Contucci (Uiltucs): “Anche il Cnel riconosce gli effetti negativi del dumping contrattuale”

"Il riconoscimento di questa problematica da parte di un organo istituzionale segna un passo significativo verso una maggiore consapevolezza"

La presa d’atto del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) dimostra, dichiara Contucci Alessandro Segretario Generale della Uiltucs di Roma e del Lazio, che l’incontrollata proliferazione dei CCNL (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro), sottoscritti da associazioni sindacali poco o per nulla rappresentative, ha portato all’indebolimento del mercato del lavoro e dei diritti dei lavoratori.

“Il riconoscimento di questa problematica da parte di un organo istituzionale segna un passo significativo verso una maggiore consapevolezza”.

La ricerca sul dumping contrattuale oggetto del seminario al Cnel presentata per la prima volta a Dicembre nell’ambito di un evento sulla legalità svolto a Roma e promosso da Uiltucs di Roma e del lazio, Filcams CGIL Roma e lazio, Fisascat Roma capitale e Rieti e Confcommercio Roma, ha evidenziato, comparando i trattamenti contrattuali di diversi contratti nazionali del terziario, distanze eclatanti sia sotto il profilo retributivo che normativo con il CCNL sottoscritto da Filcams Fisascat e Uiltucs con Confcommercio che risulta essere il contratto che riesce a garantire maggiori tutele per i lavoratori e una sana competizione tra imprese.

“Già in occasione della presentazione della ricerca a dicembre, continua il sindacalista abbiamo evidenziato come Il fenomeno della proliferazione contrattuale nel terziario, è strettamente collegato al tema della qualità del lavoro e del lavoro povero ribadendo che non si può più attendere: è necessaria una legge sulla rappresentanza per impedire che si possano applicare contratti con differenziali di reddito annuale lordo, a parità di mansione. Non ci si può nascondere dietro la libertà sindacale sancita dall’art. 39 per consentire l’applicazione di contratti che penalizzano i lavoratori e vengono sottoscritti in mancanza di un interesse collettivo rappresentativo reale e verificabile”. 

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