Banca d’Italia e Garage Ruspi, la maggioranza critica il voto dell’opposizione

"Ora è cambiato qualcosa, perché c’è una minoranza che non combatte per il futuro della città, ma piuttosto per contrastare"

“Gli emendamenti proposti e il voto contrario sulla delibera che attraverso la bozza di convenzione sancisce definitivamente l’affidamento degli immobili della ex Banca d’Italia e del Garage Ruspi all’Università La Sapienza di Roma hanno definitivamente e incontrovertibilmente chiarito che l’opposizione consiliare non considera l’Università come un valore aggiunto per la città di Latina”.

Così in una nota i capigruppo dei partiti di maggioranza Cesare Bruni – FdI, Vincenzo Valletta – Lega, Enzo De Amicis – Lista Celentano, Mauro Anzalone – FI e Maurizio Galardo – Udc.

“Se può essere comprensibile che vi siano punti di disaccordo su alcuni dei punti qualificanti dello schema di convenzione tra Comune di Latina e Università La Sapienza, non è altrettanto comprensibile l’atteggiamento di netta chiusura mostrato dai partiti di minoranza verso la decisione di affidare due importanti immobili del centro cittadino affinché ne facciano motivo di arricchimento culturale per la città e occasione di incontro e condivisione per la comunità locale; quella scritta ieri dai consiglieri di opposizione è una brutta pagina della storia recente di Latina.

In momenti decisivi, capaci di imprimere un’impronta indelebile sul futuro della città, la condivisione del percorso è un atto quasi obbligato, la testimonianza di un atteggiamento che antepone il bene e l’interesse pubblico alle ragioni della politica o, peggio, ai richiami delle ideologie.

Nel giorno in cui l’Amministrazione Celentano vive e tocca con mano un traguardo importante per Latina, l’opposizione sembra avere avuto un solo obiettivo: quello di guastare la festa anziché esserne protagonisti.

Non era accaduto prima, in occasione dei molteplici appuntamenti che dal 1990 in poi hanno accompagnato la storia della presenza universitaria a Latina; non era successo con il progetto della Biblioteca Stirling; non era successo con il progetto della Casa della Cultura; non era successo con il porto di Foceverde.

Ora è cambiato qualcosa, perché c’è una minoranza che non combatte per il futuro della città, ma piuttosto per contrastare sempre e comunque chi governa la città”.

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