Latina – Il Giorno della Memoria in ricordo di Gina Piazza

Nel pomeriggio di ieri la cerimonia al Museo Piana delle Orme con la consegna della Medaglia d’Onore ai figli di Giuseppe Giorgio Cannizzaro

La drammatica storia di Gina Piazza, ebrea arrestata alla stazione di Littoria Scalo il 24 novembre 1943, deportata prima ad Auschwitz e poi Dacau, è stata restituita alla memoria dei cittadini di Latina con la volontà di installare una pietra d’inciampo, o una targa, in suo ricordo. Un’attenzione che l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Matilde Celentano, riserverà a tutti i cittadini di Latina che hanno vissuto lo stesso dramma della Shoah.

Ieri mattina, in occasione delle celebrazioni del XXIV Giorno della Memoria, il vice sindaco Massimiliano Carnevale e una delegazione di consiglieri comunali hanno incontrato i nipoti di Gina Piazza, Paola e Sergio Piazza, alla stazione di Latina Scalo per ricordare la tragedia delle deportazioni e per effettuare un primo sopralluogo per il futuro posizionamento della pietra d’inciampo, o targa, all’interno del sottopasso ferroviario, previa autorizzazione delle Ferrovie dello Stato. L’iniziativa ha avuto origine dalla mozione, proposta dal Pd e sottoscritta da tutti i partiti, approvata  all’unanimità del Consiglio comunale, nella seduta di lunedì scorso.

“In queste ore – ha affermato il vice sindaco Carnevale – stiamo ricevendo numerose segnalazioni di altre famiglie di Latina all’interno delle quali ci sono stati componenti deportati e/o morti nei campi di concentramento. Per questa ragione, ricordando anche una mozione del 2019, presentata dall’allora consigliere Enrico Forte, sarà nostra cura effettuare un ‘censimento’ ed estendere iniziative, come quella dedicata alla memoria di Gina Piazza, in ricordo delle vittime pontine dell’Olocausto”.

Nel corso della breve cerimonia a Latina Scalo, la signora Paola ha ricostruito la vicenda di sua zia Gina, arrestata alla stazione mentre tentava di raggiungere il fratello sfollato a Sermoneta da Latina. Gina fu liberata il 29 aprile 1945 e quando tornò a casa a Roma “fu un miracolo – ha detto la nipote – ma non fu più lei”. Dopo aver donato un mazzo di fiori alla signora Paola, il vice sindaco Carnevale ha lasciato la stazione per recarsi al museo Piana delle Orme per partecipare all’evento organizzato dalla Provincia e dalla Prefettura di Latina, con il coinvolgimento attivo dei ragazzi dell’istituto “Alessandro Volta” di Latina e “Teodosio Rossi” di Priverno che si sono esibiti con una rappresentazione teatrale e musicale dedicata al tema della Shoah.

“Le testimonianze dirette e indirette della Shoah, le visite ai musei che ricordano l’immane tragedia della discriminazione razziale, le Giornate della Memoria, istituite perché nessuno dimentichi le deportazioni, i campi di sterminio nazisti e gli altri crimini contro l’umanità, sono fondamentali per la consapevolezza delle giovani generazioni” ha detto il vice sindaco Carnevale, citando poi Primo Levi “L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria”.

La manifestazione a Piana delle Orme si è conclusa con la consegna delle Medaglie d’Onore conferite dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai cittadini italiani, militari e civili, o ai familiari dei deceduti, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra. Tra i tanti pontini a ricevere la medaglia dalle mani del Prefetto Maurizio Falco sono stati i figli di Giuseppe Giorgio Cannizzaro. “La famiglia Cannizzaro risiede a Latina – ha spiegato il vice sindaco Carnevale –  Giuseppe Giorgio era un paracadutista della Folgore. Fu catturato dalle truppe tedesche nel 1943 e deportato in Germania fino al 1945”. “Le manifestazioni di oggi ci consegnano un pezzo di storia anche della nostra comunità che non possiamo e dobbiamo dimenticare”, ha concluso il vice sindaco Carnevale.

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