Annullato il decreto ingiuntivo sulla piscina comunale, Lbc: “Risolta un’altra situazione ereditata”

Il commento del partito di Coletta: “Sono passi che servono a riequilibrare la convenzione verso un più equo impegno da parte dei privati"

“L’amministrazione Coletta ha ereditato molti contenziosi e situazioni complesse dalle precedenti amministrazioni di centrodestra. I problemi complessi richiedono tempo e, un po’ alla volta, abbiamo lavorato per risolvere molte situazioni delicate. Pensiamo ad esempio alla metro leggera, risolta con la determina per l’affidamento di un progetto per il trasporto rapido di massa per unire Latina e Latina Scalo. Oppure con l’ex Icos che verrà riqualificato grazie ad un finanziamento, sul PNRR, da 15 milioni di euro”. Sempre in quest’ottica, scrive Latina Bene Comune in una nota, si inserisce la risoluzione della convenzione fatta dal Comune di Latina, nel 2009, con la società Nuoto 2000. Notizia di queste ore, infatti, è che una sentenza del tribunale civile ne ha annullato il decreto.

Questo il commento di Lbc: “Sono passi, questi, che servono a riequilibrare la convenzione verso un più equo impegno da parte dei privati. Bene aver fatto pressing affinché si arrivasse ad una soluzione che difendesse l’ente da un contratto che, come anche il giudice ha potuto accertare, conteneva clausole completamente a vantaggio della società privata Nuoto 2000. Con evidenti danni sul Comune. Tant’è che, nel 2016, abbiamo subito dato mandato all’avvocatura di indagare. Successivamente, in sede di approvazione di bilancio, abbiamo anche deciso di non pagare più la suddetta società privata. Si tratta, purtroppo, dell’ennesima conferma di come venivano svolte le procedure pubbliche in Comune: con opacità e scarsa trasparenza. Fortunatamente, le cose sono cambiate”.

“Altra operazione importante – aggiungono – è stata separare le utenze delle piscine e del palazzetto dello sport Palabianchini. In questo modo, procedendo alla gestione separata dei due complessi sportivi, si sono potuti evitare errori del passato che sono sfociati in mega contenziosi. Ricordiamo, ad esempio, che l’ex Commissario Prefettizio Barbato fu costretto ad addebitare 400 mila euro di bollette arretrate al Comune”.

In conclusione: “La rivoluzione della normalità è anche questo: farsi carico dei danni commessi da altri e, con responsabilità, risolverli per il bene della comunità. In attesa di poter leggere la sentenza del giudice siamo felici di poter dire che un altro peso ereditato dalle vecchie amministrazioni sia in via di risoluzione”.

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