Futuro Nazionale già perde pezzi a Latina: Perrone lascia il partito di Vannacci e attacca Fanti

Perrone annuncia l’addio al ruolo di referente del Comitato 465 e apre lo scontro con Fanti chiedendo più presenza sui problemi della città

Prime crepe nel percorso di Futuro Nazionale a Latina. Massimo Perrone, fino a oggi referente del Comitato 465 Latina, annuncia di considerarsi ormai un ex rappresentante del progetto e accompagna la decisione con un duro intervento politico rivolto ad Alessandro Fanti, consigliere comunale e riferimento del movimento nell’assise cittadina.

«Io alcune posizioni di Futuro Nazionale non le condivido e non ho mai pensato che aderire a un progetto politico significasse dire sempre sì o chinare il capo. Se credo in qualcosa, lo sostengo. Se non la condivido, lo dico. Senza problemi e senza paura».

Perrone ricorda di avere condiviso il progetto con quasi cento persone tra adulti e giovani, ma sostiene che oggi sia necessario interrogarsi sulla direzione intrapresa.

«Che politica stiamo facendo? Perché il rischio concreto è quello di trasformare un progetto nel quale molti hanno creduto in una politica fatta di slogan, dichiarazioni e propaganda, mentre fuori da quelle parole ci sono cittadini che chiedono risposte».

L’attacco ad Alessandro Fanti: «Dov’è?»

Il bersaglio principale dell’intervento è Alessandro Fanti.

«A Latina Futuro Nazionale è rappresentato in Consiglio comunale da Alessandro Fanti. E allora la domanda è inevitabile: Fanti dov’è?».

Perrone richiama diversi temi legati alla sicurezza e alla criminalità, chiedendo quale posizione politica sia stata assunta dal consigliere sulle operazioni antidroga e sulle problematiche che interessano alcune zone della città.

«Su questi temi non servono post, slogan o dichiarazioni di circostanza. Serve una posizione politica chiara».

Nel suo intervento Perrone rivolge invece un ringraziamento a Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, sottolineando il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine.

Droga sicurezza e quartieri al centro delle critiche

L’ex referente pone l’accento in particolare sul tema della droga.

«La droga è una piaga. Non è un tema secondario e non è una questione da affrontare soltanto quando arriva l’ennesima operazione delle forze dell’ordine. La droga va combattuta. Non soltanto a parole. E, nel caso di Fanti, nemmeno abbastanza a parole».

Perrone cita anche la via dei Pub, gli episodi di violenza tra giovani e le criticità che, a suo giudizio, riguardano alcuni quartieri periferici.

«Fanti è mai andato in quei quartieri? Ha mai ascoltato quelle persone? Ha mai raccolto le loro paure, le loro difficoltà e le loro richieste? E soprattutto: quali battaglie ha portato in Consiglio comunale su questi temi?».

«Isola pedonale e remigrazione sono davvero le priorità?»

Lo scontro investe anche le priorità politiche del movimento.

Perrone contesta un dibattito che, a suo giudizio, si sarebbe concentrato eccessivamente su isola pedonale e remigrazione rispetto ad altre questioni che considera più urgenti per Latina.

«Legittimo discutere di tutto. Ma viene spontaneo chiedersi: davvero queste sono le priorità di Latina?».

Nel comunicato vengono richiamati anche criminalità, sicurezza, condizioni delle strade, servizi e il rapporto tra cittadini e politica.

Il nodo del Parco Falcone e Borsellino

Tra i temi sollevati c’è anche la spesa per la riqualificazione dei giardinetti, il Parco Falcone e Borsellino, quantificata da Perrone in circa sei milioni e mezzo di euro.

«Su quella spesa credo che i cittadini abbiano tutto il diritto di pretendere chiarezza, trasparenza e spiegazioni, soprattutto guardando oggi alle condizioni di quegli spazi. Dov’è la voce politica di Fanti su questo? Io non la sento».

Per Perrone, il problema riguarda quindi il ruolo politico esercitato da chi rappresenta Futuro Nazionale all’interno del Consiglio comunale.

«Da Futuro Nazionale mi sarei aspettato altro»

La presa di distanza diventa esplicita nella parte finale dell’intervento.

«Da Futuro Nazionale mi sarei aspettato altro. Mi sarei aspettato un referente capace di metterci la faccia, di entrare nei quartieri, di ascoltare le persone e di affrontare anche i temi più difficili: criminalità, droga, sicurezza, malaffare e tutte quelle situazioni che troppo spesso vengono lasciate sullo sfondo».

Perrone rivendica quindi il percorso costruito con le persone che avevano aderito al progetto.

«Quasi cento persone hanno creduto in questo progetto. Hanno creduto che fosse possibile fare politica per amor di patria e non per amor di poltrona. Quelle persone meritano qualcosa di più di slogan e fotografie».

«Da oggi posso serenamente dire ex referente»

Perrone precisa che la sua posizione non nasce, sostiene, da una questione personale nei confronti di Fanti.

«La mia non è una questione personale con Alessandro Fanti. È una questione politica».

Poi la domanda con cui chiude il suo intervento: «Fanti, a Latina, cosa sta facendo concretamente? Perché oggi, davanti ai problemi reali di questa città, non bastano le parole. Servono coraggio, presenza e soprattutto risposte».

E infine l’annuncio: «Da oggi posso serenamente dire ex referente del Comitato 465 Latina».

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