Tlc, Asstel: “L’applicazione dell’AI rappresenta un’importante leva di competitività”

Alla Luiss Business School il convegno "Reti intelligenti per il futuro digitale del paese" organizzato dalla società insieme a KPMG

La filiera delle Tlc sta vivendo una trasformazione importante: sta evolvendo verso un ecosistema integrato. Questo cambia le relazioni attraverso cui gli attori tradizionali e nuovi interagiscono, competono e collaborano tra di loro per offrire connessioni e servizi di valore al cliente. Gli Operatori hanno le caratteristiche per passare da fornitori di connettività a orchestratori dell’ecosistema Tlc: contribuiscono alla transizione digitale dell’Italia continuando ad investire per raggiungere importanti traguardi in termini di innovazione, connessioni, velocità e diffusione dei servizi, e nel conseguire gli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR. Per questo l’ecosistema Tlc, più integrato e interdipendente rispetto alla tradizionale filiera, sta investendo nello sviluppo dei sistemi di sicurezza delle infrastrutture strategiche, sulle persone e le loro competenze. In questo quadro, il ruolo della formazione, in particolare quella certificata, diventa centrale nello sviluppo delle conoscenze relative alle tecnologie avanzate, quali l’Intelligenza Artificiale. “In un contesto di grande crescita per il mercato italiano dell’intelligenza artificiale (+52% nel 2023), l’ecosistema delle telecomunicazioni emerge tra i principali utilizzatori ed è il primo in assoluto per incremento e concentrazione della spesa.” dichiara Laura Di Raimondo, Direttore Generale di Asstel nel corso del convegno “TLC E AI: RETI INTELLIGENTI PER IL FUTURO DIGITALE DEL PAESE”, organizzato da Assotelecomunicazioni-Asstel e KPMG presso la Luiss Business School. All’evento hanno partecipato: Massimo Angelini, Direttore External Affairs, Corporate Communication & Partnership Luiss Guido Carli University; Davide Di Labio, Associate Partner, TMT KPMG; Andrea Spaccapietra, Head of Cloud Software and Services at Ericsson; Eva Spina, Capo del Dipartimento per il digitale, la connettività e le nuove tecnologie del Mimit; Yvonne Kuimba, Head AI & Data at TMforum. E prosegue: “In questo scenario, l’AI nel nuovo ecosistema Tlc rappresenta un’importante leva di competitività. Le aree in cui l’applicazione dell’AI si concentra sono la Customer Experience, i Servizi e le reti, destinate a diventare sempre più autonome, in grado di autoconfigurarsi, monitorarsi, ottimizzarsi e autoripararsi. Per raggiungere questi obiettivi è fondamentale il ruolo delle persone e delle competenze. Come ASSTEL, siamo sempre più impegnati a creare un collegamento solido tra il mondo della scuola, ITS, Academy e Università contribuendo a costruire una cassetta degli attrezzi che sviluppi le competenze distintive delle TLC attraverso la capacità di intercettare le esigenze dei mercati digitali, ad esempio in ambito 5G, AI, Cybersecurity, Cloud, ICT, Big Data, trasformazione digitale, costruzione delle reti di nuova generazione e attivazione di nuovi servizi”.

L’Intelligenza Artificiale sta trasformando profondamente l’ecosistema delle telecomunicazioni. Come emerge da un recente studio condotto da KPMG sulle principali telco internazionali, le aziende stanno adottando l’AI a ritmi diversi e soprattutto con approcci diversi. Le telco si stanno muovendo verso l’adozione dell’AI: il 13% si distingue come “AI Leader” con utilizzo al proprio e nelle soluzioni offerte ai clienti b2c e b2b, mentre il 17% è nella fase esplorativa e sperimentale. Un quarto degli operatori (26%) sceglie di puntare sulle collaborazioni con altri player e partner tecnologici, e il 22% ha intrapreso un percorso di adozione interna completo. Un ulteriore 22% preferisce invece concentrarsi su use case di frontiera, sviluppati in partnership con vendor specializzati.  Il punto in comune tra questi diversi approcci è la spinta verso innovazioni che migliorano la produttività, così come l’efficientamento delle reti, favorendo un approccio più orientato al cliente e aprendo anche a soluzioni B2B avanzate. Le applicazioni sono numerose e sempre più sofisticate: personalizzazione dell’offerta, reti intelligenti per la manutenzione predittiva e per l’ottimizzazione in tempo reale.

“È sotto gli occhi di tutti come l’intelligenza artificiale stia trasformando il panorama delle telecomunicazioni e per questo alcuni operatori stanno accelerando il passo. I pionieri del settore hanno già in produzione numerosi casi d’uso e le loro iniziative non si limitano a migliorare le competenze e i processi interni o i modelli di collaborazione, ma mirano a potenziare in modo significativo le performance aziendali. Chi saprà muoversi per primo potrà guadagnare un vantaggio competitivo, ma questo scenario porterà inevitabilmente a un livellamento quando i ‘latecomers’ colmeranno il divario, riequilibrando le forze sul mercato.”, ha commentato Davide Di Labio, Associate Partner KPMG.

“La nuova generazione di reti mobili è in grado di calcolare, apprendere, ragionare e agire in modo quasi autonomo nelle sue configurazioni per gestire la costante crescita di dati provenienti da un numero sempre più alto di dispositivi intelligenti connessi. L’intelligenza artificiale svolge un ruolo fondamentale nell’abilitare l’automazione, gestire la complessità e la scalabilità e sfruttare i dati provenienti da sistemi distribuiti in tempo reale per offrire ai consumatori un’esperienza di connettività sempre più sicura, resiliente e di elevata qualità.” ha dichiaratoAndrea Spaccapietra, Head of Cloud Software and Services at Ericsson.

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