“Aprilia Anno Zero”: il territorio tra presente e futuro secondo Franco Gabriele – L’INTERVISTA

Viaggio nella città che verrà. Le idee e le impressioni dei principali protagonisti dell'Aprilia di domani

L’Inchiesta

APRILIA ANNO ZERO

Leggi gli altri articoli dell’inchiesta

Franco Gabriele è nato ad Aprilia e attraverso la storia del suo impegno civile e politico scorrono le immagini degli ultimi 50 anni della periferia della città più a nord della provincia di Latina. Ha iniziato presto ad interessarsi al luogo dove ha sempre vissuto, Campo di Carne, un borgo agricolo, immerso negli antichi latifondi dell’agro romano e teatro, durante il secondo conflitto mondiale, di una sanguinosa battaglia. Nel 1975, a 17 anni, cominciò a sostenere le istanze del Comitato di quartiere che chiedeva i servizi essenziali, come strade, illuminazione e acqua pubblica. Con l’insediamento di alcune grandi industrie, Campo di Carne si tramutò, velocemente negli anni del boom economico, in un villaggio operaio; l’arrivo di manodopera specializzata e sindacalizzata, stimolò la formazione di un nutrito nucleo comunista contiguo alla vicina Massey Ferguson.

L’entusiasmo per le lotte politiche di quegli anni lo spinse, nel 1985, a fondare la prima lista civica “Comprensorio Aprilia”, per sostenere la riqualificazione e vivibilità delle periferie. Il 1990, con la svolta della Bolognina, segnò l’inizio di un processo che avrebbe portato allo scioglimento del PCI e, in vista delle elezioni comunali, Gabriele si unì alla lista civica “Per Aprilia Uniti e Verdi”, grazie alla quale fu eletto consigliere comunale per la prima volta. Quando nel 1994 terminò la consiliatura, decise di tornare nuovamente tra la sua gente e costituì l’Unione Borgate, l’odierno Coordinamento Consorzi e Borgate Aprilia, attraverso il quale fece approvare, dall’allora consiglio comunale, alcune proposte come l’attuazione diretta delle opere pubbliche, a scomputo dell’80% della Bucalossi, mentre nel 1999, attraverso una petizione, portò la Regione Lazio a finanziare la realizzazione di un depuratore a La Gogna. Nel 2002, fondò la lista civica “Aprilia dei Cittadini” candidandosi a sindaco: vinse il centrodestra con Luigi Meddi e Gabriele, eletto consigliere, lo appoggiò dietro l’impegno di chiudere la procedura della Variante di Recupero dei nuclei abusivi.

Nel 2004 si chiuse la parte istruttoria dell’iter e, due anni dopo, attraverso una forte iniziativa popolare, culminata con la raccolta di più di 2000 firme, insieme al Coordinamento dei Consorzi e Borgate di Aprilia, scrisse e propose alla Regione Lazio, una legge speciale per le periferie di Aprilia. Con la Legge Regionale 06/2007 sono stati stanziati circa 6 milioni di euro per realizzare fognature nel quartiere La Gogna, parte di Fossignano e Genio Civile 2. Dopo aver osteggiato l’arrivo della centrale Turbogas, costruita proprio a Campo di Carne, nel 2009 Gabriele scelse di affiancare Domenico D’Alessio nella costruzione di un movimento civico, il Terzo Polo, nato per rivendicare l’autonomia apriliana dai partiti nazionali, che avevano imposto pesanti servitù sul territorio. Con D’Alessio sindaco e Franco Gabriele tra i banchi della maggioranza fu redatto e poi approvato, il Progetto “il Nuovo Borgo”, una ricognizione totale delle necessità dei 50 nuclei spontanei, individuando la collocazione di impianti idrici e fognari.

Dopo l’improvvisa scomparsa di D’Alessio, gli successe nel 2013 il sindaco Antonio Terra, che conferì a Franco Gabriele la nomina di vicesindaco con delega all’urbanistica: un riconoscimento arrivato dopo tanti anni di battaglie e che l’ex assessore sfruttò per attivare le procedure nei lotti recuperati dalla variante speciale. Terminato quel ciclo politico, nel 2024 Gabriele è rientrato fattivamente nell’associazione del Coordinamento Consorzi e Borgate e si è iscritto al PD, per costruire un’area di centrosinistra aperta ad associazioni e movimenti civici. Persona pacata e riflessiva, non ha mai perso il contatto con il territorio, neanche quando ha governato, collaborando sempre con le associazioni che lottano contro l’inquinamento e lo scempio del territorio. Per Franco Gabriele il diritto alle opere e ai servizi delle periferie apriliane passa necessariamente attraverso il risanamento ambientale.

  • Pensa si possa risultare ancora credibili agli occhi degli apriliani dopo le vicende politiche che hanno scosso il Comune?

    “Non sarà facile riprendere un nuovo percorso amministrativo dopo il terremoto politico che si è abbattuto sulle nostre rappresentanze comunali. Il fenomeno dell’astensionismo si alimenta di questi avvenimenti, che creano ulteriore sfiducia ed è facile, pertanto, cadere nel luogo comune “sono tutti uguali”. Nel caso in cui gli accertamenti andassero avanti, portando alla luce altri nuovi elementi, le cose potrebbero complicarsi a livello generale. Ecco, chi si candiderà, sia a destra che a sinistra, avrà il difficile compito di risollevare le sorti di Aprilia, dovrà essere in grado di affacciarsi a questa sfida con tanta umiltà e rispetto dell’istituzione pubblica, prima ancora che con roboanti programmi elettorali. In questi termini una speranza di ripartenza ci può essere, mi aspetto da parte dei cittadini una maggiore attenzione alla proposta elettorale, che deve contenere un programma chiaro, ma soprattutto a chi la rappresenterà, all’onorabilità e alla credibilità di chi chiederà il voto”.
  • Qual è stata la sua reazione alla notizia dell’arresto dell’ex sindaco e quale messaggio arriva ai giovani, sempre più disinteressati a quanto accade loro intorno?

“La vicenda giudiziaria, che è ancora in corso, ha lasciato tutta la comunità senza parole. Vedersi catapultati su tutti i telegiornali e la stampa nazionale, sotto ai titoli “mafia”, è stato come ricevere un colpo durissimo, una mazzata capace di piegare le gambe, soprattutto per chi ancora crede nella rappresentanza delegata nelle istituzioni della nostra Repubblica e della sua carta costituzionale. L’interrogativo che deve scuotere nel profondo il tessuto sano, che c’è ad Aprilia, è chi e come potrà restituire nuova speranza alla nostra città. I giovani non possono continuare a tirarsi indietro, non devono girarsi dall’altra parte, ma prendere in mano il loro e il nostro destino”.

  • Ricorda altri momenti difficili come quelli che stiamo vivendo in questi mesi?

“Aprilia il 25 aprile prossimo compie 90 anni, quasi nulla in termini di storia vissuta; una città giovanissima, un’adolescente che deve fare esperienza, a costo di compiere errori; la sua relativa giovinezza è causa del mancato senso di appartenenza e legame con il territorio, soprattutto in politica, dove molti non sentono il naturale richiamo al rispetto di una città, che non percepiscono come loro e questo, quando si esercita il potere, è un fattore molto pericoloso. Noi apriliani non abbiamo una storia millenaria alle spalle, non abbiamo mai dovuto difenderci dalle invasioni, erigere mura e bastioni e resistere tutti insieme contro un pericolo; Aprilia le sue mura le sta iniziando ad edificare solo adesso e sono molti i tasselli che compongono questo basamento: più di cento associazioni, in ogni ambito e settore, da quelle culturali alle sportive, centri giovanili e per anziani, i comitati di quartiere, le associazioni ambientaliste, circoli e fondazioni umanitarie, il carnevale Apriliano, la protezione civile, gli istituti scolastici, come il Meucci e il Rosselli, le scuole di ogni ordine e grado, questi sono i nostri mattoni. Ci sono stati momenti difficili, certamente, penso alla scomparsa di persone impegnate nel sociale e nella politica, come Luigi “Gino” Meddi e Domenico D’Alessio, scomparsi improvvisamente durante il loro mandato di Sindaco. E come non ricordare il drammatico incidente autostradale, dove il 5 maggio 2012, persero la vita, nel ribaltamento del pullman sul quale viaggiavano, cinque nostri concittadini, membri dell’associazione Carabinieri in congedo di Aprilia. Eventi che, pur se tristi, edificano una comunità e ,soprattutto, promuovono un clima di rispetto e considerazione reciproca”.

  • L’occasione, diciamo così, offerta dall’azzeramento delle istituzioni locali, potrebbe consentire ad associazioni e politica di ricostruire un percorso di risanamento: pensa che basti davvero risanare le casse comunali per poter ricominciare con una nuova mentalità?

    “Su questa domanda, voglio rispondere un po’ fuori dagli schemi e che nessuno se ne abbia a male: l’azzeramento del Consiglio Comunale di Aprilia rappresenta la pagina più buia della breve storia della città, una macchia indelebile da cancellare. Proprio per questo per ripartire, come accade per tutte le grandi sfide, con un nuovo passo e con nuovi obiettivi. La nostra Costituzione all’articolo 54 sancisce che chi ricopre funzioni pubbliche, deve farlo con disciplina e onore. Pertanto, il ritorno alle istituzioni deve avvenire nel massimo rispetto. Nelle ultime consiliature, ci sono stati molti candidati di servizio, utili a completare liste senza che ci fosse una selezione basata sulle competenze , esperienza e rappresentatività reale. Il risultato è stato visibile a tutti: cinque anni di assoluto silenzio nell’aula consigliare, senza presentare proposte e, soprattutto, senza che ci fosse il controllo degli atti amministrativi, un’attività delegata ai consiglieri comunali tanto di maggioranza che di opposizione. I consiglieri non vengono eletti solo per alzare la mano per assecondare l’ordine ricevuto. Non sorprendiamoci, dunque, di questa deriva politica, perché essa è l’epilogo naturale causato dall’ inesperienza e dall’ incapacità nel ricoprire certi ruoli. I partiti, le liste, i movimenti politici che tenteranno di far ripartire amministrativamente Aprilia, dovranno in primo luogo fare un forte esame interno su cosa ci sarà da affrontare e la consapevolezza del ruolo che li aspetta. La ricerca dei candidati al Consiglio Comunale, dovrà avvenire partendo partendo dalla moralità e dalla preparazione. Le liste elettorali non vanno semplicemente riempite, bisogna essere selettivi”.
  • Tre temi, escludendo dall’elenco la questione morale per eccesso di banalità, sui quali secondo lei la prossima amministrazione dovrebbe lavorare per cambiare Aprilia?

    “Tra i temi più delicati, che inevitabilmente dovrà affrontare la nuova Amministrazione Comunale di Aprilia una volta insediata, ci sarà la questione economica finanziaria dell’ente, perché senza soldi non si canta messa. Occorrerà anche saperlo spiegare, soprattutto ai cittadini a cui si andrà a chiedere la fiducia per essere eletti, non promettendo l’impossibile, come un buon padre di famiglia deve prima garantire il pane e poi la carne. Se chi governerà sarà all’altezza del suo compito, forse per la fine della legislatura avrà la prova di aver vinto questa sfida. Un altro tema delicato è il funzionamento della macchina pubblica: senza una pianta organica adeguata, ogni nuovo governo faticherà a realizzare il proprio programma elettorale. Durante la consiliatura nella quale ho ricoperto l’incarico di vicesindaco ho potuto toccare con mano che affrontare questa materia è stato come entrare in una palude di sabbie mobili, passano i mesi, passano gli anni e la situazione anche legata alla situazione economica dell’ente, non si sblocca. Infine un tema che mi è molto caro è il territorio e la sua tutela”.
  • Quali iniziative, per le quali si è speso in passato, andrebbero recuperate?

    “Il Comune di Aprilia si estende per 177,7 km2 a nord della provincia di Latina, ultimo lembo della provincia, che per conformità è protratto tutto nella provincia di Roma, per estensione come il Comune di Milano, ma che non è il comune meneghino. Aprilia nasce come un centro agricolo e dedito alla pastorizia, subisce una violenta trasformazione con la Cassa del Mezzogiorno, l’industrializzazione ha attratto migliaia di famiglie in cerca di lavoro e di un futuro: oggi siamo una realtà di 80mila abitanti e questi numeri esponenziali su un territorio privo di programmazione urbanistica ma soprattutto di servizi, ha generato il fenomeno dell’abusivismo edilizio. Si è cercato d’intervenire, prima con le perimetrazioni, poi con le varianti di recupero, ma il percorso è stato spesso minato dalle “non coincidenti”, volontà politiche, con amministrazioni o assessori che cadevano nell’imminenza di porre rimedio alla situazione. Ancora oggi in periferia, dove il fenomeno è maggiormente accentuato mancano i servizi, fogne e acqua per l’aspetto igienico sanitario. Con i piani attuativi, purtroppo ancora da definire, sarà necessariamente oggetto di impegno da parte della nuova amministrazione per reperire le aree a servizio di questi nuovi quartieri. Già solo risolvere questo punto sarebbe premiante per un’amministrazione, che vuole distinguersi. Non più rinviabile è la programmazione di un nuovo piano regolatore, che tenga conto di quanto accaduto e recepisca, in un unico quadro, questi 50 nuclei periferici con oltre 25.000 abitanti e li ricolleghi alla città. Un PRG che definisca le aree di rispetto, che vincoli quel territorio di pregio che ancora è presente, che ridisegni in prospettiva un nuovo assetto viario. Uno strumento urbanistico che ristabilisca l’ordine e dia un vestito nuovo ad Aprilia”.
- Pubblicità -
Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Inchiesta a Cisterna, la proposta del sindaco: “Azzeriamo le Commissioni”

Il primo cittadino fa sapere di voler portare tale proposta in conferenza dei capigruppo che si terrà questo pomeriggio

Elezioni Provinciali, il presidente uscente Stefanelli si sfila: “Non mi sento uomo di contesa”

L'annuncio del sindaco di Minturno che spiega: "Il prossimo 15 marzo il mio nome non figurerà tra quello dei candidati"

Referendum sulla Giustizia, a Latina ancora un incontro per il “Sì”

In prima linea per la separazione delle carriere, l'ex senatore pontino Moscardelli e il docente della Sapienza di Roma Ceccanti

Aprilia, il Pd denuncia lo stato di abbandono dei palazzi Ater a Toscanini

Alla Commissione Straordinaria è stato chiesto di riunione un tavolo di confronto con l'Ente per la situazione nel quartiere Toscanini

Latina, il comitato per il Sì al referendum riempie il circolo cittadino

Al tavolo dei relatori anche l'ex presidente di Palazzo Madama Marcello Pera. Insieme a lui Calandrini, Archidiacono e Grassucci

Indagine a Cisterna e i risvolti a Latina, Coletta attacca: “Sconcertato e indignato”

A margine delle indiscrezioni uscite riguardo il ballottaggio del 2021, l'ex sindaco chiede le dimissioni di Zaccheo e Marcheselli
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -
- Pubblicità -