In scena lo spettacolo “Cerniera” di Cambieri-Angeli tratto da “A Corpo Vivo” di Anna Segre

L'appuntamento è per questa sera, 14 novembre e domani sera, sempre dalle ore 21 al teatro Porta Portese a Roma

Lei, improvvisamente folgorata dall’amore e dalle forti emozioni scatenate come fossero uragano, si dibatte in numeri d’arte varia nel tentativo, forse vano, di raggiungere il cuore dell’altra. Da qui prende forma ‘Cerniera’ il nuovo spettacolo teatrale, di Giuditta Cambieri e  Christian Angeli,  tratto dall’ultima raccolta di poesie “A Corpo Vivo” di Anna Segre, medico psicoterapeuta e poetessa, già vincitrice del Premio Camaiore 2022. Ecco, quindi, che, come una funambola, la Cambieri avanza sul filo del soliloquio perché le uniche risposte sono ipotizzate. Parole, immagini e sensazioni si snodano a corpo vivo tra piroette e inciampi, in un’unica frase poetica tesa alla realizzazione dell’amore condiviso. Sì, perché difatti il testo di Segre da cui nasce lo spettacolo è un discorso amoroso spezzato in 84 poesie in cui la punteggiatura si fa essenziale e invita dunque ad accogliere le stesse come fossero una sola frase, un’unica emissione di fiato.

La trasposizione teatrale di quest’unica emissione, quasi fosse confessione di un corpo, diventa il soliloquio della Cambieri, e il suo dibattersi diventa talmente melodrammatico da sconfinare inconsapevolmente nel comico, facendo tutto da sé: si redarguisce, si istruisce, si sbeffeggia passando da momenti di riflessione poetica ad azioni clownistiche in cui cerca di districarsi, per liberarsi, oppure essere soggiogata dal tanto agognato e temuto “COSO”.

Ed ecco che entra in scena il tema principe di quest’ ultima opera teatrale di Giuditta Cambieri: “Coso”, metafora dell’amore, che le incombe sulla testa e che piano piano prende possesso di tutto lo spazio vitale. Quel “Coso” che non si dice, si tace ma si vive, perché viverlo è meglio che celebrarlo.

Quel “Coso” che si fa cieco nella speranza, bulimico nell’invocazione “io voglio tutto”. È in questo mare in tempesta che fluttua il desiderio, motore di vita, continuo tendere verso,  linfa vitale e scintilla, l’ulteriorità per l’intensità.

L’incontro tra le due sarà alla fine inevitabile perché lei e l’altra sono perfettamente corrispondenti come le due parti di una cerniera. “Unite il mondo fuori, slacciate tenute da un punto il cosmo dentro.”

Roma,  martedì 14 e mercoledì 15 novembre, presso il Teatro Porta Portese, alle ore 21.

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Giornale digitale fondato nel 2022 con l'intento di offrire al territorio "Una voce oltre la notizia". Nasce dall'esigenza di un gruppo di giornalisti ed esperti di comunicazione di creare un canale di informazione attendibile, laico e indipendente che dia voce ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori, agli studenti!

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Dexter: Resurrection, la rinascita dell’iconico antieroe televisivo. L’oscuro passeggero non muore mai

Tra autocoscienza narrativa e spettacolo sanguigno, Dexter: Resurrection riporta l'amato serial killer a una maturità sorprendente

“Roma Terzo Millennio, la scia della Cometa”: un laboratorio vivo che guarda al futuro. Il taglio del nastro –

Regione - Inaugurata ieri la mostra "Roma Terzo Millennio". Un'iniziativa dedicata alla Capitale: "Roma non è un ricordo bensì una promessa"

Scauri di Minturno si veste a festa: torna il Carnevale sul Lungomare

Contributi ai gruppi mascherati più numerosi e Premio Mascherina: candidature aperte fino al 3 febbraio. La parata il 15

Giulia Gonzaga torna a vivere: il Rinascimento accende Fondi

Teatro, memoria e identità: a Palazzo Caetani si apre l’anno delle celebrazioni per i 500 anni delle nozze con Vespasiano Colonna

A qualcuno piace Fred: lo swing italiano accende il Teatro D’Annunzio

Sabato 14 marzo lo spettacolo che celebra gli anni ’50 e il mito di Fred Buscaglione nella stagione “Liberi di scegliere”

‘Il Mostro’ di Sollima, il racconto dell’irrisolto e la messa in scena del sospetto nel buio della storia italiana

Un’opera che rifiuta il comfort del true crime classico e costruisce un racconto sulla memoria, sul dubbio e sulla violenza strutturale
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -
- Pubblicità -