evento nel pieno rispetto delle regole”. La palla passa ora alla gestione commissariale, chiamata a rispondere alle proteste di una piazza che vede allontanarsi la ripresa economica.

Oltre al ritocco all’insù delle singole voci, l’analisi del Partito Democratico svela un cambiamento radicale – e decisamente più oneroso – nel metodo di calcolo delle tariffe, che rischia di penalizzare i progetti più complessi. Ogbonna lo spiega molto chiaramente: fino ad oggi, se una pratica comprendeva più procedimenti amministrativi riconducibili allo stesso codice identificativo, l’amministrazione applicava generalmente un’unica tariffa, ovvero quella dall’importo più elevato. Con il nuovo sistema, invece, gli importi di ogni singolo procedimento vengono sommati. Non si tratta di un semplice dettaglio burocratico: questo meccanismo a cumulo farà lievitare esponenzialmente il costo complessivo delle pratiche più articolate, colpendo duramente chi deve affrontare gli iter autorizzativi più tortuosi.

Le critiche più aspre del PD, però, si concentrano sulle tariffe ambientali. Secondo gli esponenti del Partito Democratico, la scelta di colpire i procedimenti legati alla tutela del territorio rappresenta un controsenso rispetto ai doveri di transizione ecologica e legalità. L’autorizzazione allo scarico delle acque reflue domestiche e assimilate schizza da 50 a 200 euro (+300%), mentre il rinnovo costerà 100 euro; la presa d’atto delle fosse a tenuta arriva a 300 euro.

Altro che Green Economy, le procedure abilitative semplificate per gli impianti da fonti rinnovabili passano da 150 a 500 euro – più che triplicate – mentre le tariffe per le attività estrattive e per la gestione dei rifiuti salgono da 300 a 500 euro. I permessi per le attività rumorose temporanee raddoppiano da 150 a 300 euro. A questo quadro si aggiunge l’introduzione di nuove tasse prima inesistenti, come i 60 euro per i pareri su impatto acustico, industrie insalubri e utilizzo agronomico degli effluenti di allevamento, e i 50 euro richiesti persino per l’autorizzazione all’abbattimento di alberi su aree private.

“Più che un semplice adeguamento tecnico, questa ennesima delibera assunta dalla Commissione Straordinaria sembrerebbe trasformare i diritti di istruttoria in uno strumento di riequilibrio finanziario collegando di fatto l’aumento delle tariffe alla necessità di incrementare le entrate extratributarie e contribuire alla riduzione del disavanzo. È un passaggio che merita attenzione, perché sposta il significato stesso dei diritti di istruttoria: da corrispettivo per un servizio amministrativo a leva utilizzata per sostenere gli equilibri finanziari dell’Ente” continua il Partito Democratico.

Una scelta politicamente molto pesante, perché rischia di trasformare cittadini, professionisti, tecnici e imprese nel bancomat delle difficoltà di bilancio dell’Ente, perché chi presenta una pratica non lo fa per ottenere un vantaggio particolare, ma spesso per adempiere a un obbligo, regolarizzare una situazione, rispettare norme ambientali, avviare un’attività o svolgere correttamente un procedimento previsto dalla legge.

“Una pubblica amministrazione moderna dovrebbe incentivare la regolarità, favorire l’emersione delle attività, semplificare il rapporto con cittadini e imprese e rafforzare la fiducia nelle istituzioni. Quando invece il messaggio che arriva è che ogni pratica costa di più perché serve anche a sostenere il bilancio comunale, il rischio è quello di alimentare sfiducia, disorientamento e distanza tra l’Ente e la comunità” conclude Federico Ogbonna del PD di Aprilia.

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Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

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