Pronto soccorso pediatrico senza vigilanza, l’ennesima aggressione al Goretti di Latina

Due genitori inveiscono contro medici e infermieri, interviene la Polizia. Il sindacato Coina: servono tutele

Anche il pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina è esposto a una serie di rischi sul fronte della sicurezza. È emerso chiaramente in occasione di un diverbio scoppiato, alcuni giorni fa, tra i genitori di un bambino e un medico, degenerato in una vera e propri aggressione verbale che ha richiesto l’intervento della polizia per riportare la pace, dopo un paziente lavoro di mediazione. 

Perché i coniugi pretendevano che il pediatra effettuasse accertamenti più approfonditi sul loro figlio piccolo, che il medico invece riteneva non necessari.

Insomma, la vicenda si è risolta nel migliore dei modi, ma ha messo in luce le criticità del fast track pediatrico, isolato rispetto al pronto soccorso vero e proprio, interessati da protocolli di sicurezza sempre più efficaci. Proprio in virtù di quanto è accaduto, il sindacato delle professioni sanitarie Coina ha deciso di scrivere direttamente alla direzione dell’Asl di Latina per chiedere interventi utili a superare i pericoli attuali.

La nota firmata da Alessandro Britolli, segretario del Coina, fa leva sugli obblighi aziendali di garantire, ai lavoratori, gli adeguati standard di sicurezza sanciti dalle norme, dal contratto nazionale del lavoro e dalle direttive dello stesso Ministero della Salute. Il sindacato è intervenuto per chiedere, principalmente, che gli operatori del pronto soccorso pediatrico vengano interessati dagli stessi piani di monitoraggio dei rischi degli altri reparti come il pronto soccorso, ma soprattutto che vengano coinvolti nei servizi di prevenzione delle aggressioni.

Il Coina fa riferimento all’attività di vigilanza che viene assicurata per gli altri reparti, come la presenza di guardie giurate, sia armate che non, per garantire interventi tempestivi in caso di necessità o soltanto come effetto deterrente. E proprio per questo il sindacato chiede all’Asl di dotare gli stessi operatori del fast track pediatrico degli stessi braccialetti elettronici anti aggressione sperimentati per il triage del Goretti. Insomma, la situazione dev’essere affrontata prima che possano verificarsi vicende incresciose.

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