Cinquant’anni di servitù e danni ambientali, l’incontro a Borgo Montello

"Confronto per le basi di una verifica sanitaria e ambientale. Verità su ristori per 30 milioni utilizzati impropriamente per spesa corrente"

«La chiusura della discarica di Borgo Montello è solo un punto di partenza. Ora serve lavorare per la bonifica del sito, la riqualificazione ambientale del territorio, per forme di compensazione da destinare alle popolazioni residenti, che per decenni hanno subito danni alla salute pagando un tributo pesantissimo in termini di qualità di vita». Così le forze di opposizione in Consiglio comunale nell’incontro tenuto questa mattina presso l’ex Granaio di Borgo Montello.

Un momento di confronto fortemente voluto dai gruppi consiliari, organizzato insieme a Europa Verde, Rifondazione Comunista, Latina Possibile e Sinistra Italiana, e molto partecipato: rappresentanti politici nazionali, regionali, provinciali e comunali di area progressista, cittadine e cittadini, i componenti del Comitato civico che nel corso degli anni hanno tenuto alta l’attenzione sui danni materiali e morali prodotti dalla discarica e che gli organizzatori hanno voluto ringraziare per il loro coraggio.

«Tante persone hanno portato un contributo prezioso, fatto di competenza e passione» sottolineano i gruppi di Lbc, M5S, Pd e Per Latina 2032 che spiegano: «Ci siamo uniti come forze politiche e civiche a difesa di un territorio su cui insisteva la quarta discarica d’Italia per estensione e volume di rifiuti abbancati. Una storia lunga cinquant’anni di servitù e danno ambientale, testimoniata da una Commissione Parlamentare, che ha ipotizzato lo sversamento di rifiuti tossici su quel territorio, e da un processo ancora in corso».

L’impegno preso dalle forze di opposizione è di procedere compatti in una battaglia necessaria: «C’è bisogno di fare chiarezza sul passato, anche sui 30 milioni destinati ai ristori, ma impiegati dalle amministrazioni di destra in spesa corrente, senza alcun riguardo per i territori interessati dal sito. Ma soprattutto è necessario pensare allo sviluppo possibile per questo territorio accertandoci dell’effettiva bonifica, lottando per i risarcimenti economici ai residenti e la salubrità dell’ambiente, iniziando a scrivere un’altra storia fatta anche di investimenti ambientali».

«Sono state poste le basi per un programma che ha tra i suoi primi obiettivi l’analisi aggiornata dei dati sanitari attraverso la ripresa dello studio epidemiologico dell’Eras, nonché la verifica sulla presenza di sostanze inquinanti nella discarica. La strada da percorrere è quella della transizione ecologica e della sostenibilità per cui non esiste strumento più efficace del porta a porta».

«Alle accuse di demagogia arrivate da chi ha interessi diversi da quelli collettivi – concludono – rispondiamo con l’impegno per il bene comune».

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