Ciolfi sulla Piscina Comunale: “Confusione di Licata sulle procedure”

"Risulta pertanto difficile ipotizzare l’apertura a fine maggio poiché tali lavori non sono ancora stati deliberati dall’ente"

A vantaggio dei cittadini e del loro diritto alla corretta informazione mi corre l’obbligo replicare nel merito alle affermazioni del consigliere Licata apparse sulla stampa in risposta al mio comunicato sulla commissione consiliare dello scorso 2 maggio, in cui si è discusso della Piscina Comunale.

Iniziamo dalla “confusione sulle procedure amministrative” che ritengo non essere delle opposizioni, ma del consigliere Licata, che si interroga su quale procedura di giunta ritarderà l’apertura della piscina: evidentemente era distratto nel momento in cui la dirigente Ayuso in commissione dichiarava (frangente visionabile sul cloud pubblico del Comune) che l’apertura della piscina open è subordinata alla realizzazione di servizi igienici e spogliatoi, dopo delibera di approvazione della giunta e parere favorevole della commissione di vigilanza. Risulta pertanto difficile ipotizzare l’apertura a fine maggio poiché tali lavori non sono ancora stati deliberati dall’ente.

In quanto alla dichiarazione resa da Licata circa la firma di tutta l’opposizione del comunicato, sebbene il tema sia trattando in maniera congiunta, il comunicato era a mia sola firma, anche per continuità di azione del M5S, prima forza politica ad accendere un faro sulla piscina comunale nel 2013, quando presentò un’interrogazione parlamentare sulla concessione e gestione dell’impianto da cui ebbe origine l’indagine Olimpia.

Per quanto al virgolettato delle dichiarazioni del Presidente dell’Antares, forse Licata ignora che, come lingua italiana vuole, le virgolette sono state usate per definire l’appartenenza delle dichiarazioni, riportando in trasparenza quanto detto in commissione. La società presente ha rappresentato istanze comuni a numerose società del capoluogo, questione a cui l’amministrazione dovrebbe dare risposte invece che puntare il dito.

Riguardo alla differenza tra concessionario e gestore, sfugge a Licata che per tale ragione, in commissione, ho chiesto la verifica del rispetto del contratto vigente, che prevede una ripartizione equa degli spazi acqua tra le varie società che ne fanno richiesta, con modalità e tariffe concordate con il comune. Un contratto, peraltro, ritenuto parzialmente nullo dal Tribunale di Latina con sentenza del 2022, per “le clausole palesemente a favore del concessionario”.

Reputo gravissime le illazioni fatte sul mio operato politico dal consigliere Licata, il quale si assume la piena responsabilità di ciò che dice quando parla di “logiche  pre-elettorali” e società sportive “amiche”: la mia azione politica è sempre stata rivolta all’interesse della collettività, alla difesa dei diritti dei cittadini, con un’attenzione particolare alle persone più fragili, in piena indipendenza a differenza di altri piegati dagli accordi elettorali tra forze politicamente inconciliabili.

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