Sperlonga scende ufficialmente in campo per il titolo di Capitale Italiana del Mare 2026 e lo fa con una candidatura dal respiro internazionale, capace di intrecciare storia, paesaggio costiero e nuove tecnologie.
Ad annunciarlo è stato il sindaco Armando Cusani, che ha presentato il progetto “L’Antica Via Flacca tra Terra e Mare”, in partenariato con i Comuni di Capri, Ventotene e Ponza.Cuore della proposta è la valorizzazione di un sistema unico di eredità romana che attraversa la costa laziale e si proietta verso le isole del Tirreno: dall’antica Via Flacca alle ville imperiali di Tiberio e Giulia, fino alle Grotte di Pilato. Un “corridoio culturale e marittimo” pensato per restituire centralità a luoghi simbolo del Mediterraneo, mettendo in dialogo terra e mare in un’unica visione di sviluppo.
Il progetto prevede il recupero di tratti oggi inaccessibili della Via Flacca e la ricostruzione della Torre di Capovento, crollata negli anni Novanta, con interventi che coniugano tutela storica e tecniche di ingegneria avanzata. Ampio spazio è dedicato anche alla sostenibilità ambientale, con il rafforzamento delle tutele del Parco Marino Riviera di Ulisse e delle aree protette coinvolte nei territori partner.
Accanto agli interventi materiali, la candidatura punta con decisione sull’innovazione digitale: un archivio aperto e strumenti immersivi permetteranno di esplorare virtualmente siti e reperti archeologici, riportando la storia nei suoi contesti originari attraverso realtà aumentata e intelligenza artificiale.
«Vogliamo restituire al mondo un’identità culturale che affonda le radici nel nostro passato», ha sottolineato il sindaco Cusani. La candidatura di Sperlonga si presenta così come una sfida che va oltre i confini comunali, sostenuta da istituzioni, università ed enti culturali, con l’obiettivo di trasformare il patrimonio marittimo in una leva di conoscenza, tutela e sviluppo sostenibile.