Politiche attive per il lavoro, UGL Lazio: “Non è più possibile rimandare”

Tra le priorità, riorganizzazione dei servizi per l'impiego, disabili, programma GOL e reddito di cittadinanza

“Non è più procrastinabile affrontare seriamente il problema delle Politiche Attive per il Lavoro che come Segreteria regionale Lazio di UGL tentiamo di mettere al centro del confronto con l’Amministrazione regionale”.

Questo l’appello del Segretario Regionale Armando Valiani e Venanzio Cretarola responsabile sindacale delle Politiche Attive: “Abbiamo ripetutamente chiesto, ma invano, di istituire un Tavolo permanente, non episodico, con tutte le parti sociali sulla riorganizzazione dei Servizi per l’Impiego, anche alla luce delle notevoli risorse finanziarie disponibili. Il PNRR ha destinato alle Politiche per il lavoro 6 miliardi e mezzo complessivi. È inutile continuare a stipulare Patti per le politiche attive e per l’inserimento al lavoro dei disabili che restano sulla carta se non seguiti da iniziative concrete per l’attuazione di ciò che concordiamo in modo troppo generico.

È urgente innovare le strutture gestionali per l’inserimento al lavoro dei disabili garantendo procedure trasparenti e la massima informazione agli utenti prevista dalla Legge 68/99, attivando un esame immediato dello stato di attuazione della legge e di controllo in tempo reale degli obblighi assunzionali, garantendo alle aziende coinvolte incentivi e supporto gestionale e formativo continuo. Stiamo pericolosamente tornando ad una gestione quasi esclusivamente “burocratica”. È inutile e perfino dannoso limitarsi semplicemente a programmare nuove assunzioni di personale, quasi tutte a livello apicale, evitando sistematicamente di valorizzare le esperienze professionali precedenti nel settore.

Abbiamo proposto invano di far precedere le assunzioni da una modifica radicale dell’organizzazione di servizi per l’incontro domanda-offerta di lavoro concentrati sulla domanda, limitandosi a “censire” burocraticamente e ripetutamente i disoccupati. Anche per questo sono evidenti i ritardi nell’attuazione del Programma GOL che prevede notevoli risorse finanziarie. L’UGL ha inoltre evidenziato la necessità di una vera riforma dei C.P.I., dando sin da subito la disponibilità ad aprire dei Tavoli tematici per orientare alla Domanda i servizi per l’impiego, cioè alle esigenze delle imprese.

Bisogna finalmente avviare la concreta e quotidiana sinergia fra strutture pubbliche e private operanti sul mercato del lavoro. Auspichiamo che soprattutto in periodo elettorale questi siano i temi da mettere al centro dell’attenzione, da parte di tutti, come UGL LAZIO ha continuato a fare negli ultimi anni.

Capitolo a parte merita la questione del reddito di cittadinanza: sono circa 56.000 i percettori del RDC nel Lazio con età compresa tra i 18 e i 29, circa il 34% di coloro che ne usufruiscono. Questi soggetti vedono come unica forma di guadagno questo sostegno, affidandosi quindi solo all’assistenzialismo. Al 31 agosto 2022 i Centri per l’Impiego della Regione Lazio hanno preso in carico 162.914 beneficiari RdC. Di questi beneficiari, 86733 (pari al 53,24%) sono donne e 76181 (pari al 46,76%) sono uomini. Occorre, in questo senso, spostare l’attenzione dell’assistenzialismo “nudo e crudo”, verso sistemi virtuosi di riqualificazione professionale e rapido reinserimento nel mondo lavorativo, che passi anche attraverso una complessiva riforma dell’istituto del reddito di cittadinanza, utile strumento di politica attiva. La Regione Lazio in senso Amministrativo non può più perdere tempo. La speciale congiuntura economica e l’avvento del PNRR, costituiscono un’occasione che il futuro Governo del Lazio, dovranno necessariamente sfruttare al fine di garantire ai cittadini del Lazio ed alle generazioni future crescita, benessere e competitività.

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