Un secondo grado il cui esito non era affatto scontato e che ha tenuto con il fiato sospeso gli uffici comunali, alle prese con una vicenda che avrebbe potuto avere pesanti ripercussioni sui conti dell’Ente. Il Comune di Aprilia ha visto confermata anche in secondo grado la sentenza emessa dal Tribunale di Latina nella controversia tra Aser e Tributi Italia, relativa al capitolo delle compensazioni tra crediti e debiti.
La decisione è arrivata con il pronunciamento dei giudici della quarta sezione civile della Corte d’Appello di Roma, che hanno rigettato il ricorso presentato dalle società, entrambe in amministrazione straordinaria, contro la sentenza del Tribunale di Latina del novembre 2024.
Il recente pronunciamento ha confermato l’inesistenza del diritto a procedere con i precetti nei confronti del Comune di Aprilia per ottenere i 32 milioni di euro previsti dal lodo arbitrale Aser. I giudici hanno accolto l’opposizione dell’Ente di piazza Roma, che aveva sostenuto l’estinzione del credito per compensazione con il controcredito vantato nella vicenda del crac Aser-Tributi Italia, credito ammesso allo stato passivo per una cifra superiore.
Con la sentenza del 10 settembre 2026, la Corte d’Appello di Roma ha quindi confermato la linea dell’Amministrazione comunale, difesa dall’avvocato Domenico Apice: i giudici della quarta sezione civile hanno ritenuto «infondati» i tre motivi posti alla base dell’impugnazione presentata dalle società.
Tra le contestazioni avanzate da Aser e Tributi Italia vi erano la competenza del giudice ordinario e, soprattutto, la mancata valutazione da parte del Tribunale della presunta rinuncia ai crediti del Comune. Secondo le società, tale rinuncia sarebbe stata insita nella richiesta di ammissione allo stato passivo dei crediti vantati dall’Ente.
Una tesi che non è stata accolta dalla Corte d’Appello, che ha quindi rigettato l’impugnazione e condannato le due società al pagamento delle spese di lite, quantificate in 63 mila euro.
Per il Comune di Aprilia, la sentenza rappresenta un passaggio particolarmente rilevante nella lunga vicenda giudiziaria legata ad Aser e Tributi Italia. La possibilità di far valere la compensazione dei crediti ha infatti consentito di bloccare i precetti relativi alla richiesta di pagamento dei 32 milioni di euro.
Una somma che, secondo quanto sostenuto dall’Amministrazione, avrebbe potuto avere conseguenze molto pesanti sull’equilibrio finanziario dell’Ente.
La sentenza di secondo grado conferma dunque, allo stato, la posizione del Comune nella controversia e rappresenta un ulteriore capitolo di una vicenda giudiziaria che si trascina da anni.
Una vicenda che si inserisce in un quadro finanziario più ampio e complesso, maturato nel corso degli ultimi vent’anni e sul quale, nel tempo, si sono confrontate diverse amministrazioni e diverse scelte di gestione dell’Ente. Il giudizio sulle responsabilità delle condizioni attuali del Comune resta quindi distinto dagli effetti della sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello.
Prima di poter scrivere la parola fine sulla vicenda Aser-Tributi Italia, occorrerà naturalmente considerare gli eventuali ulteriori strumenti di impugnazione previsti dalla legge.
Caso Aser, la Corte d’Appello evita il dissesto finanzario per Aprilia
La decisione con il pronunciamento dei giudici della quarta sezione civile che hanno rigettato il ricorso presentato da Tributi Italia
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