Consulta provinciale utenti e consumatori abolita, associazioni sul piede di guerra

Assoconfam, Codici, Codacons e Fedicons: "Decisione strumentale per impedire l’esercizio delle prerogative che la legge istitutiva"

“Dobbiamo manifestare la forte sorprese ed il rammarico per le inaspettate notizie apparse sulla stampa locale secondo le quali il Consiglio provinciale, persino con deliberazione unanime, avrebbe deciso l’abolizione della Consulta Provinciale degli Utenti e Consumatori” esprimono il loro rammarico gli esponenti provinciali di Assoconfam, Codacons, Codici e Fedicons.

“Di tale decisione, peraltro, ad oggi non risulta traccia sull’albo pretorio della Provincia di Latina – continuano – In ogni caso, qualora questa fosse effettivamente la volontà politica, le Associazioni che fanno parte di detto Organismo, istituito con Delibera del 2016, rappresentano che non accetteranno la decisione politica, che appare del tutto strumentale a cercare di impedire l’esercizio delle prerogative che la legge istitutiva e la giurisprudenza riconoscono alle Associazioni di tutela dei Consumatori. Siamo consapevoli che molte volte la politica è contrariata dalle critiche che le vengono rivolte da chi rappresenta i diritti dei cittadini, anche se queste hanno quasi sempre, finalità costruttive. Tuttavia, vi è da dire che, nel caso della Consulta (in quanto Organismo istituzionale), essa ha svolto tutte le sue attività non soltanto in reciproca collaborazione con le istituzioni pubbliche e con altrettanta reciproca soddisfazione, in primis con la Provincia stessa, segnalando di volta in volta le disfunzioni che venivano riscontrate nei vari servizi pubblici, proponendo contestualmente le soluzioni per eliminarle, sempre accolte dalle amministrazioni interessate, in quanto il vicendevole fine era quello di migliorare l’indice di soddisfazione dell’utenza interessata”.

“La sorpresa – concludono – è persino maggiore perché la Consulta non comporta alcun onere economico a carico della Provincia, la quale, semmai, nel quadro delle attività svolte, ha goduto di contributi regionali e statali proprio per favorire la consapevolezza dei cittadini/consumatori rispetto alle numerose tematiche di proprio interesse, così come tutelate sia dalle leggi e riconosciute dalle pronunce della giurisprudenza.

Le scriventi, pertanto, si riservano di decidere quale azione adottare per contrastare ciò che la deliberazione del Consiglio provinciale avrebbe disposto, sempre con spirito costruttivo, ma decisamente rivolto a migliorare ed a tutelare i diritti, prima ancora che gli interessi dei cittadini”.

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